Aumentano le esperienze all’estero per i liceali
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Aumentano le esperienze all’estero per i liceali

Di Maria Saia
pubblicato il 12 ottobre

E voi? Avete mai pensato di passare un periodo di studio all’estero durante il liceo?

Aumentano le esperienze all’estero per i liceali

L’ottavo rapporto Ipsos sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca lo ha confermato: sono sempre di più gli studenti che decidono di vivere un’esperienza di studio all’estero. Queste ultime – le esperienze all’estero per l’appunto – sono considerate dei momenti rivelatori, che cambiano davvero la vita dei partecipanti che le scelgono come parte integrante del proprio percorso di studi.

Tra le destinazioni più ambite non solo gli Stati Uniti, ma anche Asia e America Latina. La maggior parte degli studenti scelge di partire per almeno un anno, con una crescita dell’1% rispetto al passato; in calo le partenze semestrali, mentre crescono quelle trimestrali, addirittura del 7%.

Per il periodo 2016/2017 le mete più scelte dagli studenti partiti con Intercultura sono state, dopo gli Stati Uniti: l’Irlanda (205 ragazzi), l’Argentina (114) e la Cina (108), e, per la prima volta, una studentessa italiana ha deciso di trascorrere un anno in Ghana.

Emerge il solito divario tra Nord e Sud, che vede le scuole del Nord Est a primeggiare per il numero di studenti in mobilità da un lato, e gli istituti del Sud a essere coinvolti in sempre meno scambi dall’altro. Le ragioni sono essenzialmente la mancanza di budget, un interesse molto basso da parte degli alunni e un gap tra i corsi proposti all’estero e quanto previsto invece tra i banchi nell’ordinamento italiano.
La conseguenza peggiore che si vive dopo un anno all’estero è una sorta di crisi post-rientro, legata al fatto che spesso i professori non sono in grado di riconoscere il valore e l’importanza di quello che è stato vissuto.

Tra i benefici, però, possiamo annoverare elementi davvero positivi: chi va all’estero si laurea più facilmente e velocemente, trova lavoro con minore difficoltà, si sente, in generale, meglio a livello sociale e relazionale. Partire è un vantaggio perché riesce ad arricchire le nostre vite: partire da giovani e quando si studia può esserlo ancora di più.

Maria Saia
Quando sono nata ero una sirena, ma invece di cantare come le mie sorelle, passavo il tempo a scrivere. Il problema era che vivendo sott'acqua i miei quaderni si inzuppavano tutti e l'inchiostro andava via. Per questo ho chiesto a mio padre, il re degli oceani, di darmi delle gambe per andare a vivere in superficie. Adesso abito sulla terra e continuo a passare i miei giorni scrivendo. L'inchiostro, per fortuna, non va più via. In ricordo delle mie origini, tutti i miei amici mi chiamano "Mari". :)
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