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Il Nome della Rosa: riassunto breve e significato del romanzo di Umberto Eco
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Il Nome della Rosa: riassunto breve e significato del romanzo di Umberto Eco

Di Selena
pubblicato il 05 marzo

Il Nome della Rosa è diventato una fiction tv, ma originariamente era un romanzo storico giallo di Umberto Eco: ecco il riassunto e il significato di questa importante opera.

Il Nome della Rosa: riassunto breve e significato del romanzo di Umberto Eco

Riassunto Il Nome Della Rosa: significato, citazioni e simbologia

Il Nome della Rosa è un romanzo famosissimo scritto da Umberto Eco e pubblicato la prima volta nel 1980. Eco si era già cimentato nel genere del giallo storico, ma questo volume, ambientato sul finire dell’anno 1327, è un espediente letterario diventato molto famoso perché sembra essere un manoscritto scritto da un monaco di nome Adso Da Melk che decide di mettere nero su bianco la sua storia in compagnia del maestro Guglielmo da Baskerville ai tempi in cui era un novizio. Il Nome della Rosa venne tradotto in oltre 40 lingue con oltre 50 milioni di copie vendute in 30 anni e una svariata quantità di premi ottenuti. Del romanzo sono state fatte due trasposizioni: il film omonimo del 1986 con Sean Connery e attualmente, nel 2019, per la regia di Giacomo Battiato con John Turturro, una serie TV. Se i professori quindi a scuola dovessero chiedervi di leggere questo volume sappiate che vi troverete davanti ad un vero e proprio “mattone”. Già perché Il Nome della Rosa non è un libro corto o di facile lettura. Anzi è parecchio impegnativo da leggere. Ecco allora che noi di ScuolaZoo vi proponiamo un riassunto breve de Il Nome della Rosa di Umberto Eco.

Leggete qui come fare da soli un riassunto da 10 e lode:

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Il Nome della Rosa: riassunto breve

Come abbiamo detto il romanzo è un giallo storico ambientato nel 1327 in un monastero benedettino. A raccontare i fatti in prima persona è il protagonista che ripercorre la sua vita quando era ancora un novizio: al centro del racconto, ci sono le indagini portate avanti dal suo maestro Guglielmo da Baskerville, un frate Francescano. Il primo compito dei due, nel 1327, è quello di svolgere un incarico da mediatori tra alcuni esponenti di diversi ordini religiosi al fine di riunire il potere papale e quello del re. Nell’abbazia in cui si trovano però si susseguono una serie di morti sospette. Il tutto avviene in 7 giorni e il racconto viene suddiviso secondo la divisione del giorno della regola benedettina.

Il Nome della Rosa, riassunto breve: i delitti

Il primo delitto vede il presunto suicidio di Adelmo, un monaco miniaturista giovanissimo che si uccide dopo aver avuto un rapporto sessuale con Berengario, l’aiuto bibliotecario che gli aveva promesso di mostrargli un libro unico nel suo genere. Dopo il fatto, divorato dai sensi di colpa, Adelmo si sarebbe suicidato buttandosi dalla finestra della biblioteca. Il secondo delitto riguarda il monaco traduttore Venanzio, riuscito ad intrufolarsi nell’area riservata della biblioteca dell’Abbazia, dove sono custoditi i libri considerati maledetti. Il monaco ne prende uno; una volta iniziato a leggerlo arriva nelle cucine, situate proprio sotto la biblioteca, e muore senza alcun tipo di spiegazione. Il corpo viene ritrovato proprio da Berengario che preso dal panico prende il corpo del Monaco Venanzio e lo getta in un barile inscenando la morte per annegamento. Quando però Berengario trova il monaco morto, al suo fianco vede anche il libro e decide di aprirlo: mentre sta iniziando a leggerlo si sente male. Corre in bagno e anche lui muore. Successivamente il libro maledetto, almeno così pare, viene trovato dal padre Severino da Sant’Emmerano. Dopo poco che ne è entrato in possesso verrà assassinato con un colpo alla testa da un altro bibliotecario che a sua volta, trovato il libro, lo apre e cerca di leggerlo, ma morirà in chiesa davanti a tutti i suoi confratelli. L’ultimo assassinio è quello dell’Abate che verrà soffocato in una stanza della biblioteca.

Riassunto breve Il Nome della Rosa: le indagini di Guglielmo e Adso

Guglielmo da Baskerville in questa settimana di permanenza nell’abbazia decide così di cercare di risolvere questi omicidi e di scoprirne il colpevole facendo una serie di interrogatori. Come si renderà ben presto conto, tutto ruota attorno alla famigerata biblioteca che nasconde un segreto. Accanto a Guglielmo svolge indagini anche l’inquisitore Bernardo Gui e una donna da cui Adso è attratto. Dopo aver analizzato lungamente la struttura della biblioteca i due scoprono che è stata realizzata come una sorta di labirinto in cui sembra impossibile arrivare alla sezione Finis Africae dove è stato trovato proprio il libro maledetto. Alla fine, Guglielmo e Adso riescono a sciogliere il mistero: il libro in questione è una copia del secondo libro della Poetica di Aristotele che parla della commedia e del riso.

Finale Il Nome della Rosa: riassunto 

Gli omicidi sono stati comandati dal monaco ed ex bibliotecario Jorge da Burgos, il quale non voleva che qualcuno potesse leggere questo libro. Ovviamente non è stata la semplice lettura della Poetica di Aristotele ad uccidere i monaci, ma del veleno che il frate aveva distribuito su tutte le pagine. Secondo Jorge infatti il riso e la comicità potrebbero provocare dei danni gravissimi distruggendo anche il principio di autorità del dogma cristiano. Quando Adso e Guglielmo arrivano in questa parte misteriosa della biblioteca incontrano il frate Jorge da Burgos e tra i due scatta una lite. Il frate, piuttosto che farsi arrestare, ormai scoperto, preferisce morire mangiando le pagine del libro avvelenato. Adso mentre guarda questa scena urta una candela accesa che cade su una pergamena e prende fuoco scatenando un incendio gigantesco che va a distruggere l’intera Abbazia. A questo punto Adso e Guglielmo si separano: il giovane novizio torna nel monastero e soltanto moltissimi anni più tardi scoprirà che il suo mentore, Guglielmo da Baskerville, morì durante la celebre peste nera.

Significato e simbolismo ne Il Nome della Rosa di Umberto Eco

Ora che abbiamo visto la trama de Il Nome della Rosa è tempo di capirne il significato. Questo libro infatti presenta diversi livelli di lettura e diversi riferimenti letterari filosofici e narrativi. All’interno dell’opera infatti il lettore viene quasi messo alla prova e deve trovare degli indizi e delle citazioni che sono nascoste all’interno del libro. Così insieme alla trama si trovano anche le riflessioni dell’autore che punta proprio alla pluralità delle letture. Nel piano storico presente i personaggi si contrappongono a due epoche e due mentalità diverse. Da un lato il medioevo, dall’altro nuovo mondo che avanza rappresentato da Guglielmo che ha sete di conoscenze e indaga attraverso il metodo scientifico. Il romanzo poi potrebbe anche essere considerato come un’allegoria delle vicende italiane contemporanee all’uscita de Il Nome della Rosa, quindi la situazione italiana degli anni ’70.

Significato del titolo: Il Nome della Rosa

Già nel titolo infatti c’è una simbologia esplicita riferita alla rosa che è presente in tantissime opere medievali. Inizialmente Umberto Eco voleva chiamarlo L’Abbazia del Delitto, ma successivamente optò per Il Nome della Rosa. Questo titolo richiama il motto tratto dal De contemptu mundi di Bernardo Cluniacense, che si trova alla fine del il romanzo: “Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus” (“La rosa primigenia [ormai] esiste [soltanto] in quanto nome: noi possediamo nudi nomi”). Il significato quindi sarebbe che il concetto di universale non possiede una realtà vera e propria. È soltanto un nome. Nel titolo troviamo poi il rimando ad altri temi centrali dell’opera e al concetto secondo cui, alla fine, di ogni cosa non resta che un nome, un ricordo. Esattamente come per la biblioteca e i libri che vengono distrutti dal fuoco e come per il mondo conosciuto da Adso che scomparirà nel tempo.

Il Nome della Rosa: le citazioni di altri libri e autori famosi

In tutta la vicenda poi c’è un continuo rimando ad altri libri e le parole e i nomi sono il fulcro attorno a cui ruota tutta l’indagine. Troviamo ad esempio un omaggio palese di Umberto Eco ad Arthur Conan Doyle visto che il protagonista de Il Nome della Rosa, Guglielmo, si chiama Da Baskerville, un chiaro riferimento al racconto Il Mastino dei Baskerville in cui Sherlock Holmes indaga su una serie di delitti. Adso poi sembra nettamente riprendere la figura di Watson che, anche in questo caso, è il narratore in prima persona della vicenda. Non mancano poi anche riferimenti al romanzo Ulisse di James Joyce visto che la ripartizione del testo in base alle ore del giorno è liberamente tratta proprio da questo testo. Nel susseguirsi del romanzo troviamo poi anche una citazione dal quinto canto dell’Inferno di Dante: Adso, infatti, parla di un suo svenimento usando l’espressione “Caddi come un corpo morto cade”, citando palesemente la Divina Commedia. C’è poi un richiamo a Manzoni quando Guglielmo dice: “Come di un vaso di coccio tra vasi di ferro”.  L’assassinio dei monaci è  poi liberamente tratto dal film Il Giovedì di Dino Risi.

(Fonte immagini Wikipedia e Rai)

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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