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PRIME INDISCREZIONI SULLA MATURITÀ 2015
L’anno scolastico è appena iniziato, eppure dal Miur arrivano già le prime indiscrezioni riguardo la Maturità 2015 che quest’anno più di 430 mila ragazzi tra liceali, tecnici e professionali dovranno sostenere. I primi rumors sono proprio riguardanti la prima prova che è comune a tutti gli istituti. In effetti, negli ultimi due anni specialmente, il tema di italiano ha subito numerose critiche, in primis dai maturandi. Moltissimi dei quali non riuscendo a svolgere il tema storico o l’analisi testuale perché non compatibili con il programma scolastico hanno dovuto ripiegare sul saggio breve, a cui quest’anno la Giannini sembra voglia dare notevole importanza.
La Giannini ha anche intenzione di abolire la tesina e i commissari esterni, sarà vero? Leggi le su parole qui: Maturità 2015: aboliti tesina e commissari esterni? Le parole della Giannini

CCHIU' SAGGIO BREVE PPE' TUTTI?
Il Ministro dell'Istruzione Giannini ha infatti dichiarato che il saggio breve permette di conoscere le abilità di comprensione e sintesi dell’allievo e sembra aver fatto intendere che questo sia il modo migliore di mettere in luce la maturità del ragazzo invece di porlo di fronte a un testo letterario o storico dove finirebbe per trascrivere semplicemente dati acquisiti da un professore o un libro di testo. Perché la Giannini potrebbe sbagliare?

COSA NE PENSANO I PROF?
Abbiamo intervistato Antonella Viassone, professoressa di Italiano del Liceo di Bra nel cuneese che da semplice docente - ma importante tassello del grande puzzle che è la scuola italiana - ha voluto darci la sua opinione. Per quest’ultima, come per molti altri prof., risulta davvero assurdo pensare di eliminare il tema storico o quello letterario dalle tracce d’esame perché risulterebbe un insulto non solo ai professori che per l’intero anno cercano di sviluppare le competenze dell’allievo facendolo riflettere su più testi, ma anche un insulto agli stessi grandi della letteratura italiana. 
La prof. ha infatti voluto ribadire l’importanza dell’analisi testuale dicendo che “è una prova completa, con una parte molto importante che invita lo studente a riflettere sulle scelte lessicali, a spiegare il significato di molte espressioni, a "lavorare" sulla lingua, a fermarsi e mettersi in ascolto delle parole dell'autore”, mentre spesso il saggio breve è stato scelto dagli studenti “perché davanti ad una scelta così ampia si orientavano su quello che ritenevano più facile”. Tuttavia la maggiore preoccupazione della professoressa, come quella di molti altri, è che l’esame di stato potrebbe essere ulteriormente semplificato, dopo che già molte classiche vedono noi studenti italiani tra i più impreparati.
 
COSA NE PENSANO I MATURANDI?
Come afferma Marco, maturando del 2015, "tra noi però continua ad aleggiare la paura che si possa ripresentare un’analisi testuale “alla Magris”, fin troppo complessa per le nostre capacità critiche o comunque di difficile interpretazione per uno studente che non conosca il contesto da cui è stato estrapolato il testo; oppure un tema storico che affronti tematiche fin troppo ampie (come quello del confronto tra il 1914 e il 2014 uscito lo scorso anno) di cui non è semplice parlare in due/tre fogli e senza aver i giusti requisiti a causa del fatto che a scuola si tende sempre a trascurare argomenti di attualità e confronti tra ciò che si studia e la situazione attuale".

Vorreste anche voi che venisse dato più spazio al saggio breve? 
Diteci la vostra all’indirizzo infostudenti@scuolazoo.it o nei commenti qui sotto!

Enrica Denasio