Condividi
Sigmund Freud: vita, psicanalisi e opere per la scuola
Condividi su

Sigmund Freud: vita, psicanalisi e opere per la scuola

Di Alessio Cappuccio
pubblicato il 15 marzo

Volete sapere cosa si intende quando si parla di inconscio, complesso di Edipo, interpretazione dei sogni? Non abbiate paura, non è niente di complicato grazie alla nostra guida su Freud

Sigmund Freud: vita, psicanalisi e opere per la scuola

Freud e la psicanalisi: cosa sapere sul filosofo

Pochi personaggi nella corso dell’umanità sono stati in grado di cambiare il modo in cui concepiamo noi stessi e il mondo come ha fatto Sigmund Freud. Nel corso del Novecento forse solamente i teorici della fisica contemporanea, Einstein in primis, hanno avuto una tale rilevanza per quanto riguarda l’immaginario condiviso e le scoperte che hanno rivoluzionato il corso della storia. Tante delle idee su cosa si agita nel nostro intimo nascono infatti dagli studi e dalle ricerche compiute da Freud a partire dalla fine dell’Ottocento. E se oggi sappiamo che non tutto ciò che diciamo e facciamo è direttamente frutto della nostra volontà, ma è filtrato da altre parti del nostro inconscio, lo dobbiamo proprio al fondatore della psicoanalisi. Se state studiando il filosofo e neurologo a scuola, qui trovate tutto sulla sua vita, i concetti principali del suo pensiero filosofico e le opere da conoscere per superare qualsiasi interrogazione o verifica!

Se avete giù studiato Freud e volete capire quanto ne sapete sul suo pensiero prima di affrontare un’interrogazione o verifica, fate il nostro test:

sigmund freud biografia pensiero

Foto: Pixabay

Biografia di Freud

Nato a Friburgo, allora parte dell’Impero austriaco, nel 1856,  da una famiglia di ebrei laici, sin dall’infanzia manifestò grandi capacità intellettive. A 17 anni si iscrisse alla Facoltà di Medicina di Vienna, ma la sua antipatia per gli insegnanti gli fece conseguire in ritardo la laurea in Medicina e Chirurgia. Dopo un’esperienza presso l’Istituto di fisiologia iniziò a lavorare in un ospedale di Vienna con pazienti affetti da problemi neurologici. Qui iniziò a studiare la cocaina, sostanza ai tempi sconosciuta, e la utilizzò come analgesico al posto della morfina: tuttavia la scoperta dei rischi di dipendenza dalla stessa bloccarono le sue ricerche.

Ottenuta una cattedra nel 1885 si interessò ad alcuni casi di isteria, che tentò di curare con l’ipnosi. Poco dopo sposò Martha Bernays, da cui avrebbe avuto 6 figli in tutto. Aperto il proprio studio a Vienna, l’anno successivo, Freud iniziò la pratica da neurologo utilizzando le cure in voga all’epoca per curare i disturbi mentali: terapie termali, elettroterapia, idroterapia, magnetoterapia e ipnosi. Il tutto senza risultati apprezzabili, per quanto la pratica dell’ipnosi avesse fatto balenare l’idea che la causa di alcuni fenomeni era da ricercare nella psiche e non nel fisico.

L’interesse per patologie come fobie, nevrosi, fenomeni isterici, anoressia lo spinse a cercare nel 1895 la collaborazione del celebre medico Josef Breuer, il quale utilizza l’ipnosi non solo come metodo di controllo dei comportamenti ma anche per spingere il paziente a risalire indietro nel tempo ricordando episodi fondamentali che aveva dimenticato. Il caso di Anna O., che poi avrebbe passato a Freud proprio per l’insorgere del transfert (il legame di forte affettività che il paziente sviluppa per il suo psicanalista), sarebbe stato centrale per lo sviluppo del metodo del lettino, ovvero lasciare fluire liberamente i pensieri del paziente, arrivando al cuore dei traumi che lo affliggevano.

Nel 1900 ci fu la capitale pubblicazione de “L’interpretazione dei sogni“, il libro più famoso della carriera di Freud. Nel volume il medico iniziava a sviluppare la teoria psicoanalitica, che non solo vedeva l’insorgere dell’inconscio, costituito da forze in conflitto tra loro, in contrapposizione alla volontà conscia, ma anche al peso specifico attribuito alla sessualità nella formazione della personalità di un individuo e ai sogni quale viatico per accedere all’inconscio.

Le teorie di Freud non trovarono immediato riscontro tra la comunità accademica e scientifica, ma già il 1910 vide la nascita della Società internazionale di psicoanalisti. Notevoli nel corso del suo percorso furono i rapporti/scontri con altri due studiosi come Carl Gustav Jung e Alfred Adler, che a partire da un sentire comune avrebbero sviluppato teorie molto differenti. Nel 1938, per sfuggire al nazismo che stava per scatenare la grande persecuzioni contro gli ebrei, Freud lasciò l’amata Vienna per trasferirsi a Londra. Qui morì un anno dopo a causa di un tumore alla gola.

Il pensiero di Freud: cosa sapere sulla psicanalisi

Il nocciolo duro del pensiero di Sigmund Freud, e al contempo rivoluzione capitale nella storia dell’umanità (già anticipata da studiosi e artisti ma mai espressa così chiaramente), è rappresentato dal concetto per cui tutti i processi mentali dell’uomo non sono totalmente consapevoli, ma sono influenzati e a volte controllati da altri fattori. La psiche – mente non costituisce altro che la punta di un iceberg, sotto la quale si nasconde l’inconscio, che con la propria attività plasma la personalità e ne definisce le caratteristiche.

La psicoanalisi

La psicoanalisi è proprio la disciplina nata per curare alcune turbe di tipo mentale, che ha finito per scandagliare le dinamiche dell’inconscio. Secondo Freud, infatti, molti disturbi deriverebbero da un conflitto tra richieste psichiche differenti e di segno opposto, che sarebbero poi state descritte come Ego/Superego/Id. Riguardo all’origine di questo conflitto, lo studioso avrebbe proposto tre ipotesi differenti nell’arco della sua carriera: la lotta tra il principio di piacere e principio di realtà, quella tra la spinta sessuale e la spinta all’autoconservazione e infine tra pulsione di vita e pulsione di morte.

Intesa come una pratica, dunque, la psicoanalisi e gli psicoanalisti si pongono come obiettivo quello di risolvere il conflitto nella psiche del paziente, indagandone l’inconscio con il suo aiuto. Tra le modalità a disposizione del medico ci sono l’interpretazione dei sogni, le associazioni libere e lo studio degli atti mancati.

Interpretazione dei sogni

Come accennato, per Freud, i sogni, se debitamente discussi con il paziente e interpretati, costituiscono un viatico per accedere all’inconscio. Ogni sogno presenta un contenuto manifesto, ovvero ciò che si ricorda al risveglio, gli elementi della storia, spesso di tipo simbolico. Il contenuto latente sono invece le forme nascoste dai simboli, che per l’appunto vanno analizzati per capire il desiderio represso che sta al fondo del sogno.

Nella costituzione dei sogni si notano poi una serie di leggi, che servono a trasformare contenuti latenti-simbolici in manifesti. Queste leggi includono la condensazione, lo spostamento, la drammatizzazione, la simbolizzazione e la rappresentazione per l’opposto.

Funzionamento della mente e inconscio

Dunque se i movimenti della psiche dell’uomo sono influenzati dall’inconscio, come si divide al suo interno questo spazio mentale? C’è una parte, definita del preconscio, che include tutta una serie di contenuti mentali che sono attingibili e percepibili se il paziente si concentra attentamente. L’inconscio vero e proprio è invece l’interezza del rimosso, ovvero tutti quegli elementi che la rimozione nasconde ai processi consci della mente. Questo meccanismo psichico è ciò che rende così difficile fare affiorare desideri, pensieri o ricordi, in quanto alcune parti della mente li reputano inaccettabili o dannosi.

Ego/Superego/Id

La personalità di un individuo, infatti, è determinata dallo scontro, l’armonia e gli squilibri creati dalle tre parti dell’inconscio.

Il primo è l’Io-Ego, ovvero la membrana più esteriore della nostra personalità, quella normalizzata e a disposizione di tutti, che ha come compito proprio trovare un equilibrio tra le spinte, a volte in contrasto, tra l’Id e il Superego.

Il Superego è invece un insieme di norme, regole, proibizioni introiettate a partire dall’infanzia, così come alcuni assetti di valori (cos’è giusto e cos’è sbagliato), e sviluppate solitamente tramite il rapporto con le figure genitoriali. In pratica è una sorta di giudice dei pensieri e delle azioni dell’individuo.

L’Id è invece un calderone di impulsi, che possono essere sia di tipo sessuale che aggressive e distruttive. Si tratta della parte più antica della psiche, quella istintiva e animalesca, che ignora qualsiasi norma per soddisfare se stessa.

Complesso di Edipo

Vista la grande importanza data da Freud all’infanzia e al rapporto con i genitori, per lo studioso ogni bambino sviluppa dei desideri molto forti nei confronti di queste figure. Rispetto al genitore dello stesso sesso c’è una rivalità che sfocia in un desiderio di morte e di sostituzione, allo scopo di soddisfare il desiderio di possesso (anche sessuale) nei confronti dell’altro. Ovviamente il suo superamento avviene alla fine dell’infanzia, intorno ai 6 anni, caratterizzando solo i primi anni.

Le opere principali di Freud

Ecco l’elenco delle opere principali di Sigmund Freud:

  • Sulla teoria dell’attacco isterico (1892) con Joseph Breuer
  • L’interpretazione dei sogni (1899),
  • Il motto di spirito e il suo rapporto con l’inconscio (1905),
  • Tre saggi sulla teoria sessuale (1905)
  • Totem e tabù (1913)
  • Introduzione al narcisismo (1914)
  • Introduzione alla psicoanalisi (1915-1917)
  • Lutto e melanconia (1917)
  • Dalla storia di una nevrosi infantile (1918)
  • Il perturbante (1919)
  • Al di là del principio del piacere (1920)
  • Psicologia delle masse e analisi dell’Io (1921)
  • L’Io e l’Es (1923)
  • Il disagio della civiltà (1929)

Frasi Sigmund Freud

Se invece cercate le frasi più significative di Sigmund Freud per stupire la/il prof oppure per cercare di capire meglio il suo pensiero, trovate qui le citazioni più famose dello psicanalista:

Alessio Cappuccio
Cosa faccio nella vita? In pratica scrivo e ogni tanto faccio video e fotografie. Appassionatissimo di cinema, ritorno a scrivere di scuola e università dopo aver sperato di aver detto addio per sempre allo studio con la laurea. Nella vita, però, mai dire mai!
Leggi altri articoli in Copiare a Scuola Scuola