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Svetonio, Galba, De Vita Caesarum, Par. 11-20
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Svetonio, Galba, De Vita Caesarum, Par. 11-20

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 08 settembre

Traduzione latino, Svetonio: il De Vita Caesarum Galba

Dovete affrontare la traduzione del De Vita Caesarum Galba di Svetonio ma non sapete da che parte iniziare? Vi siete già arresi all’idea di avere debito perenne in latino? Fortunatamente per voi ci siamo noi di ScuolaZoo ad aiutarvi a prendere la sufficienza dandovi la traduzione e il testo in latino di questo brano di Svetonio.

Testo De Vita Caesarum Otho di Svetonio paragrafo 11-20

Accessit in tanta discrimina mors Vindicis, qua maxime consternatus destitutoque similis non multo afuit quin vitae renuntiaret. Sed supervenientibus ab urbe nuntiis ut occisum Neronem cunctosque in verba sua iurasse cognovit, deposita legati suscepit Caesaris appellationem, iterque ingressus est paludatus ac dependente a cervicibus pugione ante pectus; nec prius usum togae reciperavit quam oppressis qui novas res moliebantur, praefecto praetorii Nymphidio Sabino Romae, in Germania Fonteio Capitone, in Africa Clodio Macro legatis.

Traduzione De Vita Caesarum Galba di Svetonio paragrafo 11-20

A pericoli così grandi si aggiunse la morte di Vindice, della quale fu veramente costernato e, come se avesse perduto tutto, non mancò molto che rinunciasse alla vita. Ma quando nel frattempo venne a sapere da alcuni messaggeri giunti da Roma che Nerone si era ucciso e che tutti avevano giurato in suo nome, egli abbandonò il titolo di luogotenente per assumere quello di Cesare e si mise in viaggio, indossando un mantello di generale, con un pugnale appeso al collo che cadeva sul petto; non riprese la toga se non dopo aver sconfitto coloro che macchinavano una rivoluzione, vale a dire il prefetto del pretorio Ninfidio Sabino a Roma, e i luogotenenti Fonteio Capitone in Germania e Clodio Macro in Africa.

Redazione ScuolaZoo