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Tema sul terrorismo internazionale: svolgimento e riflessioni
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Tema sul terrorismo internazionale: svolgimento e riflessioni

Di Alice Giusti
pubblicato il 24 luglio

Tema sul Terrorismo Internazionale: cosa scrivere in un tema sul terrorismo? Ecco un esempio svolto per darvi spunti, qualche riflessione e una scaletta che vi sia d’aiuto.

Tema sul terrorismo internazionale: svolgimento e riflessioni

Tema svolto sul terrorismo internazionale

Durante l’anno vi  sarà capitato sicuramente di dover realizzare un tema sul terrorismo internazionale. Purtroppo questo argomento è estremamente attuale e lo sappiamo che affrontare questi argomenti è sempre difficile perché si rischia di cadere in cliché o frasi banali. Se non avete voglia di scervellarvi con il tema? Tranquilli, come sempre ci siamo noi che vi aiutiamo proponendovi un tema svolto sul terrorismo internazionale da cui trarre spunto, con scaletta, bonus track per chi si accontenta solo di voti dall’8 in su e anche alcune riflessioni che vi possono essere utili per scrivere il tema sul terrorismo internazionale!

L’11 settembre si ricorda il tragico attentato alle Torri Gemelle. Ecco cosa è successo e il riassunto per la scuola:

Vuoi fare il tema tutto da solo? Allora leggi le nostre guide:

tema terrorismo internazionale

Che cos’è il terrorismo internazionale? Riflessioni prima di iniziare

Oggi quando sentiamo parlare di terrorismo, pensiamo subito a quello di matrice islamista a causa degli attentati terroristici commessi da organizzazioni come Al Qaeda o l’ISIS nel mondo, e soprattutto in Occidente. Tuttavia, la parola terrorismo non è legata solo a questa forma di estremismo religioso, ma ha assunto nel corso della storia varie sfumature, pseudo-motivazioni, ma anche modalità di attacco diverse. Tuttavia, mentre in passato il terrorismo era prevalentemente dovuto a questione politiche interne (si pensi al terrorismo “nero” e “rosso” degli anni di piombo in Italia, agli attentati dell’ETA in Spagna, dell’IRA in Irlanda o al terrorismo ceceno), il terrorismo islamista si è caratterizzato negli ultimi anni per il suo carattere internazionale. Il “fondamentalismo islamico”, che si basa su un uso distorto della religione per raggiungere i suoi obiettivi, riconosce nel nemico non solo le autorità di uno stato o di alcuni stati, ma di tutti “gli infedeli”, ossia di tutti coloro che non praticano l’Islam secondo la loro interpretazione. L’obiettivo è la distruzione dell’Occidente, il grande Satana, e l’istituzione di un califfato islamico mondiale.

Per altri riflessioni sul tema, vi consigliamo di leggere:

Tema svolto sul terrorismo internazionale: la scaletta

Prima di iniziare a scrivere il tema, è utile buttare giù una scaletta, così da evitare ripetizioni, paragrafi non coerenti tra loro o dimenticanze, dando un filo logico e completo al vostro tema sul terrorismo. Come saprete, il testo va diviso in tre parti: introduzione, svolgimento e conclusione. Cosa scrivere in ogni parte? Ecco qua una scaletta che vi può essere utile!

  • Introduzione: nelle prime righe dovete illustrare brevemente l’argomento che andrete ad analizzare, partendo in questo caso da una frase a effetto (può essere anche una citazione), dalla definizione di terrorismo o dall’importanza che riscuote il tema al momento.
  • Svolgimento: il corpo del testo è la parte in cui argomentate e descrivete il vostro punto di vista sul terrorismo, in base alla linea e al taglio che hai deciso di dare al tema. Anche se non è un saggio breve e non dovete sostenere una tesi con il supporto di documenti, cercate di raccogliere dati, informazioni sicure, fare riferimento a eventi che conoscete nei dettagli e che possono sostenere il vostro punto di vista. Suddividete il testo in paragrafi e argomentate il vostro punto vista, senza lasciarvi andare a giudizi sommari facilmente contestabili.
  • Conclusione: a questo punto, in poche righe, potete dare la vostra opinione finale su quanto descritto nel corpo del testo, che sia coerente con l’argomento principale presentato nell’introduzione.

Tema svolto sul terrorismo internazionale: introduzione

L’11 settembre 2001 il mondo Occidentale ha scoperto nel peggiore dei modi che cosa sia il terrorismo di matrice islamica. Da allora, prima a causa degli attentati a New York e in Europa portati avanti da Al Qaeda e più recentemente dall’ISIS, gli occidentali si sentono profondamente in pericolo. E non è un caso che il terrorismo islamista sia in grado di destare le maggiori preoccupazioni a livello mondiale, tanto da smuovere guerre, aprendo o alimentando nuovi e vecchi conflitti: in poche parole, ha assunto una rilevanza a livello internazionale.

Bonus Track per il voto alto: aggiungete una citazione d’effetto in apertura.

Tema sul terrorismo internazionale: svolgimento

Il terrorismo non è certo un fenomeno recente, soprattutto in Europa, ma è sempre stato legato a questioni politico-ideologiche interne allo stato, dove gruppi armati cercavano di destabilizzare le autorità al comando con atti di violenza e terrore a danno della popolazione per raggiungere i loro obiettivi, come l’indipendenza (si pensi all’ETA o all’IRA) o la presa di potere. Anche il terrorismo islamico, fino a qualche anno fa, era un fenomeno circoscritto a livello nazionale o regionale. Molti Paesi islamici, come l’Iran, l’Egitto, i Paesi del Maghreb e la Siria, dopo essersi liberati dal colonialismo, hanno cercato di ‘occidentalizzarsi’ copiando i sistemi politici, le leggi e la cultura e i costumi dell’Occidente, comportamento considerato oltraggioso da gruppi più reazionari e tradizionalisti: ha così iniziato a diffondersi il “fondamentalismo islamico”, che ha portato a una rottura interna nel mondo musulmano. Il fondamentalismo islamico, tuttavia, non si basa su una reale difesa della religione islamica, ma utilizza la religione come strumento per dividere il mondo musulmano dal mondo Occidentale per fini di tipo politico ed economico.

Quando il terrorismo islamico è diventato internazionale? La prima espressione di questo fenomeno si ebbe in Europa nel settembre 1972, quando il gruppo Settembre Nero attaccò la delegazione israeliana alle Olimpiadi di Monaco. La fine del blocco sovietico e l’affermarsi del processo di globalizzazione hanno reso anacronistiche le classiche lotte politiche e ideologiche, ma sono la causa dell’emergere di nuove forme di terrorismo internazionale più fluide, che sono andate a esacerbare il fenomeno del colonialismo e dell’invasore occidentale. Il terrorismo internazionale è diventato compiuto con Osama Bin Laden, fondatore dell’organizzazione terroristica Al Qaeda, che utilizza il martirio e la violenza con l’obiettivo di instaurare lo Stato islamico in ogni Paese musulmano e di distruggere l’Occidente. Gli attentati dell’11 settembre 2011 sono stati il primo grande tentativo per dimostrare che l’Occidente è vulnerabile e il Grande Satana può essere sconfitto. I successivi attentati in Europa, come quello alla metropolitana di Madrid nel marzo 2004 e a Londra a luglio 2005, e la reazione americana, con la guerra in Afghanistan, hanno aperto un conflitto che travalica i confini nazionali, ma si apre a scenari globali.

Nonostante Al-Qaeda si sia indebolita molto dopo l’uccisione di Osama Bin Laden, l’ISIS ha preso il suo posto nello scacchiere internazionale, portando l’azione terroristica a un nuovo livello. Lo Stato Islamico combatte in parallelo due guerre: la prima è di tipo territoriale, in Siria, dove ha proclamato la nascita del Califfato islamico nel 2014 e dove cerca di mantenere le posizioni conquistate nonostante le offensive dell’esercito regolare siriano guidato da Assad (con supporto russo), dei curdi, dell’FSA e della coalizione statunitense; la seconda, invece, si combatte al di fuori del panorama mediorientale. L’Isis, infatti, conduce un’azione parallela di reclutamento di foreign faighters occidentali che siano disposti a commettere attentati in Occidente. Rispetto ad Al Qaeda, l’Isis ha compiuto un altro passo avanti nella strategia del terrore: mentre Al Qaeda cercava prevalentemente di colpire obiettivi sensibili, civili o militari, con attacchi spesso organizzati e complessi, l’Isis ha come obiettivo quello di diffondere il terrore colpendo gli occidentali nei luoghi in cui si sentono più al sicuro, come bar, cinema o supermercati, con qualsiasi mezzo sia a disposizione, dalle armi ai tir lanciati sulla folla come accaduto a Nizza o a Berlino nel 2016 o a Londra a marzo 2017.

Bonus Track per il voto alto: se puntate a un voto ancora più alto potete approfondire come il terrorismo islamista si sia evoluto passando da fenomeno locale a internazionale oppure approfondire il modo in cui l’ISIS recluta i foreign faighters e la sua strategia di attacco in Europa.

Tema svolto sul terrorismo internazionale: conclusione

La strategia dell’Isis si caratterizza per attacchi poco sofisticati, ma letali che si basano sul coinvolgimento di piccole cellule o persino singoli individui spesso indottrinati via internet o nelle carceri dei Paesi occidentali. Queste modalità di attentato stanno creando non pochi problemi alle intelligence degli stati, in quanto è difficile prevedere gli attacchi di queste mine vaganti ed è impensabile arrivare anche a soluzioni di compromesso in quanto chi combatte in nome di una così forte ideologia ha come unico obiettivo la distruzione del nemico. Da parte nostra, oltre a un’azione coordinata a livello europeo e occidentale per gestire il problema, è indispensabile evitare di fare il gioco dei terroristi, ossia rinunciare alla nostra libertà per paura di nuovi attentati e iniziare a odiare indistintamente tutti musulmani, in quanto così si realizzerebbe l’obiettivo dei terroristi di creare una nuova frattura tra mondo islamico e Occidente.

Bonus Track per il voto alto: potete fare riferimento agli ultimi eventi di cronaca e di politica internazionale per delineare un probabile scenario futuro.

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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