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Testo argomentativo sulla globalizzazione: scaletta con tesi e antitesi
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Testo argomentativo sulla globalizzazione: scaletta con tesi e antitesi

Di Giulio Romano
pubblicato il 12 novembre

Vi hanno assegnato una traccia di testo argomentativo sulla globalizzazione e non sapete cosa scrivere? Vi aiutiamo noi di ScuolaZoo!

Testo argomentativo sulla globalizzazione: scaletta con tesi e antitesi

Tema sulla globalizzazione: traccia svolta

Il testo argomentativo è una delle tante novità che la riforma del Miur ha introdotto alla Maturità 2019. Questo tipo di tema sarà infatti una delle tracce di Prima Prova, e, per questo motivo i vostri professori, potrebbero decidere di farvi esercitare assegnandovi, ad esempio, un tema sulla globalizzazione. Si tratta infatti di un argomento di grande attualità, che quindi potrebbe essere proposto in sede d‘esame di Stato! Ecco quindi un esempio testo argomentativo sui pro e i contro della globalizzazione svolto con tanto di scaletta da noi di ScuolaZoo.

Prima di iniziare con lo svolgimento, ripassa con le nostre guide:

Tema argomentativo sulla globalizzazione: scaletta

Prima di iniziare a scrivere un testo argomentativo, bisogna fissare i punti principali della traccia attraverso la stesura della scaletta. Nel caso del tema sulla globalizzazione, lo schema da seguire è il seguente:

  • Introduzione: andiamo a presentare l’argomento della traccia, ovvero la globalizzazione
  • Svolgimento, tesi e antitesi: nella parte centrale del tema, la più importante del testo argomentativo, vanno trattati i pro ed i contro della globalizzazione.
  • Conclusione: alla fine del vostro testo argomentativo sulla globalizzazione potete esporre la vostra opinione personale su questo fenomeno, senza dimenticarvi di motivarla.

Tema sulla globalizzazione, pro e contro: introduzione

La globalizzazione è un argomento molto dibattuto che permea fortemente la nostra società anche in maniera inevitabile, non fosse altro proprio perché in essa la società vive e si sta sviluppando.

Iniziata come una mera definizione economica, di collegamento di tutte le economie mondiali  unificazione e loro definitivo collegamento, è passata poi da questo piano a toccare temi culturali, sociali, quindi a rappresentare una sorta di unificazione culturale che inevitabilmente avviene nel momento in cui più culture vengono poste maggiormente a contatto.

Testo argomentativo sulla globalizzazione: tesi, antitesi, confronto

In realtà, sull’argomento c’è un forte dibattito soprattutto in merito alla sua positività o meno, in quanto ci sono opinioni che la appoggiano, definendola il mezzo di emancipazione dalla arretratezza per numerose popolazioni, di ulteriore slancio alla conoscenza ed allo sviluppo economico-scientifico, di abbattimento di frontiere e distanze, di unificazione e pace dei popoli. Dall’altro lato, invece, gli oppositori che sostengono esattamente l’opposto: per loro la globalizzazione accentuerebbe il degrado ambientale e lo sfruttamento di territori vergini e di popolazioni del Terzo mondo, oltre che favorire la perdita delle identità culturali locali (omogeneizzazione della società) e della privacy personale, usando come mezzo quei tanto osannati social che fornirebbero un eccessivo quantitativo di dati personali ai potenti. Ma chi ha ragione?Bisognerebbe sviscerare l’argomento, partendo dal presupposto cardine che il cambiamento comporta sempre uno squilibrio delle precedenti posizioni, e la perdita di sicurezze ed equilibri è sempre stata percepita dall’uomo con paura, con ribrezzo.
È inevitabile che la globalizzazione sia un radicale cambiamento degli equilibri, un cambiamento così netto e rapido da non essere facilmente leggibile. Come fare quindi, ci affidiamo a delle opinioni illustri per poi  trarre le nostre conclusioni.
Innanzitutto, andiamo ad analizzare come essa possa incidere o meno sulla povertà mondiale ed arretratezza nei paesi del terzo mondo: secondo alcuni studi, essa potrebbe in realtà non solo favorire l’arricchimento del terzo mondo, ma addirittura causare un crollo dei paesi ad oggi ricchi, ma come? La domanda qualitativa dei prodotti dei paesi più ricchi è nettamente maggiore, e le aziende che sfruttano territori poveri de localizzando le loro industrie impoveriscono il loro stesso territorio, andando a togliere lavoro alla propria nazione, non permettendo più all’economia di girare come in passato. Di contro, i paesi del terzo mondo, con costi di vita comunque inferiori, andrebbero a ottenere un’economia comunque migliore con i soldi di quello che rappresenterebbe ad ogni modo uno sfruttamento. Inoltre, proprio per i costi di gestione minori, le aziende emergenti nei paesi del terzo mondo potrebbero assicurarsi più facilmente in futuro fette di mercati oggi appannaggio delle industrie dei paesi più facoltosi.
Invece, secondo uno studio effettuato da Pranab Bardhan dell’Università della California, la globalizzazione non ha reso nel complesso le nazioni più povere, ma non ha nemmeno avuto grande influenza nella riduzione della povertà. Avrebbero invece effetto decisamente maggiore alcuni miglioramenti delle politiche interne dei paesi, quali lo sviluppo della rete infrastrutturale, il perseguimento della stabilità politica, le riforme del sistema agrario e il miglioramento dell’assistenza sociale.
Infine, secondo altre tesi, la globalizzazione altro non sta diventando che un mezzo dei paesi capitalisti per appropriarsi in maniera indebita dei mezzi e delle ricchezze “vergini” dei paesi emergenti, in modo tale da poter garantire la sopravvivenza della loro “monarchia economica” (così secondo Muhammad Yunus, teorico della finanza etica e fondatore della Grameen Bank), mentre secondo un rapporto di Amnesty International, il potere economico starebbe scivolando dalle mani degli stessi Stati per essere custodito dalle multinazionali, che spostano capitali sempre più ampi.
Infine, citiamo Papa Benedetto XVI, che durante la messa dell’Epifania del gennaio 2008 affermò che “non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro” e aggiunge: “i conflitti per la supremazia economica e l’accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale”.

Testo argomentativo sulla globalizzazione: conclusione

Di sicuro, trarre una risposta semplice ed univoca da quanto detto non è semplice, tenendo bene a mente come il cambiamento comporti sempre uno squilibrio, e lo squilibrio comporti paura e quindi rifiuto. La globalizzazione ha infatti un’anima che può essere letta in maniera negativa, soprattutto per quanto concerne la parte economica: stressa in maniera notevole i paesi arretrati, permettendo un legale furto delle proprie ricchezze naturali soprattutto da parte delle multinazionali, ed è questo un fenomeno che andrebbe regolamentato e bloccato. Come ledere gli interessi delle multinazionali? Questo è il vero problema.
Per quanto concerne la sfera culturale, la società come oggi la conosciamo altro non è che lo sviluppo e lo scontro/incontro nei tempi di varie culture passate, quindi dal punto di vista sociologico, sebbene in proporzioni più grandi perché riguarda tutto il mondo, sarebbe una cosa già accaduta plurime volte nella storia umana. Da questo punto di vista, dunque, lasciamo fare al normale corso degli eventi, così come anche dal punto di vista del progresso scientifico, stando bene attenti a non perdere le nostre radici e la nostra… umanità.

(Crediti Immagini: Pixabay)

Giulio Romano
Ciao ragazzi, sono Giulio! Studente di Medicina e Staff Scuolazoo, sono anche un appassionato di fitness e cinematografia, passione che approfondisco nel tempo libero. Amo anche viaggiare e scrivere, trovando le due cose così vicine tra loro tanto da toccarsi: cosa sarebbe la scrittura se non un viaggio dentro un mondo immaginario e dentro noi stessi?
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