La vittima di stupro confessa: ”Non mi ha violentata, volevo fare sesso a 4”

Le intenzioni del quartetto erano chiare fin dall'inizio: passare una serata di festa, alzare un pò il gomito per sciogliere le inibizioni, appartarsi in auto per lasciarsi andare e ...

VALDOBBIADENE (TREVISO) - «Non c’è stata nessuna violenza, era soltanto sesso. E sono stata io a volerlo». Dichiarazioni rese in aula dalla presunta vittima che in un attimo hanno fatto cadere come un castello di carte tutto l’impianto accusatorio del pm Massimo De Bortoli, che aveva chiesto una condanna a 5 anni di reclusione. 

Il 20enne sudamericano di Valdobbiadene, finito alla sbarra per rispondere del reato di violenza sessuale su minore, è stato così assolto con formula piena perchè il fatto non sussiste.  

Difeso dagli avvocati Cristiano Biadene e Alessandro Dal Bello, il giovane era stato trascinato in tribunale per la seconda volta (è infatti sotto processo per lo stesso reato per aver abusato della sua ex fidanzata assieme a un amico) a causa di quanto dichiarato agli inquirenti proprio dalla sua ex. 

Nel corso delle indagini la ragazzina (che all’epoca dei fatti aveva 16 anni) aveva raccontato che anche a due sue amiche era stato riservato lo stesso trattamento dai due imputati (uno di loro era minorenne e per questo del caso se ne sta occupando il tribunale dei minori di Venezia). 

Un’accusa che aveva fatto scattare d’ufficio l’inchiesta e la richiesta di rinvio a giudizio. La presunta vittima però (come nel procedimento penale incardinato a Venezia, seguito dall’avvocato Simone Marian) non aveva mai sporto denuncia e non si era mai presentata per confermare le ipotesi accusatorie. 

Lo ha fatto ieri in aula, chiamata a testimoniare dalla difesa dell’imputato. Il quadro della vicenda non solo è stato ridimensionato, ma addirittura ribaltato. La giovane ha raccontato che quella sera del marzo 2011 si era incontrata assieme a un’amica con l’imputato e il suo amico (quello sotto processo a Venezia).  

Le intenzioni del quartetto erano chiare fin dall’inizio: passare una serata di festa, alzare un pò il gomito per sciogliere le inibizioni, appartarsi in auto per lasciarsi andare e infine appartarsi in un casolare abbandonato fuori Valdobbiadene per fare l’amore. E così è andata, sia secondo quanto sostenuto dall’imputato che dalla presunta vittima, che pure aggiunto in aula di essere stata lei a volere che la serata andasse a finire così. Le accuse mosse dalla 16enne contro l’ex fidanzato sono insomma venute a cadere.

leggo.it

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