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Primo quadrimestre: dritte per trovare subito il giusto metodo di studio
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Primo quadrimestre: dritte per trovare subito il giusto metodo di studio

Di Marco Pappalardo
pubblicato il 26 ottobre

Come si fa a studiare senza problemi quando ancora Natale sembra lontanissimo e il ricordo delle vacanze estive è una distrazione perenne? Le dritte del nostro prof.

Primo quadrimestre: dritte per trovare subito il giusto metodo di studio

Metodo di studio per l’inizio del primo quadrimestre: chi ben comincia…

Siamo già ad un mese di scuola e non è passata la nostalgia delle vacanze. Se non fosse per il clima mutato un po’ dovunque e per il cielo grigio, guardando fuori dalle finestre delle aule è possibile sognare ancora ed immaginare altro come dinanzi alla siepe del colle de “L’Infinito” di Leopardi, naufragando dolcemente in quel mare. Però siamo in aula a lottare contro la forza di gravità che ci tiene incollati alla sedia, a cercare forze sovrannaturali che spingano l’orologio in avanti, ad accelerare i suoni della campanella. Così sembra una catastrofe!

Metterla sul tragico, però, non serve a nulla: meglio trovare delle risorse per trasformare questo tempo difficile in qualcosa di positivo. Uno dei modi più efficaci per affrontare e superare una difficoltà è quella di “abbracciarla”, come avviene sul ring della boxe quando un pugile abbraccia l’altro non per affetto bensì per necessità.
Abbracciare lo studio non sarà un gesto di affetto neanche per noi, cari studenti, almeno all’inizio, ma è certamente un buon modo per vivere meglio la scuola. Se mi avvicino ad una materia che non amo, se la studio un po’ di più, se la conosco nei diversi aspetti, è facile che possa trovarne almeno uno utile e persino piacevole.
Non vi convince? Un altro modo efficace è quello di fare coppia o squadra, alla maniera di Batman e Robin o dei Fantastici 4, perché insieme – mal comune mezzo gaudio – si divide il peso, ci si aiuta a comprendere, ci si stimola allo studio e non manca neanche qualche buona risata.

In tutto questo non dimenticarti di curare anche l’ordine. Lo dicevano spesso gli antichi: Serva ordinem et ordo servabit te! Il materiale scolastico non è un optional, ma un insieme di strumenti di lavoro: averlo o non averlo, una parte o tutto, buono o rotto, non è mai la stessa cosa. Vale per i quaderni e per i libri che, trattati bene, sapranno ricompensarci! Vale soprattutto per gli appunti da prendere bene in aula, magari scrivendo la data della lezione, non saltando da una pagina all’altra, usando penne di colore diverso o evidenziatori (ma non abusare!), rileggendoli e riordinandoli a casa senza far passare troppo tempo.
A proposito del tempo: fissare l’orologio o chiedere l’ora di continuo al compagno, non lo fa passare più velocemente! Tenere d’occhio le lancette, invece, può servire nello studio personale del pomeriggio o della sera darsi dei tempi definiti di pausa e studio regolati con una sveglia. Evitare pure di rimandare lo studio di una materia o degli argomenti, poiché le pagine accumulate non si autodistruggono da sole e non vengono raccolte come l’immondizia. Quindi, studiare con un certo ritmo e con costanza serve ad evitare le nottate, l’ingorgo di contenuti, fatiche inutili, risultati pessimi. Inoltre non è pericoloso fare domande ai Proff. per avere chiarimenti o per approfondimento, anzi di solito si è apprezzati per questo se le domande sono rivolte al momento giusto, pensate o non lanciate nel vuoto, sensate e non banali. Infine, in qualunque contesto ci troviamo, impegnare bene le proprie energie, fare qualcosa di attivo, e certamente anche studiare, serve per far passare più velocemente il tempo e, perché no, vedere davvero fuori dalla finestra quanto sa di vacanza.

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Marco Pappalardo
Ufficialmente Prof. di Lettere in un Liceo di Caltagirone in provincia di Catania. Quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista (collaboro con Avvenire, Credere, La Sicilia, Mondo Erre, Dimensioni Nuove, siti vari), scrittore (di ben 25 libri e libretti diversi tradotti in più lingue), educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire. Da poco è stato pubblicato il mio romanzo "Diario (quasi segreto) di un Prof." (Edizioni San Paolo).
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