Enrico Nigiotti, Cenerentola, il nuovo album: l’intervista e i consigli per il Primo Giorno di Scuola 2018
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Enrico Nigiotti, Cenerentola, il nuovo album: l’intervista e i consigli per il Primo Giorno di Scuola 2018

Di Selena
pubblicato il 14 settembre

Esce oggi Cenerentola, il nuovo disco di Enrico Nigiotti: noi lo abbiamo intervistato e tra le curiosità sulle canzoni, ci ha anche svelato che alunno era a scuola e la sua “formula” per non farsi abbattere davanti alle sconfitte.

Enrico Nigiotti, Cenerentola, il nuovo album: l’intervista e i consigli per il Primo Giorno di Scuola 2018

Cenerentola, il nuovo album di Enrico Nigiotti: da X-Factor a Gianna Nannini

Oggi, venerdì 14 settembre, esce Cenerentola, il nuovo album di Enrico Nigiotti. Reduce da un anno di successi dopo la partecipazione a X-Factor 2017 nel team di Mara Maionchi, Enrico ha rilasciato da poco il singolo “Complici” in cui canta insieme a Gianna Nannini e, proprio questo brano, è l’apripista del nuovo disco, Cenerentola appunto. Noi di ScuolaZoo lo abbiamo intervistato, gli abbiamo chiesto qualche curiosità sull’album (di cui si è detto completamente innamorato) e lo abbiamo punzecchiato sul suo passato scolastico, scoprendo che tipo di alunno era Enrico Nigiotti!

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Enrico Nigiotti presenta Cenerentola: “Fabrizio De Andrè? Si dovrebbe studiare a scuola”

Vediamo quindi cosa ci ha raccontato Enrico Nigiotti sul suo nuovo album intitolato Cenerentola, contenente dieci canzoni inedite, una più bella dell’altra!

D: Partiamo dal titolo dell’album, Cenerentola, tu ti senti un po’ Cenerentola?

Assolutamente sì, Cenerentola è il simbolo del riscatto e della rinascita, un po’ come questo album lo è per me. Sono rinato, mi sono riscattato e ho scelto questa principessa apposta per comunicare questo messaggio.

D: C’è una canzone che più di altre ti emoziona o che ti ricorda un momento particolare ed è nata da una esigenza forte che ancora adesso ti fa sentire i brividi?

Ogni canzone si sa, è come un figlio, ma se proprio devo scegliere posso dire che Buonanotte è una delle canzoni a cui sono più legato. Perché? Beh, è una ballad e questo genere di canzoni le scrivi di getto, di istinto e il testo è come un respiro che nasce dal cuore. Sì… Buonanotte è la mia preferita.

D: In alcune canzoni come Bomba Dopo Bomba si sente l’influenza delle sonorità di Fabrizio De Andrè, in altre invece ho ritrovato qualcosa che mi riportava a Daniele Silvestri: quanto ti influenzano nella musica gli ascolti e gli artisti che hai amato magari in passato? 

Io penso che artisti come Fabrizio De Andrè o come Ivano Fossati dovrebbero essere studiati a scuola perché sono un patrimonio della cultura nel vero senso della parola. Hanno lasciato tanto non solo a livello artistico, ma anche a livello umano perché sono persone che andavano oltre e portavano avanti un messaggio con intensità. Ogni loro canzone mi ha lasciato qualcosa, un valore aggiunto, sia come artista che come uomo.

D: Hai fatto due talent, hai fatto gavetta a non finire, sei salito sul palco del Festival di Sanremo e hai collaborato con grandi artisti come, solo per citare l’ultima, Gianna Nannini: quale di queste esperienze ti ha segnato di più?

In realtà tutte, perché ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa. Ora sto vivendo un’esperienza diversa, ma non è che non lotto! Cerco di godermi il momento, ma di base non riesco a stare seduto e festeggiare: mi preoccupo sempre di domani. E quindi sono sempre in movimento e alla ricerca della canzone nuova… ogni giorno si impara qualcosa.

D: Come sai molti ragazzi stanno per iniziare il nuovo anno scolastico e magari, come te, potrebbero fare un po’ di fatica inizialmente a ottenere risultati o a veder realizzati i propri sogni. Che consiglio ti senti di dare a tutti loro?

Io davanti ad un “no” o ad un rifiuto cercherei di capire dove si è sbagliato. Davanti ad una difficoltà, più che buttarsi giù è importante analizzare l’errore e impegnarsi di più per arrivare al risultato desiderato. Alla fine è tutto qui: è una questione di ascolto, auto-critica e impegno. Bisogna imparare dagli sbagli, ascoltare chi ne sa di più e fare. Fare, fare e fare!

D: In ultimo non possiamo non chiedertelo: tu a scuola che alunno eri? Copiavi o eri un secchione?

Diciamo che non sono stato un alunno modello (ride, ndr.). Ho copiato parecchio ed ero un po’ tremendo, anzi…specifichiamo: quando andavo a scuola ero tremendo. Però sono anche stato molto furbo, trovavo escamotage e stratagemmi per copiare e ho cercato di non farmi bocciare. Ti dirò…ce l’ho anche fatta! Bisogna essere furbi, studiare sarebbe meglio, ma se proprio non ce la si fa è importante essere furbi e intelligenti.

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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