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Riassunto Capitolo 32 de I Promessi Sposi svolto
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Riassunto Capitolo 32 de I Promessi Sposi svolto

Di Alessio Cappuccio
pubblicato il 04 dicembre

Cosa succede nel trentaduesimo capitolo de I Promessi Sposi? Ecco il riassunto svolto, dettagliato, di tutto il capitolo 32 scritto da Alessandro Manzoni.

Riassunto Capitolo 32 de I Promessi Sposi svolto

Riassunto capitolo per capitolo de I Promessi Sposi: il capitolo 32

Stiamo giungendo agli ultimi capitoli de I Promessi Sposi: il trendaduesimo è il secondo capitolo dedicato alla peste che devasta Milano. Alessandro Manzoni dedica un’attenzione particolare agli untori, simbolo della superstizione dell’epoca e della scarsa e insufficiente razionalità durante una situazione di crisi profondissima, che vede morire centinaia di migliaia di persone. Dal prossimo capitolo, tuttavia, l’autore tornerà (fortunatamente) a occuparsi dei suoi personaggi.

Ecco il riassunto del capitolo 32 de I promessi sposi.

Stavate cercando il riassunto del primo capitolo dei Promessi Sposi? Lo trovate qui:

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Trentaduesimo Capitolo de I Promessi Sposi: il riassunto

La città di Milano è ormai alle prese con la peste e a maggio del 1630 si chiede l’intervento del governatore, occupato dall’assedio di Casale. Questi però non può e vuole fare nulla, perciò trasferisce tutti i poteri al cancelliere Ferrer.

Riassunto capitolo trentadue Promessi Sposi: la peste del 1630

Nel frattempo i magistrati chiedono al cardinal Borromeo di indire una processione dedicata a San Carlo: l’uomo di chiesa prima rifiuta per timore di un calo di fede nel santo, nel caso di un insuccesso, e poi per l’eventuale presenza di untori tra la folla. Il sospetto su questi personaggi, infatti, dilaga senza freni, e i più credono a un complotto.

Si registrano anche due casi di linciaggio ai danni di presunti untori: entrambe le volte la folla schiumante rabbia se la prende con alcune persone per gesti del tutto innocenti, finendo per massacrare o ferire seriamente un anziano e tre giovani francesi. Questa psicosi si estende a tutta la Lombardia, anche in campagna, ed è per placare la frenesia che Borromeo alla fine accetta di indire la processione, con tanto di esposizione delle reliquie per otto giorni all’interno del Duomo.

L’11 giugno 1630 viene così avviata la processione, cui partecipa la gran parte della popolazione, di tutte le classi sociali, dai popolani al clero fino a magistrati e nobili. Il corteo si ferma a ogni crocicchio sul quale sia stata eretta una croce al tempo della peste, deponendovi brevemente la cassa con le reliquie del santo.

Tuttavia la processione non sortisce effetto, anzi, e dal giorno successivo l’epidemia cresce spaventosamente: la popolazione del lazzaretto passa da 2mila persone a 12mila, e a luglio muoiono quasi 500 persone al giorno. Alla fine della pestilenza il conteggio dei residenti a Milano passerà da 200mila persone a poco più di 60mila.

Difficile in questa situazione occuparsi dell’amministrazione pubblica, ed è sempre più arduo trovare monatti (coloro che portano via i cadaveri e si occupano dei malati), gli apparitori (coloro che precedono il carro dei morti scampanellando) e i commissari che gestiscono le operazioni. Viene anche costruito un secondo lazzaretto, con una capienza di 4mila persone, ma la città è inerme anche perché le finanze scarseggiano per la concomitante guerra.

Riassunto capitolo trentaduesimo Promessi Sposi: la Colonna Infame

Il Tribunale di Sanità chiede ancora una volta aiuto ai cappuccini, che si occupano anche di dare sepoltura ai morti: sia i religiosi che alcuni facoltosi dedicano energie e denaro a frenare l’emergenza, ma il vero esempio è quello del cardinal Borromeo, in prima fila senza curarsi troppo del pericolo.

Ci sono però anche molti criminali che approfittano del disordine per fare i loro comodi, sopratutto tra i monatti, che saccheggiano le case e minacciano di segnalare come infette anche le persone sane.

La paura degli untori crea poi un clima di sospetto reciproco, unita a una crescente ritorno della superstizione, che legano la figura dei “contagianti” a una sorta di patto col diavolo in cambio di ricchezze favolose. Anche i più dotti farneticano in questo senso, e per alcuni l’epidemia è frutto d una cometa, di una congiunzione astrale, o di magia nera. Purtroppo tra loro c’è persino Borromeo, il quale sembra aver condiviso certe opinioni; tuttavia alcune persone di buon senso come il Muratori dimostrano di aver mantenuto il raziocinio.

Sono molti i casi di processi a untori o presunti tali, con annessa tortura, di cui parla Pietro Verri nel suo trattato: Manzoni osserva che vi è materiale per un saggio a parte, che non troverà spazio nel romanzo, ma che sarà poi al centro della “Colonna infame”.

Capitolo 32 Promessi Sposi: approfondimento

Nel capitolo 31 Alessandro Manzoni cercava di coinvolgere il lettore fornendo un resoconto in cui prevaleva il contrasto tra pietà, dolore e rabbia per l’irrazionalità dilagante, con contrapposizioni forti. Nel 32, invece, l’affresco si allarga e dunque i contrasti sfumano, e persino il cardinale Federigo Borromeo, vero polo positivo per lo scrittore in quasi tutta la sua opera, viene contagiato dal morbo della superstizione, segno che la paura sta prendendo sempre più piede.

Riassunto I Promessi Sposi capitolo per capitolo

Noi di ScuolaZoo stiamo scrivendo tutti i riassunti de I Promessi Sposi. Se vi interessa leggere il capitolo precedente e successivo al trentaduesimo ecco i link da seguire:

Alessio Cappuccio
Cosa faccio nella vita? In pratica scrivo e ogni tanto faccio video e fotografie. Appassionatissimo di cinema, ritorno a scrivere di scuola e università dopo aver sperato di aver detto addio per sempre allo studio con la laurea. Nella vita, però, mai dire mai!
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