Elezioni politiche 2018: differenze tra sistema proporzionale, maggioritario e Rosatellum
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Elezioni politiche 2018: differenze tra sistema proporzionale, maggioritario e Rosatellum

Di Sofia Batini
pubblicato il 19 febbraio

Sistema proporzionale e maggioritario: volete conoscere le differenze tra i due principali sistemi elettorali e come funzionerà la legge elettorale per le elezioni del 4 marzo 2018? Scoprite tutto sul Rosatellum bis su ScuolaZoo.

Elezioni politiche 2018: differenze tra sistema proporzionale, maggioritario e Rosatellum

Elezioni 2018: cosa sapere su sistema proporzionale, maggioritario e la nuova legge elettorale Rosatellum

Manca ormai pochissimo alle elezioni politiche 2018 e, anche se non avete ancora l’età per votare, è utile sapere chi sono i candidati, i partiti, ma anche come funziona la legge elettorale che disciplina la distribuzione dei seggi in Parlamento, sia per cultura personale che per questioni scolastiche, nel caso il vostro professore o professoressa vi chiedesse di scrivere un tema sulle elezioni o nel caso vi capitasse una traccia sul voto in Italia durante la Prima Prova di Maturità 2018. Se siete un po’ appassionati di politica o vi piace rimanere aggiornati sull’attualità, saprete che il 4 marzo, giorno delle elezioni italiane, si voterà con il Rosatellum bis, cioè la legge elettorale approvata dal nostro Parlamento a fine ottobre 2017 che va a sostituire l’Italicum modificato dalla Corte Costituzionale alla Camera e il Consultellum per il Senato. Non capite di cosa stiamo parlando? Partiamo dalle basi: la legge elettorale è una norma dello Stato con la quale si disciplina il modo in cui i parlamentari – deputati e senatori – sono eletti; in particolare, ci sono due modi, chiamati sistemi elettorali, con cui si stabilisce quali sono i partiti e i candidati che, in base al numero di voti, ottengono un determinato numero di seggi in Parlamento: il sistema proporzionale e il sistema maggioritario. Quali sono le differenze principali tra questi due sistemi elettorali? Qual è il migliore? E soprattutto cosa prevede il Rosatellum bis? In quest’articolo noi di ScuolaZoo cercheremo di rispondere a tutte queste domande sulle elezioni politiche 2018!

Sapete che se la vostra scuola è sede di seggio avrete alcuni giorni di vacanza grazie alle elezioni 2018? Scoprite quali sono i giorni di festa e se sarete tra gli studenti fortunati:

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Sistema proporzionale: spiegazione semplice ed esempio

Partiamo con la descrizione del sistema proporzionale, che per anni (fino almeno al 1993), è stato il sistema elettorale più usato in Italia. In base a questo sistema elettorale, i partiti politici ottengono un numero di posti in Parlamento – nel nostro caso alla Camera dei Deputati e al Senato – in proporzione al numero dei voti ricevuti. Il sistema proporzionale puro prevede che il territorio nazionale sia diviso in tanti collegi plurinominali, in ciascuno dei quali, cioè, vengono eletti più parlamentari. Ogni partito, infatti, elabora delle liste di candidati che possono essere tanti quanti sono i seggi in palio in quel collegio. Gli elettori votano per la lista e il partito politico e i posti in palio in quel collegio vengono distribuiti in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna formazione politica.

Facciamo un esempio semplice: in un collegio sono previsti 10 seggi e i partiti per cui è possibile votare sono tre (A,B,C). Nel caso A ottenga il 40% dei voti, B 30% e C 10%, il partito A ottiene 4 seggi in Parlamento, B ne ottiene 3 e C solamente 1.

Sistema proporzionale: vantaggi, svantaggi e correttivi

Quali sono i vantaggi del sistema proporzionale?

  • Tutti i partiti, anche quelli minoritari, ottengono una rappresentanza in Parlamento, quindi nessun voto va perduto.
  • Il Parlamento è una fotografia precisa del voto degli elettori: ogni partito ottiene un numero dei seggi proporzionale al numero di voti ricevuto.

Quali sono gli svantaggi del sistema proporzionale?

  • Il più grande svantaggio del sistema proporzionale è che spesso non garantisce la governabilità: creando un quadro frammentato, a causa della presenza di numerosi partiti, è necessaria la creazione di coalizioni, che però possono anche sfaldarsi in ogni momento. In Italia, ad esempio, la caduta dei governi era un fenomeno particolarmente diffuso durante la Prima Repubblica, facendo sì che si creasse di frequente una situazione di instabilità politica. 

Per questo motivo, il sistema elettorale può essere modificato con l’introduzione di alcuni correttivi, come le soglie di sbarramento (i partiti che ottengono meno di un tot di voti non possono entrare in Parlamento) o il premio di maggioranza (dare al partito che ottiene più voti un numero di seggi che gli permetta di avere in Parlamento la maggioranza assoluta).

Sistema maggioritario: cosa sapere e differenza con il sistema proporzionale

Il sistema maggioritario è quello più antico, in quanto nacque nel ‘600 in Inghilterra ed è ancora il sistema dominante non solo in Gran Bretagna, ma anche negli Stati Uniti, Canada e Australia. Il sistema maggioritario attribuisce un premio di maggioranza al partito che ottiene la maggioranza relativa di voti, così da garantire la governabilità del Paese. In genere, il sistema maggioritario prevede collegi uninominali, cioè il territorio nazionale viene diviso in tante aree geografiche, chiamate collegi, tanti quanti sono i senatori o i deputati da eleggere. Ogni partito presenta un solo candidato e quello che riceve più voti è quello che ottiene il seggio. Questo sistema elettorale, a differenza del sistema proporzionale, garantisce una maggiore stabilità politica, ma va a penalizzare i partiti di piccole dimensioni, rischiando di minare, in alcuni casi, la base più pura del pluripartitismo su cui si basa la democrazia moderna.

Rosatellum Bis: cosa prevede la nuova legge elettorale italiana

Alle elezioni del 4 marzo voteremo con sistema elettorale proporzionale o maggioritario? In realtà, la nuova legge elettorale, chiamata Rosatellum Bis, prevede un sistema misto proporzionale e maggioritario, in cui un terzo di deputati e senatori è eletto in collegi uninominali (un solo candidato per partito/coalizione, il più votato è eletto), mentre i restanti due terzi sono eletti con un sistema proporzionale di lista.

Rosatellum collegi: come sono distribuiti?

I 630 seggi della Camera dei Deputati saranno assegnati nel modo seguente:

  • 232 in collegi uninominali
  • 386 in piccoli collegi plurinominali (circa 65 collegi)
  • 12 nella circoscrizione estero

Al Senato i 315 seggi saranno invece distribuiti così:

  • 116 in collegi uninominali
  • 193 in piccoli collegi plurinominali
  • 6 nella circoscrizione estero

I 232 candidati più votati in ogni collegio uninominale alla Camera e i 116 del Senato otterranno direttamente il proprio seggio, anche nel caso avessero ottenuto solo un voto in più degli avversari. I collegi sono stabiliti su base nazionale alla Camera, mentre al Senato sono ripartiti su base regionale, come previsto dalla Costituzione italiana.

Rosatellum: premio di maggioranza e soglie di sbarramento

Il Rosatellum non prevede nessun premio di maggioranza, ma una doppia soglia di sbarramento: il 3% per le liste singole alla Camera e il 5% al Senato. Inoltre, è prevista una soglia al 10% per le coalizioni.

Rosatellum: altre cose da sapere

Ecco infine altre cose da sapere sul Rosatellum bis:

  • Le liste, nei collegi plurinominali, sono bloccate (è il partito a decidere la lista e l’ordine dei candidati).
  • Il voto non può essere disgiunto, cioè non si può votare per un partito e poi per un candidato di un altro partito.
  • Nessuna lista può presentare più del 60% dei candidati appartenenti a uno dei due sessi.

(Credits foto: Pixabay)

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