Autore: Cicerone
Opera: Orationes
Libro: Pro Roscio Amerino
Titolo: 9

Originale

His de rebus tantis tamque atrocibus neque satis me commode dicere neque satis graviter conqueri neque satis libere vociferari posse intellego. Nam commoditati ingenium, gravitati aetas, libertati tempora sunt impedimento. Huc accedit summus timor, quem mihi natura pudorque meus attribuit, et vestra dignitas et vis adversariorum et Sex. Rosci pericula. Quapropter vos oro atque obsecro, iudices, ut attente bonaque cum venia verba mea audiatis.

Traduzione

Di queste azioni di tanta importanza e tanta atrocit? sono cosciente di non poter parlare abbastanza adeguatamente, addolorarmi abbastanza dignitosamente, n? protestare contro a gran voce abbastanza liberamente. Infatti la mia mancanza di capacit? ? di impedimento all'adeguatezza del mio parlare, la mia et? alla dignitosit?, e i tempi stessi alla mia libert? di parola. A tutto ci? si aggiunge anche una grande paura, che mi causano la natura e il mio pudore, la vostra autorit?, la violenza degli avversari e i pericoli di Sesto Roscio. Perci? vi prego e scongiuro, giudici, di ascoltare le mie parole con attenzione e senza offendervi.