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Maturità 2018: i miti da sfatare sugli esami orali
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Maturità 2018: i miti da sfatare sugli esami orali

Di Folco Gervasutti
pubblicato il 29 giugno

Per i corridoi delle scuole circolano tanti falsi miti sugli orali dell’esame di Maturità e noi di ScuolaZoo siamo qui per sfatarli.

Maturità 2018: i miti da sfatare sugli esami orali

Orale Maturità 2018: i falsi miti sul colloquio d’esame

L’orale di Maturità 2018 è il terrore di tutti gli studenti: quanto durerà? Che domande mi faranno? E se non so rispondere? Mi sono ricordato di mettere il deodorante? Di fronte al colloquio d’esame la paura assale i maturandi e nascono le leggende più improbabili e assurde sull’orale di Maturità. Noi di ScuolaZoo abbiamo raccolto i miti sugli orali che girano per i corridoi: scoprite quali sono da sfatare e quali da confermare.

Orali Maturità 2018: le leggende sull’esame orale sono vere?

I miti scolastici sugli orali di Maturità sono tantissimi e gli studenti sono così stanchi di studiare le materie d’esame che a volte credono alle cose più assurde. Per fare un po’di chiarezza e tranquillizzarvi prima degli orali di Maturità 2018 ecco le leggende vere e non vere sul colloquio d’esame.

Quanto conta il risultato dell’orale di Maturità sul voto finale?

L’esame orale è in la prova che conta di più alla Maturità 2018: se siete particolarmente preparati su tutte le materie, potete infatti ottenere fino a 30 punti. Il colloquio d’esame rappresenta quindi il 30% del voto finale di Maturità che, nel migliore dei casi, può arrivare a 100/100 (con o senza lode). I restanti 70 punti corrispondono ai 25 crediti ottenibili per la carriera scolastica (riferita agli ultimi 3 anni scolastici) e i 45 delle tre prove scritte che valgono ciascuna 15 punti.

I prof. possono fare domande solo sulla tesina di Maturità?

Se questo mito sul colloquio orale fosse vero, la Maturità non sarebbe poi così spaventosa… Purtroppo per voi cari studenti no, non è vero che la commissione può limitare il suo raggio di interrogazione alla tesina e argomenti attinenti. La tesina rappresenta infatti solo il punto di partenza del colloquio orale, ma le domande dei prof. dopo l’esposizione possono spaziare su tutto il programma di quinta delle materie d’esame.

I commissari esterni possono interrogare anche sul programma degli anni precedenti?

Potete dimenticarvi della preistoria: così come vale per i commissari interni, neanche i commissari esterni, alla Maturità 2018, possono interrogarvi sul programma degli anni precedenti alla quinta superiore. Le tavole della legge dell’esame di Stato restano gli argomenti inseriti dal consiglio di classe nei programmi di ciascuna materia firmati dai professori e dai rappresentanti di classe.

Il presidente e gli altri membri della commissione d’esame possono fare domande su tutte le materie?

State tranquilli, cari maturandi: il prof. di matematica e fisica non vi farà domande sulla Seconda Guerra Mondiale… a meno che non si tratti di calcolare la velocità delle cannonate o l’area della trincea. Ogni commissario può fare domande solo sulle materie per cui ha l’abilitazione. Inoltre dovrete portare all’esame solo i programmi delle materie previste dal vostro indirizzo per la Maturità 2018.

Il presidente di commissione può interrogarmi?

Il presidente di commissione d’esame non è un semplice spettatore all’orale di Maturità. Anche lui, in quanto professore ha facoltà e diritto di porre domande ai candidati sotto esame. Tuttavia è importante sapere che il presidente della commissione d’esame può interrogare solo sulle materie di sua competenza: se è un prof. di filosofia e storia, potrà fare domande solo sul programma d’esame di filosofia e storia.

Se altri miti sugli orali di Maturità 2018 agitano le vostre notti, scriveteci e noi di Scuolazoo vi riveleremo se si tratta di spaventose leggende o di terribili verità.

(Crediti immagini: Pixabay)

Folco Gervasutti