Autore: Seneca
Opera: De Vita Beata
Libro: Libro unico
Titolo: 18

Originale

"Aliter" inquis "loqueris, aliter vivis." Hoc, malignissima capita et optimo cuique inimicissima, Platoni obiectum est, obiectum Epicuro, obiectum Zenoni; omnes enim isti dicebant non, quemadmodum ipsi viverent, sed quemadmodum esset [et] ipsis vivendum. De virtute, non de me loquor, et cum vitiis convicium facio, in primis meis facio: cum potuero, vivam, quomodo oportet. Nec malignitas me ista multo veneno tincta deterrebit ab optimis; ne virus quidem istud, quo alios spargitis, quo vos necatis, me inpediet, quominus perseverem laudare vitam non, quam ago, sed quam agendam scio, quominus virtutem adorem et ex intervallo ingenti reptabundus sequar. Expectabo scilicet, ut quicquam malivolentiae inviolatum sit, cui sacer nec Rutilius fuit nec Cato? Curet aliquis, an istis nimis dives videatur, quibus Demetrius Cynicus parum pauper est? Virum acerrimum et contra omnia naturae desideria pugnantem, hoc pauperiorem quam ceteros Cynicos, quod, cum sibi interdixerit habere, interdixit et poscere, negant satis egere. Vides enim: non virtutis scientiam, sed egestatis professus est.

Traduzione

18 Dirai: "Parli in un modo e agisci in un altro". Questo, lingue biforcute velenose e ostili alle persone più degne, è stato contestato anche a Platone, a Epicuro e a Zenone. Dicevano tutti di vivere non come loro vivevano, ma come loro stessi avrebbero dovuto. Parlo della virtù, non di me, e quando condanno i vizi, per primi condanno i miei. Appena potrò, vivrò come si deve. Non sarà la vostra velenosa malignità a dissuadermi dalle più alte ambizioni, né il veleno che sputate addosso agli altri, e che però uccide voi, mi impedirà di continuare a lodare non la vita che conduco ma quella che so bene dovrei condurre, a onorare la virtù e a seguirla anche arrancando da lontano. Forse dovrei sperare che scampi qualcosa a quella cattiveria che non ha risparmiato neanche Rutilio e Catone? Ma vale proprio la pena di non sembrare troppo ricco a chi pensa che Demetrio, il cinico, non è povero abbastanza? Anche di un uomo così risoluto nella lotta contro tutte le esigenze naturali e più povero di tutti gli altri cinici, perché non solo si privava di possedere ma persino di chiedere, dicono che non è povero abbastanza. Lo vedi da te: non ha professato la teoria della virtù ma della povertà.