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La vita e la scuola sono la stessa cosa per questo puoi trovare la voglia di studiare
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La vita e la scuola sono la stessa cosa per questo puoi trovare la voglia di studiare

Di Marco Pappalardo
pubblicato il 18 settembre

Come trovare la voglia di studiare ora che la scuola è appena iniziata? Basta pensare che quello che succede tra i banchi non è qualcosa di distante dalla vita vera.

La vita e la scuola sono la stessa cosa per questo puoi trovare la voglia di studiare

La scuola è vita (e quindi prima o poi la voglia di studiare arriverà!)

Pensi che la scuola sia un luogo in cui mettere da parte i sentimenti e la vita di tutti i giorni? Insomma, qualcosa dove conta solo la Storia e nulla che abbia a che fare con le storie personali di ciascuno, le vicende belle e dolorose che ognuno porta con sé, i sogni e i progetti da realizzare, le preoccupazioni e le speranze per il presente ed il futuro?
Se ti senti così, probabilmente sei in buona compagnia. Eppure, in queste ore basterebbe che “dall’alto” si visitassero le scuole come fanno i “boss in incognito” del reality che danno in TV, per rendersi conto di ciò che significano davvero i primi giorni di un nuovo anno scolastico e di quanto la vita vera, lacrime e sorrisi, baci e abbracci, sia parte integrante di quella cosa che chiamiamo scuola e che a volte ci sembra troppo istituzionale per essere vera.

Troppo romantico per essere vero? No, non si tratta di una visione troppo allegra, né di un modo per far passare la questione dello studio in secondo piano, né per giustificarti se non ti impegni abbastanza sui libri perché tanto ci metti il cuore. Quello che voglio dirti è che puoi (e forse in qualche modo devi!) puntare sull’umanità, sul desiderio di conoscenza, sulla costruzione di amicizie. “Non si conosce se non ciò che si ama”! Vale per le amicizie e gli amori, vale nell’arte di imparare: più amiamo qualcosa, più la conosciamo, così come più conosciamo qualcosa, più l’amiamo. Molti non s’impegnano a studiare in aula e a casa la lingua inglese, tuttavia la parlano e la capiscono grazie alla musica che ascoltano e amano; altri non comprendono la matematica eppure sono assi del pc e smanettano sui vari dispositivi come se li avessero costruiti; diversi superano le difficoltà nello studio non solo dedicando più tempo, facendo ore ed ore di lezioni private, ma perché hanno trovato un motivo più grande per cui studiare o un compagno stimolante o un insegnante che li ha valorizzati.

Oggi tocca a te, così come ai tuoi “colleghi” di tante generazioni, incontrare a scuola il frutto della fatica e della creatività di donne e uomini di ogni latitudine e longitudine, che hanno camminato su questa Terra, lottato per essa e persino dato la vita in tanti casi, hanno versato lacrime e sudore sui libri, nei laboratori, nelle biblioteche, sul campo, per lasciare un segno visibile; donne e uomini, non automi o robot, con una vita, una famiglia, delle amicizie, degli amori, forti e fragili, poveri e ricchi, schiavi e liberi. Ogni nuovo inizio di scuola ti viene affidata un’eredità preziosa da studiare ed imparare, il cui valore sta nella passione con cui essa è stata costruita e consegnata, perché poi faccia lo stesso e ancor di più anche tu.

Marco Pappalardo
Ufficialmente Prof. di Lettere in un Liceo di Caltagirone in provincia di Catania. Quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista (collaboro con Avvenire, Credere, La Sicilia, Mondo Erre, Dimensioni Nuove, siti vari), scrittore (di ben 25 libri e libretti diversi tradotti in più lingue), educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire. Da poco è stato pubblicato il mio romanzo "Diario (quasi segreto) di un Prof." (Edizioni San Paolo).
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