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Sciopero per il clima: l’intervista a Luca Sardo, che ha portato i Fridays for Future in Italia
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Sciopero per il clima: l’intervista a Luca Sardo, che ha portato i Fridays for Future in Italia

Di Alice Giusti
pubblicato il 29 novembre
in Storie

20 anni, tanta passione e impegno per salvare il pianeta: Luca ci ha raccontato dell’interesse per il pianeta, dell’incontro con Greta Thumberg e delle tantissime iniziative messe in campo per un futuro migliore.

Sciopero per il clima: l’intervista a Luca Sardo, che ha portato i Fridays for Future in Italia

Il 29 novembre è stato il giorno scelto per il Black Friday, ma per migliaia di studenti e studentesse è stato piuttosto sinonimo di Block Friday, il venerdì nero per protestare contro i cambiamenti climatici. Il quarto sciopero globale del clima arriva a pochi giorni dalla COP – la conferenza delle Nazioni Unite in cui tutti gli Stati del mondo discutono delle misure da adottare per diminuire le emissioni di CO2 del 45% entro il 2030 e del 100% entro il 2050 – per far presente ai potenti della Terra che l’attenzione sul loro operato è alta. I giovani, infatti, non smetteranno di scendere in piazza finché non sarà garantito loro un futuro più sostenibile con una vera giustizia climatica per tutti i popoli e in cui si dice “no” alle fonti energetiche fossili e al consumismo sfrenato. Un movimento internazionale inarrestabile nato grazie all’ispirazione di Greta Thumberg, il cui messaggio è stato accolto da ragazzi e ragazze che si sono uniti e sono riusciti a stimolare la discussione e la partecipazione pubblica. Tra questi giovani c’è Luca Sardo, fondatore di Fridays for Future Italia, tra i primi a credere nella mobilitazione globale per affermare i diritti delle nuove generazioni (e del pianeta stesso). Noi l’abbiamo intervistato e ci ha raccontato di come sono nati i Fridays for Future, delle altre iniziative a tema ambientale da mettere in campo e di quella volta in cui ha incontrato proprio Greta Thumberg.

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Luca Sardo: dai Fridays for Future all’educazione ambientale, i giovani possono salvare il mondo

D: Ciao Luca, intanto presentati e dicci un po’ chi sei e cosa fai. 

Ciao! Allora ho 20 anni e studio Economia e statistica a Torino. Da diversi anni sono un attivista per l’ambiente: andando ogni anno in montagna sin da quando ero piccolo, mi sono accorto che il paesaggio, il clima e i fenomeni legati all’ambiente montano sono molto cambiati. Da qui, ho iniziato a leggere e informarmi, fino ad avere incontrato Greenpeace. Ho fatto parte della loro associazione per 3-4 anni, poi è arrivato Fridays for Future Italia.

D: A proposito di Fridays for Future Italia, com’è nato il progetto e come si è sviluppato?

Come detto, mi occupo di questioni ambientali da tempo e non potevo che interessarmi all’iniziativa di una giovanissima studentessa, Greta, che ogni venerdì scendeva in piazza per chiedere attenzione sui cambiamenti climatici. Nel mio piccolo, ho quindi cercato l’appoggio di un manipolo di giovani attivisti come me a Torino, e abbiamo iniziato a organizzare piccole iniziative di sensibilizzazione sul tema. Poi abbiamo creato pagine sui social per spiegare cosa facevamo e le proteste che organizzavamo. In poco tempo, grazie all’attenzione data da Greta e all’adesione spontanea di migliaia di persone in tutto il pianeta, è nato il primo sciopero globale per il clima, lo scorso 15 marzo, e siamo riusciti in Italia a portare in piazza più di 30mila persone. È stato incredibile.

D: Molti adulti criticano i Fridays for Future sostenendo che sia una scusa per fare festa a scuola di venerdì: cosa rispondi loro?

Questa è una delle critiche che ci sentiamo rivolgere con più frequenza, penso sia solo seconda alle offese personali e del tutto gratuite a Greta. L scelta del giorno settimanale è legata all’iniziativa di Greta che scendeva davanti al governo svedese ogni settimana di venerdì. Detto questo, è importante che lo sciopero non sia di domenica ma in un giorno scolastico perché si tratta di una vera e propria protesta: dobbiamo dire no al sistema e la scuola rappresenta un’istituzione importante. Saltiamo un giorno di scuola per provare a salvare il pianeta e dare un messaggio forte. Purtroppo ci sono diversi presidi che ostacolano gli studenti: in tanti ci scrivono perché i dirigenti non solo minacciano di non accettare la giustificazione se partecipano ai Fridays for Future, ma di prendere provvedimenti seri nei loro confronti [N.R. Anche a noi di ScuolaZoo arrivano diversi segnalazioni di questo tipo, quindi non stentiamo a crederci].

D: Oltre agli scioperi organizzate altre iniziative a favore dell’ambiente?

Certamente. Organizziamo conferenze, incontri con associazioni locali e nazionali, informiamo sui nostri canali e organizziamo anche attività più social, come la trash challenge. Spesso andiamo anche nelle scuole per parlare delle tematiche ambientali insieme a scienziati, esperti o studenti universitari specializzati sul tema.

D: Quali sono le 3 cose più importanti che ognuno di noi può fare per salvaguardare il pianeta?

Al di là delle soluzioni a livello politico, che sono fondamentali, ognuno di noi può contribuire a salvaguardare il pianeta con azioni quotidiane. Le più importanti sono:

  1. Ridurre l’uso di auto e aerei. Camminare o usare la bici quando è possibile al posto di auto e motorini, utilizzare i mezzi pubblici al posto dell’auto o mezzo privato sono già passi importanti. Bisognerebbe incentivare l’uso del treno, anche per viaggi internazionali (magari in Europa) e ridurre, quando possibile, l’uso dell’aereo durante l’anno.
  2. Diminuire il consumo di carne. Gli allevamenti intensivi sono veramente inquinanti e ridurre la carne, soprattutto quella rossa, fa bene all’ambiente, alla fauna e alla nostra salute.
  3. Parlarne, parlarne il più possibile. Solo grazie alla sensibilizzazione e alla consapevolezza, si può fare qualcosa per cambiare il mondo.

D: Cosa ne pensi dell’introduzione dell’educazione ambientale a scuola voluta dal Ministro dell’Istruzione?

Siamo molto contenti perché nella lettera aperta che avevamo scritto al Ministro avevamo proprio chiesto l’introduzione un percorso sullo studio dei cambiamenti climatici nei programmi scolastici. Fa piacere che ci abbia ascoltato e accolto la nostra proposta. Ora dobbiamo solo monitorare per capire come sarà gestito l’insegnamento dell’educazione ambientale nelle scuole affinché sia veramente utile e corretto.

D: Cosa dovrebbe fare la scuola in tema ambientale?

Migliorare la raccolta differenziata, favorire iniziative per la comprensione dei cambiamenti climatici e soprattutto occuparsi del risparmio energetico: le nostre scuole, purtroppo, sono fatiscenti in molti casi e non sono efficienti da un punto di vista energetico (es. infissi poco termici che costringono a tenere il riscaldamento alto).

D: Hai mai incontrato Greta? Qual è la cosa che più ti ha colpito di lei?

Ho avuto la fortuna di incontrarla a Roma insieme a una ventina di giovani attivisti. Abbiamo fatto colazione con lei e poi l’abbiamo accompagnata in Piazza del Popolo dove ha tenuto un bellissimo discorso. Quello che mi ha colpito di lei è la grandissima precisione: è molto schematica, ama l’ordine e l’organizzazione. Pensa che non voleva assolutamente che fossero cambiati i posti a tavola rispetto a come erano stati posizionati per non creare inutile caos!

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D: Per terminare, dove possiamo seguire tutti gli aggiornamenti di Fridays for Future Italia?

Siamo attivi su tutti i canali social – Facebook con una pagina dedicata, Instagram e stiamo iniziando a pubblicare anche su TikTok. Poi abbiamo un sito internet, in cui potete trovare notizie e approfondimenti per chi fosse interessato a rimanere aggiornato.

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(Foto Credits: Luca Franceschetti)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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