Manuel Agnelli: “Per X-Factor ero uno sconosciuto, vecchio e capellone”
Condividi su

Manuel Agnelli: “Per X-Factor ero uno sconosciuto, vecchio e capellone”

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 13 novembre

Siete fan degli Afterhours e della pungente ironia di Manuel Agnelli a X-Factor 2017? Ecco cosa ci ha raccontato il cantante durante la presentazione della antologia Foto di Pura Gioia.

Manuel Agnelli: “Per X-Factor ero uno sconosciuto, vecchio e capellone”

Manuel Agnelli, 30 anni di Afterhours con l’antologia Foto di Pura Gioia

Gli Afterhours celebrano 30 anni di carriera con una antologia, Foto di Pura Gioia, anticipato dal singolo Bianca, cantato con Carmen Consoli. Anni densi di lavoro in studio, di concerti, dischi e anche di televisione con X-Factor.

Il disco uscirá il 17 novembre, mentre il 10 aprile al Mediolanum Forum di Assago a Milano si chiudono i festeggiamenti per i 30 anni di carriera degli Afterhours. Sono queste le due date cruciali per una delle band rock più famose della musica italiana, balzata agli onori delle cronache da ormai due anni per la partecipazione del front-man Manuel Agnelli nel ruolo di giudice a X-Factor 2017. 

Gli Afterhours esistono però da 30 anni, dal 1987 e con l’uscita dell’Antologia Foto di Pura Gioia vogliono dire proprio questo: “Questa antologia è un mattone perchè 30 anni sono un mattone – racconta Manuel Agnelli – Abbiamo fatto qualcosa di concreto e abbiamo deciso di razionalizzarlo in un oggetto fisico. Lo abbiamo fatto però anche per comunicare che si esiste anche se non si va in tv. Il dogma per cui se sei in tv esisti, se no non ci sei non è reale. Noi per 30 anni siamo esistiti senza tv e volevamo comunicarlo”.

X-Factor 2017, Manuel Agnelli racconta l’esordio in tv

Andare in tv a X-Factor – racconta Manuel – è stata la scoperta di una situazione diversa da quella che vivo io normalmente: con media diversi, mezzi di comunicazione nuovi e con un pubblico completamente avulso da me. Ci siamo resi conto che noi come Afterhours, e altri artisti come noi, abbiamo passato poco alla generazione successiva. Al contrario: a noi la generazione precedente ci ha passato la controcultura e uno spirito forte di cambiamento”. 

“Io, quando sono arrivato a X-Factor, per la maggior parte del pubblico del programma non ero niente e nessuno: un vecchio sconosciuto, coi capelli lunghi e senza passato. Si chiedevano chi fossi e perchè fossi lì. Subito è stata dura, ma allo stesso tempo molto utile, mi ha fatto pensare che ciò che noi davamo per scontato come gruppo non lo era per gli altri e quindi non era giusto. Andare in tv per me è stato un modo di esplorare cose diverse“. 

Redazione ScuolaZoo
Leggi altri articoli in Musica Vita Scolastica