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Alessandro Manzoni, riassunto per la scuola: vita e opere
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Alessandro Manzoni, riassunto per la scuola: vita e opere

Di Giulio Romano
pubblicato il 14 agosto

Siete in cerca di informazioni per un tema su Alessandro Manzoni? Ecco qui un breve riassunto della sua biografia, delle sue principali opere ed anche dell’evoluzione del suo pensiero letterario!

Alessandro Manzoni, riassunto per la scuola: vita e opere

Alessandro Manzoni: opere, biografia e pensiero – riassunto per la scuola

Alessandro Manzoni viene universalmente riconosciuto come uno dei più grandi scrittori del panorama letterario italiano, nonché padre della lingua italiana: a scuola tutti prima o poi studiamo I Promessi Sposi, quindi risulta utile ed importante conoscere a fondo la sua vita, la sua poetica ed alcune delle sue opere più importanti, al fine di poter rispondere per bene a qualche domanda del prof, poter scrivere un tema su Manzoni oppure affrontare una traccia di analisi del testo sull’autore alla Maturità. Ecco perché noi di ScuolaZoo vi offriamo un breve zoom su questo famosissimo scrittore!

Vita di Alessandro Manzoni: la biografia completa

Innanzitutto Manzoni ha una discendenza abbastanza importante dal lato materno: è diretto discendente di Beccaria, importante scrittore italiano, famoso per aver scritto il libro “De delitti e delle pene”, e rappresentante dell’Illuminismo lombardo. A detta di Manzoni, egli vide il nonno una sola volta in vita sua, durante una visita della madre al celeberrimo padre.

Dal lato paterno, le condizioni erano assai più umili: pur discendendo da una nobile famiglia di Barzio, poi stabilitasi a Lecco, il titolo di nobile era decaduto, non essendo riconosciuto né dalla circoscrizione lombarda, né dagli austriaci stessi.

Egli nasce a Milano, allora parte dell’impero asburgico, al n. 20 di via San Damiano, il 7 marzo del 1785, da Giulia Beccaria e Pietro Manzoni: in realtà è risaputo (anch’egli lo ammetterà) che il suo vero padre fosse Giovanni Verri, un uomo con cui la madre ebbe una lunga relazione libertina. Ciononostante Pietro Manzoni riconobbe il figlio come suo.

Nel 1791 entra nel collegio dei Somaschi a Merate, dove rimane fino al 1796, anno in cui viene ammesso presso il collegio dei Barnabiti. Sono anni difficili i suoi, in quanto soffre in primis la separazione dei genitori, e in più subisce le violenze sia dei compagni che degli insegnanti stessi: lo studio e la scrittura furono le sue ancore di salvezza, cui si appiglia già in tenera età e che divengono per lui dei precoci capisaldi della sua esistenza. Nonostante la durezza di questi anni, egli ha una forte istruzione classica, riuscendo a porre le basi della sua conoscenza e per le sue future opere.

Dal 1801 abita col padre a Milano, dove inizialmente ha uno stile di vita scapestrato, dissoluto e dissipatore: è avvezzo al gioco d’azzardo nell’ambiente nobile e illuminista milanese. Viene mandato perciò per un periodo a Venezia, dove comincia a scrivere i suoi primi Sermoni. È al ritorno da questa città che comincia il suo carteggio di un certo livello, in particolare col Monti, del quale segue anche alcune lezioni: comincia qui il suo periodo illuminista, il primo per lo scrittore manzoniano.

Nel 1805 viene invitato dalla madre e dal suo allora compagno, Carlo Imbonati, a Parigi: egli accetta con entusiasmo ma non fa in tempo a conoscere l’uomo. Imbonati muore infatti nel marzo di quell’anno e all’arrivo del giovane ventenne la madre è diventata unica ereditiera della fortuna del suo defunto compagno: il ragazzo riallaccia i rapporti con la madre, finalmente ritrovata. Un rapporto che mai più verrà interrotto, iniziando un periodo fertile e felice. Manzoni scrive anche l’ode “In morte di Carlo Imbonati”, per rappresentare il dolore suo e della madre. Con la donna soggiorna al numero 3 di Place Vendôme. Molto spesso, però, madre e figlio si recano ad Auteuil, cittadina ove si riunisce il circolo intellettuale sotto il patronato della vedova del filosofo Helvétius, e alla Maisonnette di Meulan, dove passa due anni, partecipando al circolo letterario dei cosiddetti Idéologues, filosofi di scuola ottocentesca eredi dell’illuminismo settecentesco ma orientato verso tematiche concrete nella società, e anticipatori per questo di tematiche romantiche (quali l’attenzione alle classi povere, alle emozioni): a Parigi quindi Alessandro Manzoni assimilò il sensismo, avvicinando le sue posizioni verso uno spiritualismo romantico non scollegato dalle emozioni, cosa che invece avveniva nell’illuminismo, ed alimentando il suo interesse storico verso le classi meno fortunate.

Rientrato a Milano nel 1807, dopo aver appreso della morte del padre, incontra e si innamora (sotto spinte anche materne) di Enrichetta Blondel, con la quale si sposa con rito calvinista e dalla quale avrà negli anni ben dieci figli (otto dei quali gli morirono tra il 1811 e il 1873). La coppia va inizialmente a vivere a Parigi, per poi rientrare nel 1810 in Italia, stabilendosi a Milano. In questo periodo (dal 1807 circa al 1810) avviene quello che molti definiscono “conversione cattolica del Manzoni”: il 22 maggio Enrichetta abbraccia la fede cattolica e, tra l’agosto ed il settembre, Manzoni si confessa per la prima volta.

Stabilitosi quindi in Milano, egli si dedica ad una vita tranquilla, allo studio ed alla scrittura, ed alla famiglia: è questo il periodo del quindicennio creativo, dal 1812 al 1827, dove si dedica alla scrittura di alcune delle sue opere più famose:

  • Inni sacri: l’autore vuole scrivere nell’ordine Il Natale, L’Epifania, La Passione, La Risurrezione, L’Ascensione, La Pentecoste, Il Corpo del Signore, La Cattedra di San Pietro, L’Assunzione, Il Nome di Maria, Ognissanti e I Morti, ma ne portò a termine solo cinque: La Risurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione e La Pentecoste.
  • Aprile 1814 e Il Proclama di Rimini, due opere politiche volte alla protezione ed alla preoccupazione per la situazione italiana e una prima richiesta di indipendentismo delle popolazioni italiane dalle nazioni estere.
  • Una produzione teatrale degna di nota, rinnovatrice rispetto al passato drammaturgico italiano, incentrata in particolare sulla produzione de “Il conte di Carmagnola”.
  • Nel 1820, l’inizio della stesura de “I Promessi Sposi”.

Negli anni successivi cade in una crisi di nervi, in parte acuita dallo sconforto che vive nei confronti della Chiesa, e della sua politicizzazione: il suo malcontento lo porta ad allontanarsi dalla Chiesa stessa, ed a recarsi a Parigi nel 1817, luogo di felice giovinezza.

Fa rientro nel 1820 in Italia, ed inizia la stesura del suo più famoso romanzo, cui si dedica con passione per anni: il lungo lavoro di stesura del romanzo si caratterizza sostanzialmente per la revisione linguistica, nel tentativo di dare un orizzonte nazionale al suo testo, orientandosi sulla lingua “viva”, cioè parlata dai ceti colti della Toscana contemporanea. Per questo si reca proprio in Toscana nel 1827 allo scopo di “risciacquare i panni in Arno”, ovvero ravvivare la propria conoscenza della lingua italiana in primis, e riadattare il romanzo per una pubblicazione e comprensione nazionale in secondo luogo.

Dopo poco tempo, nel 1833, subisce la grave perdita della moglie, un lutto molto profondo che lo porta a ritirarsi per lungo tempo: ha un secondo matrimonio, nel 1837, con Teresa Borri. Non sarà comunque un periodo semplice, dal punto di vista familiare.

Nel 1852 va a vivere in Toscana, per poi vedere la sua fama crescere a tal punto da divenire dapprima senatore del regno e poi prendere parte alla Commissione per l’unificazione della lingua. Sei anni dopo presenta la relazione “Dell’unità della lingua e dei mezzi per diffonderla”.

Alessandro Manzoni muore a Milano il 22 maggio 1873, idolatrato come il letterato italiano più rappresentativo del secolo e come il promotore e fautore della lingua italiana moderna.

Libri di Alessandro Manzoni: l’elenco delle opere

  • I Promessi Sposi: di certo la sua opera più famosa, in piena concordia con la sua idea letteraria. Narra delle vicende dei più deboli nei confronti della tirannia dei più forti, oltre che fornire uno spaccato fortemente realistico dell’Italia di pochi secoli prima, ma anche fortemente attuale, purtroppo forse, ancora oggi. Qui trovate il riassunto del primo capitolo dei Promessi Sposi (e all’interno i successivi):
    Riassunto Capitolo 1 de I Promessi Sposi svolto 
  • Inni Sacri e Odi: la raccolta di Manzoni intitolata Inni Sacri scaturisce dalla svolta spirituale della conversione al giansenismo. Nel progetto originario doveva comprendere dodici componimenti dedicati alle principali festività dell’anno liturgico ma Manzoni ne scrisse solamente cinque (fra il 1815 e il 1822) e che recano i seguenti titoli: Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste. Ogni inno doveva rievocare la storia e le origini dell’avvenimento sacro di cui riportava il nome.
  • Le Odi civili: seguono forma e stile degli Inni Sacri. Le più importanti sono Marzo 1821, ispirata alla speranza, disillusa, della liberazione di Milano dagli austriaci per opera del re sabaudo Carlo Alberto, e il Cinque Maggio, composta quando Manzoni venne a conoscenza della morte di Napoleone Bonaparte.
  • Conte di Carmagnola: Manzoni crede che la tragedia si presti benissimo per rappresentare i profondi conflitti morali che caratterizzano il processo storico: nella prefazione della tragedia Manzoni mette in chiaro le sue linee guida poetiche, rifiutando le unità aristoteliche e prediligendo quello che definisce “sistema storico”, già affrontato da Shakespeare e che prevede che il dramma si svolga in spazi diversi e in giorni diversi. In questo modo è possibile rendere i conflitti in modo più verosimile e storicamente attendibile. Il Conte di Carmagnola è il racconto ispirato ad un episodio delle guerre tra gli Stati regionali italiani nel Quattrocento. Il capitano di ventura, conte di Carmagnola, passa dalla fazione milanese a quella veneziana. Ottenuta la vittoria a Maclodio è visto con sospetto dai Commissari della Repubblica Veneziana per aver liberato dei prigionieri. Convinti di un futuro di tradimenti del Conte il Senato lo convoca a Venezia con un pretesto e lo condanna a morte. In questa tragedia si dispiega il tema classico dell’eroe contro un fato avverso incontrollabile.

Il pensiero di Alessandro Manzoni

Il pensiero manzoniano segue da una parte l’evoluzione del suo pensiero, che come abbiamo visto affronta numerosi cambiamenti nella sua vita, e dall’altra le influenze letterarie degli ambienti in cui dapprima si forma, in tenera età, e poi vive.

  • Illuminismo: la prima parte del suo pensiero è analitica, illuminista. Ciò è dovuto alla sua forte formazione classica, che ricevette durante gli studi d’infanzia. Ciononostante, sebbene critichi chi non analizza la storia e gli avvenimenti con scienza e razionalità, ha una forte disillusione verso la capacità umana di cavarsela da solo: l’uomo non può badare da solo a sé, e da solo non riuscirebbe a risolvere tutto ciò che scatena: un abbozzo di visione religiosa, bisognosa di un intervento divino per risollevare le sorti umane.
  • Interesse per la Storia: sebbene abbia una visione negativa della storia umana, egli ne è comunque fortemente interessato: il fatto che la storia non sia un processo evolutivo verso un crescendo positivo non implica che l’indagine storiografica non sia istruttiva, appassionante e da rivalutare, anzi. Per lui non è importante lo studio della storia di guerre e dei forti, ma è interessato a cosa accede alle popolazioni misere, alle loro condizioni.
  • Il Romanticismo: in Italia il romanticismo non si occupava di tematiche irrazionali, come nel resto d’Europa, bensì di deboli, poveri, del popolo: ciò si ricollega ad i suoi interessi storici, unendo il tutto nella creazione di una letteratura di tutti, per tutti: una letteratura “vera”.

(Foto Credits: Pixabay)

Giulio Romano
Ciao ragazzi, sono Giulio! Studente di Medicina e Staff Scuolazoo, sono anche un appassionato di fitness e cinematografia, passione che approfondisco nel tempo libero. Amo anche viaggiare e scrivere, trovando le due cose così vicine tra loro tanto da toccarsi: cosa sarebbe la scrittura se non un viaggio dentro un mondo immaginario e dentro noi stessi?
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