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La scuola come giungla: tema svolto per le superiori
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La scuola come giungla: tema svolto per le superiori

Di Giulio Romano
pubblicato il 12 novembre

Dovete svolgere un tema sulle problematiche scolastiche? Ecco a voi alcune possibili idee e riflessioni sulla “scuola giungla”!

La scuola come giungla: tema svolto per le superiori

Tema svolto sulla scuola come giungla: traccia d’esempio con scaletta

Si sa, le problematiche all’interno di una scuola sono tante, soprattutto tra gli studenti delle superiori. Spesso l’ambiente scolastico emargina chi è diverso: tra le mura si verificano atti di bullismo fisico piuttosto che verbale, tanto che a volte la scuola diventa proprio come una giungla.
I vostri professori potrebbero spingervi a fare delle riflessioni sulla scuola di oggi, proponendovi un tema che può essere una traccia di testo argomentativo, piuttosto che di attualità. Come affrontare l’argomento scuola come giungla? Noi di ScuolaZoo siamo qui per aiutarvi a scrivere il vostro tema, proponendovi un esempio svolto con scaletta.

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Tema sull’ambiente scolastico: scaletta

Prima di passare allo svolgimento del tema “scuola come giungla” bisogna fare la scaletta per definire l’ordine in cui procedere nell’affrontare questo argomento:

  • Introduzione: all’inizio del tema argomentativo bisogna chiarire di cosa si parla, in questo caso l’ambiente scolastico
  • Svolgimento: nella parte centrale del testo dovete esporre le vostre riflessioni in merito ai problemi della scuola oggi, motivandole e facendo degli esempi concreti
  • Conclusione: per concludere il tema scuola come giungla, dite a quali risultati hanno portato le riflessioni sulla scuola oggi che avete esposto

Riflessioni sulla scuola oggi: introduzione

Alla vista dei giovani studenti la scuola viene vista metaforicamente in tanti modi, certamente uno dei più azzeccati e pittoreschi è la giungla. A ben pensarci, questa idea calza a pennello con ciò che possiamo trovare all’interno della singola classe, oppure nella scuola in toto.

Tema la scuola come giungla: svolgimento

Andando a vedere nel particolare, in una classe spesso vige una sorta di legge aborigena, una legge da tribù che spinge i compagni di classe ad amalgamarsi in maniera quasi fraterna, per affrontare le dure “giornate di guerra” ed arrivare da sopravvissuti (metafora per “senza insufficienze”) al fatidico attimo in cui la campanella suona per annunciare la liberazione.
Sarebbe bella una visione del genere, una visione basata sulla coesione, sulla fratellanza, sull’unione ed amicizia tra compagni di classe. Eppure spesso, anzi mi duole sottolinearlo quasi sempre (dove il quasi è un eufemismo), la cosa va molto diversamente: la scuola assomiglia ad una giungla frequentata da persone che vanno a rappresentare i vari animali che la popolano e metaforicamente ogni ragazzo, come un qualsiasi animale, è preda o predatore di qualcuno. Così possiamo trovare il re della giungla, metaforicamente un leone, impersonato dal più figo della scuola, col suo corteo di leonesse-spasimanti, possiamo trovare iene e tigri, che fungono da bulletti, e così via. E così la scuola può diventare un luogo non solo dove apprendere, formarsi, ma un luogo dove la propria adolescenza diventa ancora più difficile, un posto dal quale sopravvivere.
Eppure, non dovrebbe essere così, la scuola dovrebbe sì formare la persona, ma dandole stimoli positivi e soprattutto insegnando ad ogni giovane il rispetto per il prossimo, come fare squadra e superare assieme le difficoltà. Purtroppo bisogna sottolineare che questo periodo scolastico va a coincidere con un periodo di grossi cambiamenti psico-sociali per i giovani, ovvero l’adolescenza: tale periodo va ad accentuare ogni atteggiamento, rappresentando un difficile momento di vita per i giovani nel compiere il salto dalla fanciullezza all’età adulta. Ed ecco quindi atteggiamenti trasgressivi, eccessivi, ricerca di attenzioni, di notorietà, come a cercare quelle sicurezze infantili perse. In questo contesto si va a creare ed a percepire questa giungla, con la vita di scuola che va appunto ad essere rappresentata da questa oscura foresta, piena di alberi e luoghi bui, senza un sentiero definito, dove ogni passo può essere compiuto indifferentemente in ogni direzione desiderata. E gli altri? Tanti abitanti della suddetta giungla, con cui si può entrare in conflitto o in simbiosi. Su questo terreno fertile affonda le proprie radici il bullismo, tema di grandissima attualità: come detto sopra, i bulletti potrebbero tranquillamente essere paragonati alle iene, esseri che si aggirano in branco di notte per attaccare e cibarsi delle vittime indifese che, proprio come i bulli, fanno valere la legge del branco e della forza sui soggetti a parere loro meno forti e più indifesi. Questo è uno di quei fenomeni che dovrebbero essere debellati, evitati: i bulli altro non sono che soggetti che cercano riparo da quella adolescenziale insicurezza di fondo nella sensazione di forza e superiorità verso il prossimo, come ad affermare in quel modo di essere pronti ad affrontare la giungla della vita.

Tema sull’ambiente scolastico: conclusione

Compito della scuola e dei genitori sarebbe quello di evitare che fenomeni di bullismo accadano, o meglio più estesamente che i giovani non si sentano messi nelle condizioni di provare una sensazione di disagio nei confronti della scuola, tale da vederla come una giungla da affrontare ogni giorno, per anni ed anni. Bisogna altresì fornire loro il messaggio giusto: la scuola e lo studio sono mezzi di formazione anche caratteriale, di crescita, di creazione del proprio radioso futuro e proprio studiando, rimanendo uniti e credendo nei propri sforzi quella cupa e pericolosa foresta potrà essere abbattuta, tornando a vedere così la luce del sole e di un radioso futuro.

(Crediti Immagini: Pixabay)

Giulio Romano
Ciao ragazzi, sono Giulio! Studente di Medicina e Staff Scuolazoo, sono anche un appassionato di fitness e cinematografia, passione che approfondisco nel tempo libero. Amo anche viaggiare e scrivere, trovando le due cose così vicine tra loro tanto da toccarsi: cosa sarebbe la scrittura se non un viaggio dentro un mondo immaginario e dentro noi stessi?
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