E' il momento che anche il tuo preside, lo capisca, se non l’ha ancora fatto aprigli tu gli occhi, proponigli il progetto, spiegagli l’importanza iniziativa che unisce insieme prevenzione, sicurezza propria e degli altri e salvaguardia della salute comune a nostro modo.
Grazie al progetto “Distributori di sicurezza” finalmente anche la tua scuola penserà davvero a te, offrirà un servizio aggiuntivo per tutti noi studenti, Fategli capire che ci pensate a voi stessi, la scuola dovrebbe fare la stessa cosa. L’AIDS è un pericolo costante, anche se in questo momento Tv e giornali parlano sempre meno delle malattie sessualmente trasmissibili, noi di ScuolaZoo siamo sempre all’erta.
A Roma i ragazzi del Liceo Scientifico Keplero ce l'hanno fatta! Queste sono le immagini inedite dei primi distributori installati nei bagni dell'Istituto il 25 marzo! Quella mattina i nostri paladini si sono recati nella scuola e tra cacciaviti, ragazzi incontinenti in coda nel bagno e con l'aiuto di MacGyver siamo riusciti a piazzare i distributori!!! E' stata una faticaccia che non ha gravato sulle tasche della scuola né degli studenti :).
Il preside dovrà compilare, firmare e timbrare solo l’ultima pagina per aderire al progetto Manda l’adesione firmata via fax al numero 02-40.70.966 o via mail all’indirizzo:
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Come convincere il Preside?
Se stai pensando che il tuo preside ti dirà no appena ti presenterai nel suo ufficio, perché la scuola non ha fondi, non si possono spendere soldi… La tua arma vincente è che l’iniziativa è
TOTALMENTE GRATUITA per l’Istituto. Gli esperti della Lila terranno degli incontri formativi con gli studenti che saranno concordati con il Preside
ALL’INSTALLAZIONE PENSIAMO NOI!!!
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Informarsi è la prima arma contro l'HIV. Non farti trovare impreparato!
Cosa è e come agisce il virus Hiv?
L’Hiv è il virus dell’immunodeficienza umana (Human Immunodeficiency Virus): una volta entrato nell’organismo, attacca alcune cellule del nostro sistema immunitario diminuendo, e nei casi più gravi annullando completamente, le capacità di difesa nei confronti di molte infezioni e di alcuni tumori.
Cosa è l’Aids?
L’Aids è una sindrome da immunodeficienza (Acquired Immune Deficiency Syndrome), ossia un insieme di segni e sintomi causati da malattie (infezioni opportunistiche) che possono insorgere nei soggetti con infezione da Hiv quando le difese immunitarie sono state fortemente compromesse e l’organismo non è più in grado di rispondere adeguatamente ad infezioni che normalmente sarebbero innocue.
Cosa significa essere persone Hiv sieropositive?
Essere persone Hiv sieropositive vuol dire aver contratto il virus Hiv. Il momento del contagio può passare del tutto inosservato (senza sintomi oppure con sintomi generici comuni a molte altre patologie), quindi l’unicomodo per diagnosticare l’avvenuta infezione è quello di effettuare il test specifico per l’Hiv. Una volta che il virus è entrato nell’organismo, anche se non sono presenti sintomi di alcun tipo, la persona sieropositiva ne è portatrice, e può quindi trasmetterlo ad altri.
Che differenza c’è tra sieropositività e Aids?
Una diagnosi di sieropositività indica il fatto che il virus Hiv è entrato nell’organismo, ma non dice nulla sullo stato di salute della persona. Se in una persona Hiv sieropositiva si evidenzia invece una grave compromissione del sistema immunitario e la presenza di infezioni opportunistiche o tumori, si passa dalla sola sieropositività alla diagnosi di Aids.
Essere persone Hiv sieropositive significa sviluppare automaticamente l’Aids?
No, le persone sieropositive non sviluppano automaticamente l’Aids: la risposta immunitaria al virus Hiv varia da persona a persona e il virus può rimanere a lungo inattivo; oggi esistono inoltre diverse proposte terapeutiche in grado di contrastarel’evolversi dell’infezione, anche se non è ancora disponibile una cura definitiva.
Come si trasmette il virus Hiv?
Il virus, pur presente in altri liquidi biologici, si può trasmettere solo e soltanto attraverso un contatto con i seguenti: -sangue -sperma -secrezioni vaginali -latte materno L’infezione si verifica quando uno di questi liquidi, appartenente ad una persona con infezione da Hiv, entra in circolazione nel sangue attraverso lesioni delle mucose e/o attraverso ferite.
Concretamente quali sono i comportamentisessuali a rischio?
I rapporti penetrativi: i rapporti vaginali e i rapporti anali non protetti dal profilattico sono a rischio per entrambi i partner. Il preservativo, se utilizzato correttamente e dall'inizio del rapporto, protegge. I rapporti oro-genitali: innanzitutto il rischio riguarda solo la persona che con la bocca stimola i genitali del partner, mentre chi riceve la stimolazione non si espone a nessun rischio. Per quanto riguarda la fellazio (stimolazione orale del pene), l’utilizzo del profilattico elimina il rischio, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca. Per quanto riguarda il cunnilingus (stimolazione orale dei genitali femminili), non esistono casi accertati di contagio attraverso questa pratica, ma è necessario evitare il contatto con il sangue nel caso di mestruazioni.
Se faccio sesso con una persona Hiv sieropositivacontraggo automaticamente l’infezione?
No, la trasmissione del virus Hiv non è automatica (non si verifica nel 100% dei casi) ma il rischio certamente è alto e può essere eliminato proteggendo i rapporti sessuali con il profilattico.
Non c’è nessun rischio nemmeno se durante un rapporto si viene a contattocon liquidi potenzialmente infetti?
Lo sperma, le secrezioni vaginali, il sangue stesso a contatto con mani, viso, gambe ecc. non costituiscono di per sé un rischio. La pelle integra è una barriera efficace. Nemmeno graffi superficiali o pellicine alzate sono sufficienti a consentire al virus di entrare in circolazione nel sangue. Più vulnerabili sono invece le mucose (a livello di vagina, pene, ano, bocca, occhi) che possono presentare lesioni ricettive anche molto piccole.
In quale altro modo si può contrarre il virus?
Altre vie di contagio sono costituite dal contatto diretto sangue-sangue, dunque trasfusioni con sangue infetto, utilizzo di siringhe sporche o in comune e utilizzo di oggetti taglienti nel caso poco probabile che l’oggetto con cui ci si tagli sia stato appena usato da una persona con Hiv il cui sangue si trovi ancora sull’oggetto tagliente. Quanto alle trasfusioni è bene sapere che l’attuale livello di sicurezza, nei Paesi occidentali, è molto elevato.
Corro dei rischi dal dentista, dal tatuatore, dall’estetista o facendomifare un piercing?
Se gli strumenti chirurgici, aghi, rasoi e altri oggetti taglienti sono monouso o sterilizzati adeguatamente non corri nessun rischio.
Come è possibile prevenire la trasmissione del virus Hiv?
Attraverso poche precauzioni: Sesso più sicuro. Ovvero con l’uso, corretto e dall’inizio del rapporto, del preservativo, nei rapporti sessuali penetrativi. Il sesso orale è meno rischioso se non viene assunto sperma in bocca, tuttavia è chiaro che l’uso del preservativo anche in questa pratica impedisce automaticamente questo passaggio. Nel caso di stimolazione orale dell’apparato genitale femminile è da evitare il contatto con il sangue mestruale. Usare siringhe sterili e monouso per iniettarsi qualsiasi sostanza ed evitare di condividere il materiale per la preparazione della sostanza da iniettare. Anche lo scambio dello spazzolino da denti, del rasoio o di altri oggetti taglienti di uso personale può essere causa di infezione: è quindi opportuno usare sempre i propri.
Il preservativo è un mezzo efficace di prevenzione?
Il preservativo serve proprio ad evitare che liquidi contenenti il virus possano trasmetterlo da una persona ad un’altra. Il fatto che il rapporto sessuale possa avvenire tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso e che possa essere più o meno occasionale, non cambia nulla. A metterti a rischio sono esclusivamente i comportamenti non protetti e non le situazioni che possono capitare nella vita o con chi fai sesso. Il profilattico, se conservato e usato correttamente, è un mezzo efficace di prevenzione non solo dell’infezione da Hiv ma di molte Infezioni Sessualmente Trasmesse.
Proporre l’uso del preservativo e praticare sesso più sicuro è sempre possibile?
Sì, anche se a volte può risultare difficile perché si teme di rovinare l’atmosfera o perché si ha paura del giudizio dei partners, ma è importante insistere perché l’uso del preservativo è un atto di grande responsabilità verso se stessi e il partner.
I preservativi sono tutti uguali?
No, esistono ad esempio profilattici più indicati per i rapporti orali (aromatizzati) o per i rapporti anali (più spessi e resistenti) ed inoltre le caratteristiche cambiano secondo la marca e il tipo: è meglio provarne diversi per scegliere quellopiù adatto a te o alla persona con cui fai sesso. I preservativi presentati come supersottili potrebbero avere una probabilità di rottura più elevata e quindi non sono indicati per i rapporti anali.
In cosa consiste il test per l’Hiv?
Il test consiste in un normale prelievo di sangue che viene analizzato per rilevare la presenza nel sangue degli anticorpi anti-Hiv, che si sviluppano solo se la persona è venuta in contatto con il virus. È necessario sapere che l’organismo non produce immediatamente gli anticorpi anti-Hiv e per questo motivo è fondamentale effettuare il test tenendo conto del cosiddetto “periodo finestra”, che può variare da un minimo di qualche settimana fino a 3 mesi dopo che si è venuti a contatto col virus. Questo arco di tempo è chiamato periodo finestra. Poiché il test per l’Hiv si basa sulla ricerca nel sangue degli anticorpi al virus, se il test viene effettuato prima che l’organismo abbia sviluppato gli anticorpi, l’infezione non verrà riscontrata anche se la persona ha contratto il virus e può quindi trasmetterlo ad altri. Per essere certi dell’esito, quando ci si sottopone al test è fondamentale tenere presente l’ultimo rapporto che ci ha esposti ad un rischio e, da quel momento, considerare l’inizio del periodo finestra (cioè i 3 mesi).
Come leggere il risultatodel test?
Il risultato del test è positivo se si riscontra la presenza di anticorpi contro il virus (sieropositività all’Hiv), è negativo quando nel sangue non vi è traccia degli anticorpi (sieronegatività all’Hiv). Il test per l’Hiv, dunque, verifica solo la presenza o meno degli anticorpi al virus, e non da nessuna informazione sullo stato di salute e sul sistema immunitario. Essere positivi al test vuol dire quindi che si è entrati in contatto con il virus Hiv e non che si è ammalati di Aids.
Come si usa il preservativo?
Il profilattico va usato fin dall’inizio del rapporto: il coito interrotto non protegge dal virus. Apri con cura la confezione senza utilizzare oggetti taglienti. Srotola il preservativo sul pene in erezione stringendo il serbatoio tra pollice e indice in modo da togliere l’aria (questo evita la possibilità di rottura durante il rapporto). Se fai uso di lubrificanti, accertati che siano a base d’acqua e non d’olio, perché questi ultimi possono danneggiare il preservativo. Ogni preservativo si usa una volta sola e con una sola persona. Al termine del rapporto trattienilo con le dita alla base del pene affinché non si sfili e non rimanga all’interno, quindi srotolalo e annodalo. Il lattice non è un materiale biodegradabile: dopo l’uso è opportuno gettarlo nei rifiuti, non per strada o nel wc. Il test per l’Hiv,
Quanto costa il test e dove è possibile farlo?
È possibile effettuare il test per l’Hiv presso le Unità Operative Aids delle Asl, i reparti di Malattie Infettive degli ospedali, i centri di cura delle I.S.T. (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e i centri prelievi accreditati. Il test, nelle strutture pubbliche, è del tutto gratuito.
Le strutture sanitarie devono tutelare la privacy di chi fa il test?
Sì, è un diritto sancito dalla legge quello di esigere esplicitamente in tutte le fasi del test - dalla richiesta, al prelievo, sino alla comunicazione del risultato - il massimo dell’anonimato e la tutela della riservatezza.
In che modo viene tutelata la mia riservatezza?
La riservatezza di chi effettua il test deve essere garantita dal personale medico e paramedico che ha l’obbligo, in base al segreto professionale e alle leggi vigenti in materia, di non diffondere e mantenere segreti: i dati anagrafici (nome, cognome, sesso, data di nascita, comune di residenza e indirizzo) della persona che fa il test, sia nei laboratori pubblici che privati. ogni informazione riguardante l’esecuzione ed il risultato dell’esame.I servizi preposti effettuano il test: in forma anonima: quando non è richiesto alcun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per l’identificazione della persona in forma riservata: quando al momento dell’effettuazione, o del ritiro dei risultati, è necessario esibire agli operatori un documento identificativo.
Il risultato può essere comunicato a persona diversa da quella che ha effettuato il test?
No. Il risultato dovrà essere consegnato esclusivamente alla persona che si è sottoposta al test, e la comunicazione non deve avvenire mai per lettera o per telefono. La persona che fa il test può però autorizzare il medico a riferire ad altre persone da lui o lei indicate il risultato. Questa autorizzazione deve essere sempre data per iscritto. Sono minorenne.
Come faccio a fare il test? Cosaprevede per me la legge?
La legge prevede che il consenso sia a carico dei genitori o di chi esercita la patria potestà. Se il minorenne desidera comunque, e con motivate cause, non comunicare ai genitori la decisione di fare il test, la prassi è quella di prendere in considerazione la sua richiesta se ha più di 14 anni. Se dopo attento colloquio il test viene effettuato, tale decisione sarà poi comunicata con le relative motivazioni al Tribunale dei minorenni. Se il minorenne è sposato, non ha bisogno del consenso di altri per effettuare il test.
Domande e risposte tratte dall'opuscolo "+ risposte - dubbi".
Se volete leggere tutte le domande potete acquistare l’opuscolo cartaceo “+ risposte - dubbi" al prezzo simbolico di 1 euro a copia.
