Prima prova maturità 2017, traccia su Pirandello? Ecco cosa sapere
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Prima prova maturità 2017, traccia su Pirandello? Ecco cosa sapere

Maturità 2017: poiché Pirandello è uno degli autori più gettonati per la prima prova, ecco tutto quello che c’è da sapere per un’eventuale traccia su di lui.

Prima prova maturità 2017, traccia su Pirandello? Ecco cosa sapere

Prima prova maturità 2017 traccia su Pirandello

Quale autore verrà scelto dal Miur in prima prova 2017? Purtroppo, in attesa di ricevere una lettera da Hogwarts e scoprire di avere poteri magici, ci è impossibile entrare nelle menti del Ministro all’Istruzione e collaboratori, quindi nessuno può conoscere in anticipo le tracce che voi maturandi di quest’anno dovrete affrontare il 21 giugno. Tuttavia, possiamo provare a fregare il Ministero facendo delle previsioni argute. E indovinate un po’: Luigi Pirandello sembra essere uno degli autori più quotati nel tototema! Nel 2017, infatti, ricorre il 150° anniversario dalla nascita dello scrittore e drammaturgo siciliano, ma non solo: Pirandello, nonostante sia uno degli autori più importanti della letteratura italiana, manca dal 2003 all’Esame di Stato. Potrebbe quindi fare il grande ritorno in scena per la Maturità 2017! Per arrivare preparatissimi e stupire la Commissione ecco tutto quello che dovete sapere su Pirandello: tracce possibili, vita, poetica e opere.

Vuoi sapere quali altre tracce potrebbero uscire? Leggi: Totoema Prima Prova Maturità 2017 tracce possibili

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Prima prova maturità 2017 traccia su Pirandello: quale uscirà?

Innanzitutto, vediamo in quale tipo di traccia Luigi Pirandello potrà comparire. L’opzione più ovvia è che sia l’autore scelto per l’analisi del testo (tipologia A): in questo caso, dovrete analizzare un brano tratta da una delle sue opere, rispondendo a delle domande. A tal fine, è necessario conoscere bene biografia, opere e poetica di Pirandello.

Tuttavia, Pirandello potrebbe essere anche oggetto di saggio breve (tipologia B), in quanto uno dei suoi testi potrebbe comparire come documento da utilizzare nella traccia di ambito artistico-letterario o storico.

Prima prova maturità 2017: la biografia di Pirandello

Luigi Pirandello nasce ad Agrigento (all’epoca chiamata Girgenti), in Sicilia, il 28 giugno 1867, da genitori che avevano supportato la causa risorgimentale. Il giovane Luigi frequenta la Facoltà di Lettere inizialmente a Palermo, per poi spostarsi a Roma e infine a Bonn, dove si laurea, nel 1891, in Filologia Romanza con una tesi di laurea sul dialetto agrigentino. Tornato a Roma, conosce Maria Antonietta, che sposa a Girgenti nel 1894 e da cui avrà tre figli, e in questi anni inizierà a scrivere diverse opere tra cui le novelle Amori senza amore, traduce le Elegie romane di Goethe e diventa insegnante di lettere all’Istituto Superiore di Magistero di Roma. I suoi primi romanzi – Marta Ayala (poi diventato L’Esclusa) e Il Turno – nascono a inizio ‘900, ma il suo primo capolavoro risale al 1903: Il Fu Mattia Pascal viene pubblicato a puntate sulla Nuova Antologia durante il 1904. Nel 1903, inoltre, una frana allaga la zolfara di famiglia ad Aragona, causando delle ingenti perdite finanziarie ai Pirandello, oltre a turbamenti psichici a Maria Antonietta. Per sollevare le sorti economiche della famiglia, Pirandello inizia scrivere numerose novelle e romanzi, tra cui I vecchi e i giovani, Suo marito e Si gira…, poi diventato i Quaderni di Serafino Gubbio Operatore nel 1925.

Nelle sue opere Pirandello analizza la società borghese, iniziando a definire la sua poetica, che viene presentata ufficialmente nel saggio L’umorismo (tanto che si parla di “poetica dell’umorismo”). Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, lo scrittore crea molte delle sue opere teatrali, tra cui Se non è così e Pensaci, Giacomino! (1916), Liolà, Il berretto a sonagli, La giara, Così è (se vi pare) e Il piacere dell’onestà. Il successo di pubblico e critica arriva però nel 1921: Sei personaggi in cerca di autore, con cui Pirandello dà inizio alla fase del metateatro, dopo una prima deludente a Roma, viene applaudita fortemente a Milano, mentre con l’Enrico IV sviluppa la sua analisi sulle maschere e l’impossibilità di definire la personalità umana. Nel 1926 esce l’altro romanzo capolavoro di Pirandello, Uno, nessuno e centomila. Inoltre, lo scrittore fonda nel 1925 il Teatro d’Arte di Roma, e aderisce al Partito Nazionale Fascista.

Dal 1928, si parla della fase pirandelliana “dei miti”, in cui l’autore riflette sull’uomo moderno ricorrendo alle leggende e agli elementi fantastici, di cui ne sono dimostrazione opere come La Colonia, Lazzaro e I giganti della montagna (rimasto incompiuto). Sebbene lodato dalle istituzioni, tanto da ricevere nel 1934 il Nobel per la letteratura, Pirandello viene isolato dal mondo della cultura. Lo scrittore si ammala di polmonite mentre si trova sul set cinematografico de Il fu Mattia Pascal e muore il 10 dicembre 1936 a Roma.

Prima prova maturità 2017: la poetica di Pirandello

Alla base della poetica pirandelliana c’è una concezione vitalistica, ossia la vita è intesa come un flusso perpetuo e in eterno divenire, indistinto. Non è quindi possibile creare forme distinte e individuali in grado di distaccarsi da questa concezione vitalistica: anche l’uomo è una parte indistinta nell’eterno fluire della vita. Tuttavia, gli esseri umani, per Pirandello, tendono a cristallizzarsi in una forma individuale, fissando un’identità e personalità definita, coerente e unitaria. Tale personalità è però solo un’illusione. Il tutto si complica poiché, non solo ognuno si crea una forma, ma anche gli altri, attraverso il loro punto di vista, attribuiscono determinate forme agli altri individui, forme che sono delle vere e proprie maschere, imposte dalla società e dal contesto sociale.

La maschera

La maschera e l’uomo quindi coincidono: indossando di volta in volta la maschera che si adatta al punto di vista altrui, l’uomo mostra alcune sue parti, ma mai la sua vera essenza. Sotto la maschera, infatti, non c’è una personalità definita, ma un volto immutabile: in questo senso non c’è nessuno, ossia ognuno di noi è in perenne trasformazione proprio come il flusso della vita. Prendere coscienza dell’illusione di stabilità in cui l’uomo vive è difficile, per questo vivere con una maschera è consolatorio: l’inganno e l’illusione danno un significato all’esistenza.

La trappola e il pessimismo

L’uomo che accetta di essere “nessuno” è infatti colto dall’angoscia e dall’orrore, si sente solo e si vede vivere, indossando una maschera. Si sente quindi semplicemente un personaggio che recita la parte che esige la società, iniziando però a compatire se stesso e gli altri intorno a lui, in una realtà senza soluzione. Si sentirà quindi in una trappola, in una società che obbliga a dei ruoli a cui Pirandello, si deduce, è insofferente. Anche la condizione economica, sociale e il lavoro sono delle trappole, da cui, secondo l’autore, non c’è via di scampo: il pessimismo di Pirandello è totale, in questo senso. L’unica via di fuga è l’irrazionalità, la follia, temi che si ritrovano anche nella poetica decadentista. L’uomo che ha preso coscienza del suo essere (o sarebbe meglio dire non essere) può solo osservare la realtà da lontano (per questo si parla di “filosofia del lontano”), estraniandosi dal resto del mondo e da tutto ciò che è comunamente ritenuto “normale”.

L’umorismo

Il saggio di Pirandello, scritto nel 1908, dal titolo L’umorismo è il manifesto della sua poetica. Nel volume l’autore esamina sia l’evoluzione storica dell’arte umoristica, sia definisce il concetto di umorismo. L’umorismo differisce dalla comicità, spiega Pirandello, perché include la riflessione, che permette di cogliere il carattere multiforme e contradditorio della realtà, osservabile da molti punti di vista diversi. Per chiarire questo concetto Pirandello usa l’esempio della vecchia imbellettata: lo scrittore prende in considerazione una donna anziana “coi capelli ritinti… e poi imbellettata e parata d’abiti giovanili”. La signora, a prima vista, può apparire ridicola tendando di essere giovane, al contrario di quanto sia in realtà; questo “avvertimento del contrario” provoca le risate, ed è quindi comicità. Tuttavia, se si riflette sulle ragioni che spingono una vecchia signora ad imbellettarsi, truccarsi e apparire più giovane, si può arrivare alla conclusione che la signora lo faccia magari per apparire bella al marito, temendo la perdita dell’amore. A questo punto, non si parla più di comicità, ma di umorismo. L’umorismo di Pirandello si ritrova in tutte le sue novelle, in una commistione tra tragico e comico, in cui il ridicolo si associa alla sofferenza, proprio per mostrare quanto la realtà sia mutevole e frantumata.

Prima prova maturità 2017: le opere di Pirandello

Concludiamo con la cronologia delle opere più importanti di Pirandello, che vanta una produzione ampissima tra romanzi, novelle, poesie e testi teatrali. Ecco le opere da conoscere in ordine cronologico (facciamo riferimento alla data di pubblicazione):

Romanzi

  • L’esclusa (1901)
  • Il Turno (1902)
  • Il fu Mattia Pascal (1904)
  • Suo marito (1911)
  • I vecchi e i giovani (1913)
  • Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1925)
  • Uno, nessuno e centomila (1926).

Novelle

Novelle per un anno è la raccolta di novelle (circa 250) scritte da Luigi Pirandello tra il 1884 e il 1936, raccolte in 15 volumi. Le più famose sono:

  • Il corvo di Mizzarro (1902)
  • Ciaulà scopre la Luna (1907)
  • Il viaggio (1910)
  • La patente (1911)
  • La trappola (1912)
  • Il treno ha fischiato (1914)
  • Il gatto, un cardellino e le stelle (1917)
  • La carriola (1917)
  • La giara (1917)
  • La signora Flora e il signor Ponza, suo genero (1917)
  • Donna Mimma (1930 circa)
  • Una giornata (1935)

Opere teatrali

Molte opere teatrali di Pirandello sono tratte dalla sue novelle. Ecco la sua produzione teatrale (le date si riferiscono alla prima).

Prima fase – teatro siciliano:

  • Lumiè di Sicilia (1910)
  • Il dovere del medico (1913)
  • La ragione degli altri (1915)
  • Cecè (1915)
  • Pensaci, Giacomino (1916)
  • Liolà (1916)

Seconda fase – il teatro umoristico e grottesco:

  • Così è (se vi pare) (1917)
  • Il berretto a sonagli (1917)
  • La giara (1917)
  • Il piacere dell’onestà (1917)
  • La patente (1918)
  • Ma non è una cosa seria (1918)
  • Il giuoco delle parti (1918)
  • L’innesto (1919)
  • L’uomo, la bestia e la virtù (1919)
  • Tutto per bene (1920)
  • Come prima, meglio di prima (1920)
  • La signora Morli, una e due (1920)

Terza fase – il metateatro:

  • Sei personaggi in cerca d’autore (1921)
  • Enrico IV (1921)
  • All’uscita (1922)
  • L’imbecille (1922)
  • Vestire gli ignudi (1922)
  • L’uomo dal fiore in bocca (1923)
  • La vita che diedi (1923)
  • L’altro figlio (1923)
  • Ciascuno a suo modo (1924)
  • Sagra del signore della neve (1925)
  • Diana e la Tuda (1927)
  • L’amica delle moglie (1927)
  • Bellavita (1927)
  • di uno o di nessuno (1929)
  • Come tu mi vuoi (1930)
  • Questa sera si recita a soggetto (1930)
  • Trovarsi (1932)
  • Quando si è qualcuno (1933)
  • La favola del figlio cambiato (1934)
  • Non si sa come (1935)
  • Sogno, ma forse no (1931)

Quarta fase – il teatro dei miti

  • La nuova colonia (1928)
  • Lazzaro (1929)
  • I giganti della montagna (1937)
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