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Viaggio d’istruzione: guida pre-partenza per la gita scolastica
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Viaggio d’istruzione: guida pre-partenza per la gita scolastica

Di Marco Pappalardo
pubblicato il 16 marzo

Partire per un viaggio d’istruzione non significa solo preparare la valigia, ma anche la mente: ecco alcune regole di buon senso da portare con voi nella gita scolastica.

Pronti, partenza…. gita! 

Tra le domande degli studenti una che non manca mai, sin dal primo giorno di scuola, riguarda la gita scolastica! Si parte o non si parte? Alla risposta positiva – precisando però che si chiama “visita d’istruzione” – seguono altre domande: “dove?”, “quando?”, “quanti giorni?”. In realtà non conta… l’importante è partire!
Man mano che il tempo passa, i quesiti sulla gita scolastica si fanno incalzanti e si aggiunge una questione fondamentale: “Quale prof. ci accompagnerà in gita?”. Gli studenti sanno bene – quando vogliono, s’informano… – che da un po’ di anni c’è un notevole calo dei docenti disposti ad accompagnare le classi in visita d’istruzione, soprattutto per più giorni. Perché? La risposta è semplice: troppa responsabilità, nessun incentivo economico, gli studenti più sono grandi più tendono a mettersi nei guai… a questi motivi si aggiungono problematiche personali, familiari, lavorative (se si insegna in più scuole), per quanto presenti pure negli anni in cui trovare gli insegnanti non era tanto difficile. Così, nei consigli di classe le adesioni dei docenti quando si parla di portare i ragazzi in viaggio d’istruzione sono minime o zero e, al momento di organizzare il tutto, per avere gli accompagnatori bisogna fare un lavoro di convincimento personale, di incastro di possibilità, di campagna acquisti senza denaro. Insomma: non è semplice e lo è ancora meno se i professori sanno di avere a che fare con una classe indisciplinata! Ecco quindi alcune dritte per diventare la classe preferita della scuola e non saltare nemmeno una visita d’istruzione.

Istruzioni… per il viaggio d’istruzione

Ormai, un po’ in tutte le scuole siamo nel periodo delle gite scolastiche: qualcuno è partito o già rientrato, altri fanno il conto alla rovescia e pensano agli ultimi preparativi, non prima, però, di firmare un patto di corresponsabilità, le necessarie autorizzazioni, in linea con la normativa del viaggio d’istruzione. Qualche punto fermo proviamo a scriverlo anche noi, non delle regole, ma consigli e riflessioni basate su tanti anni a scuola o meglio “fuori scuola”. Sono le parole di un prof., dunque potrebbero non venire condivise dagli studenti, ma vanno dette:

  • In visita d’istruzione dobbiamo stare bene tutti, studenti e docenti: se qualcuno non si diverte, vuol dire che qualcosa non ha funzionato e qualche comportamento è stato fuori dalle righe.
  • Si chiama visita d’istruzione e l’apostrofo non è messo a caso né va tolto: il termine “distruzione” non deve rientrare nel vocabolario di chi parte.
  • La gita si fa con la famiglia, gli amici, l’associazione, il gruppo: con la scuola si va in visita d’istruzione, dunque c’è qualcosa di nuovo da imparare e da conoscere.
  • Rispettare i posti che si visitano: i musei e le chiese (per lo più è ciò che si visita dovunque si vada) non sono posti in cui cercare solo qualcosa di utile per sedersi o appoggiarsi.
  • Le visite d’istruzione richiedono impegno fisico: in queste occasioni si cammina tanto, chi non ama farlo, sbaglia a partecipare e soprattutto a lamentarsi.
  • Luogo che vai cibo che trovi: i pasti non sono quelli preparati con cura da mamma, papà e nonni; spesso i piatti sono tipici del luogo, specie se si è all’estero. Dire che non è buono o non mangiare, non lo renderà migliore.
  • Per imparare bisogna ascoltare: quando un docente o una guida parlano a voce alta, non lo fanno per sprecare il fiato, sicuramente stanno dicendo qualcosa al gruppo, dunque stare a sentire – liberando i padiglioni auricolari dalle cuffie – è il minimo che si possa fare.
  • La notte è fatta per dormire: stare svegli tutta la notte (e per più notti), dormire poche ore, rende fiacchi l’indomani e non aiuta a godersi l’esperienza.
  • L’albergo non è un parco divertimenti e non è tutto per gli studenti: ci sono regole e soprattutto ci sono altri ospiti. Rispettare oggetti, orari, persone fa parte della buona educazione; non farlo, non fa onore a sé, al cognome che si porta (cioè alla propria famiglia), alla scuola frequentata.
  • Alcool, droghe leggere, sballi vari – oltre ad essere proibiti – sono dannosi e pericolosi per sé e per gli altri: chi vuol divertirsi così, non ha capito nulla del divertimento!
  • I prof. accompagnatori sono gli stessi che si ritroveranno in classe alla fine dell’esperienza: non è una minaccia, ma un avvertimento!
  • Ciò che accade in “gita” – come qualche studente ama dire – non rimane in “gita”: prima o poi spunta fuori e, se grave, avrà conseguenze pesanti. Meglio essere trasparenti e poter raccontare tutto anziché tenersi dentro l’inenarrabile.
Marco Pappalardo
Ufficialmente Prof. di Lettere in un Liceo di Caltagirone in provincia di Catania. Quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista (collaboro con Avvenire, Credere, La Sicilia, Mondo Erre, Dimensioni Nuove, siti vari), scrittore (di ben 25 libri e libretti diversi tradotti in più lingue), educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire. Da poco è stato pubblicato il mio romanzo "Diario (quasi segreto) di un Prof." (Edizioni San Paolo).
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