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Maturità 2018: lettera di un professore agli studenti
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Maturità 2018: lettera di un professore agli studenti

Di Marco Pappalardo
pubblicato il 20 giugno

Gli esami di Maturità sono un momento speciale anche per i professori che vedono i propri studenti concludere il loro percorso scolastico…

Maturità 2018: lettera di un professore agli studenti

Carissimi Maturandi…

Adesso tocca voi! Non che prima non sia stato un vostro dovere mettercela tutta, ma gli esami di Maturità 2018 sono la prima vera prova di studio che abbiate mai affrontato e, per molti, anche di vita.
Siete arrivati alle superiori che eravate poco più che bambini con numerose aspettative, con la voglia di apprendere, con entusiasmo, allegria, curiosità e fiducia nel prossimo; già avevate in testa la domanda: “Cosa farò da grande?”. In questi anni vi ho visti piangere e tremare, vi ho visti forti e dignitosi anche nei momenti difficili, quando la vita vera, troppe volte fuori dalla scuola e dagli esami, ha cercato di farvi cadere. Ora, dopo cinque anni, è il vostro momento!

Maturità 2018: studenti, adesso tocca a voi!

Fermatevi un attimo sui fogli che vi saranno posti davanti, sui quesiti, sui dizionari, sui testi, sul pc, dinanzi ai volti del compagni, dei parenti, degli amici e dei prof… Fermatevi e riflettete per cercare di capire chi siete adesso rispetto a quel bambino di allora. Avete vissuto in classe anni intensi, ma non da meno è stata la vita: sogni, speranze, paure, dolori, amori, amicizie, impegno, spensieratezza, delusioni. Forse la scuola superiore che avete scelto non vi ha permesso di esprimervi liberamente le volte che in classe avreste voluto un confronto con i compagni e col prof, avreste voluto essere più partecipi durante le lezioni, protagonisti dell’esperienza scolastica: bene, è il vostro momento! Se non vi siete più mossi da casa per studiare da mesi, siete diventati insopportabili ed isterici e avete pianto per aver avuto la media più bassa del previsto adesso è ora di mettetervi in gioco!
Tutti vi dicono che siete il futuro della società, ma si dimenticano che siete il presente, perché senza l’oggi non c’è alcun domani. Sta a voi aprire gli occhi ed a farli aprire ai vostri coetanei, dire agli adulti che si può vivere in modo diverso e nuovo, che siete appassionati dello studio così come della vita e che avete bisogno anche di loro, soprattutto quando desiderano il vostro bene e sanno dimostrarvelo. Non perdete di vista i libri, ma non perdete di vista soprattutto i vostri affetti. Non abbandonate la concentrazione, ma non dimenticate che avete accanto voi compagni che potrebbero aver bisogno di una pacca sulla spalla.
Auguri, carissimi Maturandi: la vostra vita vale più del numero alto o basso che avrete come voto finale all’esame di Stato, auguri perché forse soffrirete in queste ore, auguri perché “il ferro si tempra col fuoco”. Siate il ferro e non abbiate paura, perché è il vostro tempo, il vostro esame, la vostra vita.
Tocca a voi e siate felici!

(Crediti immagini: Pixabay)

Marco Pappalardo
Ufficialmente Prof. di Lettere in un Liceo di Caltagirone in provincia di Catania. Quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista (collaboro con Avvenire, Credere, La Sicilia, Mondo Erre, Dimensioni Nuove, siti vari), scrittore (di ben 25 libri e libretti diversi tradotti in più lingue), educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire. Da poco è stato pubblicato il mio romanzo "Diario (quasi segreto) di un Prof." (Edizioni San Paolo).
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