Ius soli: significato, pro e contro e cosa prevede questa proposta di legge
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Ius soli: significato, pro e contro e cosa prevede questa proposta di legge

Di Sofia Batini
pubblicato il 12 ottobre

Ius soli significato: ti stai chiedendo che cos’è lo ius soli di cui si sta tanto perlando? Ecco spiegato in modo semplice e per la scuola cos’è e cosa e cosa prevede la proposta di legge!

Ius soli: significato, pro e contro e cosa prevede questa proposta di legge

Ius soli, proposta di legge: cos’è, cosa prevede, pro e contro

A meno che tu sia partito per una spedizione su Marte o abbia deciso di disconnetterti da qualsiasi tipo di contatto esterno con il mondo, ti sarà capitato di sentire parlare negli ultimi mesi di Ius soli e della proposta di legge che è in discussione al Parlamento italiano e che sta dividendo partiti politici e opinione pubblica. Il tema è di grande attualità e riguarda l’estensione del diritto all’acquisizione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia. Al momento, infatti, in Italia si diventa automaticamente cittadini di questo Paese solo per diritto di sangue, cioè solo se almeno uno dei due genitori è italiano (o si è adottati da genitori italiani). La proposta di legge italiana sullo Ius soli è stata approvata alla Camera, ma al Senato la situazione è ancora in fase di stallo, soprattutto a causa dell’ostruzionismo della Lega Nord che ha presentato decine e decine di emandamenti ritardandone la discussione e la votazione in aula. Tuttavia, il 3 ottobre, l’annuncio di uno sciopero della fame da parte di alcuni senatori, insegnanti e studenti per chiedere al governo di porre la fiducia sulla proposta di legge ha nuovamente smosso le acque e sembra che sia possibile tornare a discutere del progetto in Senato a breve.
Non hai ancora capito cosa cambierebbe se lo Ius soli fosse approvato, quali sono i pro e contro e le differenze con la legge attuale e la relativa legge in materia negli altri Paesi europei, soprattutto la Francia? Vediamo di capirlo insieme.

Ius soli: che cos’è, il significato per la legge italiana

Armiamoci di pazienza: quando si parla di cittadinanza sono importanti le nozioni giuridiche, quindi cerchiamo un attimo di familiarizzare con il linguaggio del diritto per capire in semplici parole di cosa stiamo parlando. La prima cosa da sapere è che lo Ius soli, che non è una parolaccia ma un termine di origine latina, significa letteralmente “diritto del suolo” ed è uno dei modi previsti dal diritto internazionale per acquistare la cittadinanza di uno Stato.

Che cos’è la cittadinanza? Ti chiederai

La cittadinanza è uno status grazie al quale un individuo gode di pieni diritti civili e politici nei confronti di un determinato Stato. Detto in parole semplici, i cittadini di uno stato sono coloro che hanno il diritto di votare per i propri rappresentanti (in Italia per il Parlamento o elezioni amministrative), il diritto alla salute, il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione, ma anche il godimento di tutte le libertà individuali e associative. Ovviamente al cittadino spettano anche dei doveri, come quello di pagare le tasse, difendere la patria, lavorare, essere fedele alla Repubblica e osservare le leggi.

In Italia, al momento, si diventa cittadini italiani automaticamente, cioè dalla nascita, solo per ius sanguinis (diritto di sangue), cioè se almeno uno dei due genitori è cittadino italiano (lo stesso vale anche per i figli adottati). Lo ius solis, cioè l’acquisizione della cittadinanza per nascita su suolo italiano, non è quindi previsto come modo di acquisizione della cittadinanza, eccezione fatta per chi nasce sul territorio italiano da genitori apolidi (cioè senza cittadinanza) o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di provenienza.

Secondo la legge sulla cittadinanza del 1992, quella attualmente in vigore, i bambini nati da genitori stranieri in Italia non possono acquisire automaticamente la cittadinanza italiana, ma devono aspettare di compiere 18 anni prima di poterla richiedere. In ogni caso, viene concessa solo se il ragazzo o la ragazza ha risidiuto nel nostro Paese “legalmente e ininterrottamente” fino a quel momento.

Gli altri stranieri possono acquisire la cittadinanza? Sì, ma non automaticamente. La cittadinanza può essere richiesta anche dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e sono in possesso di determinati requisiti, come avere redditi sufficienti al sostentamento, non avere precedenti penali, non essere un pericolo per la sicurezza della Repubblica. Si può infine diventare cittadini italiani anche per matrimonio.

Ius soli Italia: cosa prevede la proposta di legge

La proposta di legge sull’introduzione dello Ius soli è stata creata dal Partito Democratico ed è stata approvata alla Camera nel 2015 e da allora è in attesa di essere discussa al Senato, dove i numeri per ottenere la maggioranza sono molto più risicati a causa della strenua opposizione di Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare, mentre il Movimento 5 Stelle punta all’astensione come alla Camera.

Cosa prevede questa proposta di legge così contestata? In realtà, lo Ius soli proposto non è uno Ius soli vero e proprio, ma una sua versione temperata e condizionata. Detto in parole povere: la proposta di legge non prevede che chiunque nasca su territorio italiano diventi automaticamente cittadino italiano, ma che non debba aspettare i 18 anni d’età prima di richiedere la cittadinanza in presenza di altre condizioni. Nello specifico, lo Ius soli temperato prevedrebbe che una persona nata in Italia da genitori stranieri possa acquisire automaticamente alla nascita la cittadinanza italiana se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Inoltre, il genitore, a meno che non sia cittadino UE, deve:

  • avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
  • avere un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;
  • superare un test di conoscenza della lingua italiana.

In alternativa, il progetto di legge prevede che si possa acquisire la cittadinanza tramite lo ius culturae. In questo caso, i minori stranieri nati in Italia o arrivati nel nostro Paese entro i 12 anni d’età che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (elementari o medie) potranno richiedere la cittadinanza. I ragazzi nati all’estero, ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni d’età, invece, potranno chiedere la cittadinanza solo dopo avere abitato nel nostro Paese per almeno 6 anni e avere superato almeno un ciclo scolastico in Italia (medie o superiori).

Ius soli: quali sono i pro e contro?

La necessità di creare una legge sullo Ius soli nasce dal cambiamento del tessuto sociale italiano: sono sempre di più infatti gli stranieri che vivono in Italia, così come i bambini che nascono e crescono in Italia, essendo di fatto italiani, ma non potendo essere considerati tali per la legge italiana fino ai 18 anni.
Per dare due dati: in Italia, dati Istat, ci sono 1 milione e 65 mila minori stranieri, di cui molti sono nati in Italia o hanno frequentato almeno un ciclo scolastico o più in Italia. I minori nati in Italia da madri straniere dal 1999 a oggi sarebbero oltre 634 mila, mentre coloro che hanno completato almeno cinque anni di scuola in Italia sono circa 166 mila.

Chi è contro il principio dello ius soli lo fa in virtù del pericolo che sempre più persone si trasferiscano in Italia per fare nascere i loro figli qui, in modo da garantire loro la cittadinanza italiana. In questo caso verrebbero meno i presupposti per l’acquisizione della cittadinanza che sono il legame culturale, linguistico e identitario con l’Italia. Tuttavia, come abbiamo visto, lo Ius soli previsto non sarebbe tout court ma temperato.

Ius soli in Francia: come funziona negli altri Paesi europei?

La legge sulla cittadinanza è un campo normativo che rimane saldamente in mano ai singoli stati quindi non è regolato a livello di Unione Europea. Facendo un confronto con gli altri Paesi UE, l’Italia ha attualmente le norme più ristrettive possibile in termini di concessione della cittadinanza agli stranieri. Cosa prevede la legge in materia nel Paese UE più vicino a noi, cioè in Francia?

In Francia, ad esempio, i bambini nati nel Paese da genitori stranieri diventano francesi al compimento di 18 anni se hanno vissuto stabilmente nel Paese per almeno 5 anni; a differenza dell’Italia, quindi, la cittadinanza è automatica (non va richiesta) e non è soggetta all’avere soggiornato nel Paese per tutti e i 18 anni.

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