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Soluzione 2° Prova: Versione Latino 2015 – Liceo Classico
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Soluzione 2° Prova: Versione Latino 2015 – Liceo Classico

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 17 giugno

Maturità 2015: ecco le soluzioni della secona prova di latino per il liceo classico e tante altre informazioni utili

Soluzione 2° Prova: Versione Latino 2015 – Liceo Classico

Seconda Prova Liceo Classico

Seconda Prova liceo Linguistico: In questo articolo troverai lo svolgimento della traccia della seconda prova della Maturità 2015, se, invece stai cercando info sulla Seconda Prova della Maturità 2017  leggi qui:

Traccia di latino svolta dai Tutor di Docsity
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ANALISI DEL TESTO

Morte di Tiberio, Tacito

Iam Tiberium corpus, iam vires, nondum dissimulatio deserebat: idem animi rigor; sermone ac vultu

intentus quaesita interdum comitate quamvis manifestam defectionem tegebat. mutatisque saepius locis

tandem apud promunturium Miseni consedit in villa cui L. Lucullus quondam dominus. illic eum

adpropinquare supremis tali modo compertum. erat medicus arte insignis, nomine Charicles, non quidem regere valetudines principis solitus, consilii tamen copiam praebere. is velut propria ad negotia digrediens et per speciem officii manum complexus pulsum venarum attigit. neque fefellit: nam Tiberius, incertum an offensus tantoque magis iram premens, instaurari epulas iubet discumbitque ultra solitum, quasi honori abeuntis amici tribueret. Charicles tamen labi spiritum nec ultra biduum duraturum Macroni firmavit. inde cuncta conloquiis inter praesentis, nuntiis apud legatos et exercitus festinabantur. septimum decimum kal. Aprilis interclusa anima creditus est mortalitatem explevisse; et multo gratantum concursu ad capienda imperii primordia G. Caesar egrediebatur, cum repente adfertur redire Tiberio vocem ac visus vocarique qui recreandae defectioni cibum adferrent. pavor hinc in omnis, et ceteri passim dispergi, se quisque maestum aut nescium fingere; Caesar in silentium fixus a summa spe novissima expectabat. Macro intrepidus opprimi senem iniectu multae vestis iubet discedique ab limine. sic Tiberius finivit octavo et septuagesimo aetatis anno.

Ormai il fisico, ogni altra energia, ma non la dissimulazione abbandonavano Tiberio. Identica la freddezza d’animo; circospetto nelle parole e nell’espressione, a tratti mascherava con ricercata cordialità il deperimento pur manifesto. Dopo spostamenti alquanto frenetici, si stabilì da ultimo in una villa, presso il capo Miseno, appartenuta in passato a Lucio Lucullo. Lì si ebbe conferma con questo espediente che si stesse approssimando la sua fine. Si trovava là un medico insigne, di nome Caricle, il quale, senza intervenire direttamente sullo stato di salute del principe, era però solito offrirgli una serie di consigli. Costui, fingendo di accomiatarsi per badare a questioni personali, presagli la mano, come per ossequio, gli tastò il polso. Ma non lo ingannò: infatti Tiberio, forse risentito e tanto più intenzionato a nascondere l’irritazione, ordinò di riprendere il banchetto e vi si trattenne più del solito, quasi intendesse onorare la partenza dell’amico. Tuttavia Caricle confermò a Macrone che Tiberio si stava spegnendo e che non sarebbe durato più di due giorni. Da allora fu un rapido intrecciarsi di colloqui tra i presenti e un susseguirsi di messaggi ai legati e agli eserciti. Il diciassettesimo giorno prima delle calende di aprile Tiberio quasi smise di respirare e si credette concluso il suo corso terreno; e già Gaio Cesare, accompagnato da una folla di persone plaudenti, usciva a gustare la prima ebbrezza dell’impero, quando giunse la notizia che a Tiberio tornava la voce, che aveva riaperto gli occhi e che chiedeva che gli portassero del cibo, per rimettersi dallo sfinimento. Si diffuse il panico in tutti, e si dispersero gli altri, fingendosi ciascuno mesto o sorpreso; Gaio Cesare, in un silenzio di pietra, aspettava, dopo quella vertiginosa speranza, la definitiva rovina. Macrone, senza perdere la testa, fece soffocare il vecchio sotto un mucchio di coperte e allontanare tutti dalla soglia. Così finì la vita di Tiberio a settantotto anni di età.

Federica D.

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