Autore: Cicerone
Opera: Orationes
Libro: Pro Sestio
Titolo: 46

Originale

huius autem otiosae dignitatis haec fundamenta sunt, haec membra, quae tuenda principibus et vel capitis periculo defendenda sunt: religiones, auspicia, potestates magistratuum, senatus auctoritas, leges, mos maiorum, iudicia, iuris dictio, fides, provinciae, socii, imperi laus, res militaris, aerarium. [99] harum rerum tot atque tantarum esse defensorem et patronum magni animi est, magni ingeni magnaeque constantiae. etenim in tanto civium numero magna multitudo est eorum qui aut propter metum poenae, peccatorum suorum conscii, novos motus conversionesque rei publicae quaerant, aut qui propter insitum quendam animi furorem discordiis civium ac seditione pascantur, aut qui propter implicationem rei familiaris communi incendio malint quam suo deflagrare. qui cum tutores sunt et duces suorum studiorum vitiorumque nacti, in re publica fluctus excitantur, ut vigilandum sit iis qui sibi gubernacula patriae depoposcerunt, enitendumque omni scientia ac diligentia ut, conservatis iis quae ego paulo ante fundamenta ac membra esse dixi, tenere cursum possint et capere oti illum portum et dignitatis. [100] hanc ego viam, iudices, si aut asperam atque arduam aut plenam esse periculorum aut insidiarum negem, mentiar, praesertim cum id non modo intellexerim semper, sed etiam praeter ceteros senserim.

Traduzione

[XLVI] Ora, di questo prestigio accompagnato dalla tranquillit? i fondamenti e gli elementi che meritano la protezione e la difesa, anche a rischio della vita, da parte dei cittadini pi? autorevoli, sono questi: le istituzioni religiose, gli auspici, i poteri dei magistrati, l'autorit? del senato, le leggi, il costume degli antenati, la giurisdizione penale e civile, la lealt? le province, gli alleati, il prestigio dello Stato, le forze armate, il tesoro pubblico. La difesa e la protezione di tanti e s? grandi valori esige grandezza d'animo, acutezza d'ingegno, fermezza di carattere: ch? fra tanti cittadini c'? una gran folla di persone che o per timore della pena, consapevoli come sono delle loro colpe, mirano ad agitazioni rivoluzionarie e a cambiamenti politici, o per una sorta di insania congenita si nutrono di discordie e di rivolte civili, o per difficolt? economiche preferiscono perire in un incendio che avvolga tutti piuttosto che loro soltanto. Ed ? proprio quando costoro trovano chi li aiuti e li guidi nelle loro cattive tendenze che si levano nella repubblica flutti tempestosi, sicch? coloro che hanno reclamato per s? il timone dello Stato debbono stare all'erta e sforzarsi con tutta la loro perizia e il loro zelo perch?, mantenendo intatti i fondamenti e gli elementi di cui poc'anzi ho parlato, possano mantenere la rotta e giungere finalmente nel porto della tranquillit? e dell'onore. E se io, giudici, affermassi che questa via non ? n? aspra e difficile n? piena di pericoli o di insidie, direi una menzogna, tanto pi? che la mia convinzione non ? solo frutto di conoscenza intellettiva, ma lo ? pure di una esperienza personale superiore a quella di chiunque altro.