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Professore salva la vita a uno studente, l’intervista: “Praticate corsi di primo intervento”
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Professore salva la vita a uno studente, l’intervista: “Praticate corsi di primo intervento”

Di Selena
pubblicato il 30 settembre

Cosa fareste se un compagno di classe si sentisse male? Il Prof Mauro Alesseno ha salvato il suo alunno e raccomanda a tutti di fare un corso di primo intervento.

Professore salva la vita a uno studente, l’intervista: “Praticate corsi di primo intervento”

Si sente male a scuola, il prof lo salva e ci spiega cosa fare in caso di emergenza

Nella giornata del 26 settembre un ragazzo di 17 anni si è sentito male a scuola durante l’ora di educazione fisica. Un arresto cardiaco improvviso e inaspettato. Solo l’intervento immediato del professore di scienze motorie ha fatto sì che il giovane si potesse salvare senza riportare gravi conseguenze. Siamo all’Istituto Iiss Pacinotti di Taranto e l’eroe del giorno è il professore Mauro Alessano. Un uomo umile, pacato, rispettoso della vita e della conoscenza in grado, come in questo caso, di salvare una vita. Noi di ScuolaZoo lo abbiamo intervistato per chiedergli come dovremmo comportarci in caso di situazioni simili. Cosa dobbiamo fare per aiutare qualcuno che sta male? Come possiamo gestire l’ansia in quei momenti di panico? Già, perché non ci pensiamo mai, ma quello che è successo nella scuola di Taranto potrebbe capitare ovunque.

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“Quando un amico si sente male vuoi salvarlo a tutti i costi”: i consigli del prof eroe, Mauro Alessano

Il professore Mauro Alessano dell’Istituto Iiss Pacinotti di Taranto da anni è un promotore dell’importanza dei corsi di primo soccorso. Tutti dovrebbero seguirne uno per imparare delle tecniche che possono letteralmente salvare la vita di qualcuno. E questo concetto ce lo ha ripetuto spesso durante l’intervista.

D: Professor Alessano, ci racconti intanto cosa è successo.

R: La dinamica dell’accaduto è nota. Il ragazzo si è accasciato a terra mentre stavamo facendo qualche giro di corsa di riscaldamento durante l’ora di ginnastica. Mi sono catapultato da lui e mi sono accorto con pochi gesti che non respirava. Così ho fatto chiamare il 118 e ho iniziato ad effettuare il massaggio cardiaco. A scuola ci siamo anche auto-tassati e abbiamo comprato un defibrillatore ma, in quel caso, visto che il battito del ragazzo andava e veniva, non era il caso di usarlo. Quando poi sono arrivati i medici del 118 il mio studente si è ripreso. Quando ha aperto gli occhi si è persino scusato per avere creato tutto quello scompiglio. Ora sta meglio, sto andando a visitarlo ora.

D: Ha avuto un grandissimo sangue freddo. In quei momenti non viene il panico?

R: In realtà no. In quei momenti il panico viene sostituito dall’adrenalina, dalla voglia di combattere e di far del tuo meglio per salvare il tuo amico, compagno di classe o chiunque si sia sentito male.

D: Che cosa consiglia di fare allora a un ragazzo che si trova in una situazione come questa?

R: La prima cosa da fare è a monte. Ossia praticare un corso di primo intervento. Sono veramente della abilità banali, che si acquisiscono in poco tempo, stiamo parlando di poche ore, ma che possono realmente portare a dei risultati impensabili. La differenza nei momenti di bisogno infatti sta tra il saperlo fare e il non saperlo fare. Se si è competenti si interviene, altrimenti si chiama il 118 e si aspetta. Ma se i tempi di attesa fossero lunghi? Se voi col vostro intervento poteste veramente salvargli la vita?

D: Eppure l’idea di fare un corso di primo soccorso spesso, mi conceda il termine, passa in cavalleria e i ragazzi non ci pensano…

R: Lo so, ma basta pensare ad una cosa molto egoista, ma reale. Se mi sentissi male io, chi vorrei avere accanto? Qualcuno che sa fare le manovre di primo soccorso o un incompetente? Ovviamente tutti vorremmo che a soccorrerci ci fosse qualcuno di capace, quindi il primo passo deve partire da noi. Diventando la persona che vorremmo avere accanto nel momento del bisogno.

E come dargli torto? Ragazzi, tutti a fare un corso di primo soccorso oppure, perché no, chiedete al vostro Preside di organizzarne uno a scuola: sarà un’occasione di crescita per tutti.

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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