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Abbiamo ricevuto questa mail-riflessione di uno studente e abbiamo deciso di pubblicarla e commentarla, perché siamo sicuri si tratta di una domanda che vi siete fatti tutti almeno una volta nella vita e su cui avete voglia di dire la vostra!

Ecco la mail:

“Salve, cari membri di ScuolaZoo. Spero di parlare per tutta l'Italia. Ultimamente mi sono soffermato a pensare sull'utilità delle materie NON di indirizzo nelle scuole, come ad esempio Matematica al Liceo Linguistico. Potreste già pensar male leggendo questo, ma sto per spiegare il mio ragionamento. Non dico di voler togliere le materie dall'Istituto (Fisica, Matematica, Chimica), causando la perdita del lavoro all'insegnante, ma direi di renderle facoltative, almeno per un mese, così, per vedere un sondaggio, per capire quanti studenti di un Liceo Linguistico possano essere interessati a studiare matematica. In fondo chi vuole intraprendere università che abbiano a che fare con le materie scientifiche, può scegliere l'opportuno LICEO SCENTIFICO, o NO?

Io non posso esser condizionato nella media finale, nel risultato dell'esame di stato con un voto basso, penalizzato dalla Matematica, mentre invece parlo 4 lingue perfettamente. Non mi pare davvero giusto nei confronti degli alunni penalizzati (non sarò certo l'unico a lamentare questo fatto, no?). Ricapitolando, perché non avviare magari una protesta, o almeno un dibattito su questo argomento? Magari rendere le materie come Matematica, Fisica, Chimica (nei Licei Linguistici) o materie non di indirizzo nelle altre scuole, come facoltative, così da non togliere il lavoro ai professori che hanno studiato anni per poter lavorare? (Mi pare anche giusto, poveretti si son fatti un mazzo così per poter insegnare!) O almeno che vengano insegnate, ma che non influiscano nel nostro giudizio finale (si potrebbero perdere crediti per l'esame di stato, essendo rimandati con un 4 di Matematica mentre hai 9 a tedesco ed inglese). Grazie anticipatamente se ascolterete o posterete questa mail, così da poterla far leggere a tutti gli studenti d'Italia, e magari capire cosa ne pensano!”

Caro Studente, ti rispondo a nome di Infostudenti di ScuolaZoo.

Perché studiare qualcosa che non ci piace, per cui non ci sentiamo portati o che non si addice alla nostra personalità? E’ una domanda che anche io mi sono posta spesso. La risposta mi è arrivata affacciandomi al mondo degli "adulti" (l'università). Le materie che tu nomini (Matematica, Chimica, Fisica per il Liceo Linguistico) possono non sembrare fondamentali per quello che effettivamente è lo scopo della scuola che hai scelto, ovvero farti conoscere a perfezione le Lingue Straniere, ma contribuiscono a darti una forma mentis che altrimenti mancherebbe alla tua persona, come adulto pieno e consapevole delle proprie conoscenze, una volta finito il Liceo. E’ vero che probabilmente non ti ritroverai mai più, nella tua vita quotidiana, a dover risolvere il logaritmo che tende all’infinito di x alla seconda, ma cercare una soluzione a questo problema astratto, contribuisce a creare nella tua mente le strutture logiche ed analitiche che ti permetteranno di risolvere problemi concreti nel futuro. Lo stesso vale per Chimica e Fisica; così come per la Letteratura studiata negli Istituti Tecnici o per le Lingue Straniere allo Scientifico.

Tutto ciò che apprendiamo, analizziamo, cerchiamo di capire contribuisce a formarci come uomini e donne capaci di pensare, criticare, agire autonomamente. Il Liceo, in particolare, pur approfondendo ambiti diversi a seconda degli indirizzi, dota i propri studenti di molteplici appigli di conoscenza permettendo loro di spaziare nei diversi rami della cultura. Non sto certo dicendo che dovremmo trasformarci tutti quanti in Tuttologi, ma possedere un minimo di conoscenze in vari settori, senza ostinarsi a tenere i paraocchi per solamente una manciata di materie a noi congeniali, è giusto e saggio, e ci permettere di muoverci con meno difficoltà nella vita reale.

Proprio nei giorni scorsi, inoltre, al Teatro Carignano di Torino, è stato messo “sotto processo” il Liceo Classico. L’accusa, tra le cui file vi era anche l’economista Andrea Ichino, si chiedeva quanto fosse utile studiare ancora Latino e Greco nell’epoca di Twitter. Tra i difensori – che tra l’altro hanno fatto un ottimo lavoro: il caro vecchio Liceo Classico è stato assolto perché “il fatto non sussiste”- troviamo, invece, Umberto Eco ed il filologo Luciano Canfora.
Nello specifico, Canfora ha commentato che tradurre Latino e Greco non è un esercizio sterile e fine a se stesso, “ma è lo strumento principale per orientarsi nella comprensione degli altri e delle altre culture”. Molto più banalmente, infine, studiare materie che non ci piacciono è un allenamento decisamente efficace, più di ciò che normalmente si pensa, per affrontare la vita adulta. Un adulto non sempre ha un lavoro che gli piace, o uno per cui si sente portato, o che rispecchia la sua personalità, e in questo caso un fallimento non significherebbe perdere solo un paio di crediti per il conteggio della media finale, ma il posto di lavoro. Ciò che la Letteratura, la Biologia, l’Economia o la Chimica vogliono insegnarci, prima di tutto, è che la vita non è un gioco facile, ma se giochi duro e con impegno hai delle possibilità di farcela, se invece ti arrendi perché è troppo difficile, allora sei fuori. E senza ripescaggi. Perciò, cari Studenti Italiani, organizzate tutti i dibattiti che volete e discutete fino allo sfinimento, ma stringete i denti e studiate la Matematica.

E voi che ne pensate? Vi sembra giusto studiare tutte le materie o preferireste studiare solo quelle che vi piacciono? Scrivetelo nei commenti qui sotto!

Elena Bertola