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Svetonio, Galba, De Vita Caesarum, Par. 22
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Svetonio, Galba, De Vita Caesarum, Par. 22

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 10 settembre

Traduzione latino, Svetonio: il De Vita Caesarum Otho 

Dovete affrontare la traduzione del De Vita Caesarum Otho di Svetonio ma non sapete da che parte iniziare? Vi siete già arresi all’idea di avere debito perenne in latino? Fortunatamente per voi ci siamo noi di ScuolaZoo ad aiutarvi a prendere la sufficienza dandovi la traduzione e il testo in latino di questo brano di Svetonio.

Testo De Vita Caesarum Otho di Svetonio paragrafo 22

Cibi plurimi traditur, quem tempore hiberno etiam ante lucem capere consuerat, inter cenam vero usque eo abundantis, ut congestas super manus reliquias circumferri iuberet spargique ad pedes stantibus. Libidinis in mares pronior et eos non nisi praeduros exoletosque: ferebant in Hispania Icelum e veteribus concubinis de Neronis exitu nuntiantem non modo artissimis osculis palam exceptum ab eo, sed ut sine mora velleretur oratum atque seductum.

Traduzione De Vita Caesarum  Otho di Svetonio paragrafo 22

A quanto dicono, aveva bisogno di molto cibo che in inverno aveva l’abitudine di prendere anche prima dello spuntar del giorno e durante la cena era così abbondante che ordinava ai servi di girare attorno tendendo i resti raccolti sulle mani e di gettarli ai piedi di coloro che assistevano. La sua libidine lo portava di preferenza verso i maschi, ma li voleva vigorosi e maturi; si dice che in Spagna, quando Icelo, uno dei suoi vecchi amanti, gli annunciò la morte di Nerone, non solo lo strinse fra le braccia e lo baciò davanti a tutti, ma lo pregò di farsi depilare e lo condusse in disparte.

 

Redazione ScuolaZoo