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I candidati Ris raccontano il progetto dei tampon box a scuola
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I candidati Ris raccontano il progetto dei tampon box a scuola

Di Chiara Greco
pubblicato il 13 febbraio

I tampon box iniziano a conquistare le scuole italiane per venire incontro ai bisogni di prima necessità delle studentesse.

I candidati Ris raccontano il progetto dei tampon box a scuola

I tampon box conquistano le prime scuole italiane: cosa sono e i racconti dei Ris

Gli assorbenti sono considerati un bene di lusso, almeno fino ad oggi, e questo le ragazze lo sanno molto bene. Nelle scuole italiane, infatti, non esiste alcuna iniziativa che venga incontro al mondo femminile in questo senso. Quante di voi si sono trovate in un momento di emergenza e non avevano la possibilità di reperire un assorbente dalle compagne? Alcuni studenti, candidati come Ris, hanno deciso di sdoganare questo tabù abbracciando l’iniziativa dei tampon box, dei distributori di tamponi e assorbenti gratis da mettere a scuola. Ecco l’intervista a questi ragazzi e come mai hanno deciso di portare avanti quest’idea!

 

tampon box 2020

Cosa sono i tampon box

Si tratta di semplici contenitori, scatole di cartone o plastica, che contengono una scorta di assorbenti e tamponi per le ragazze. Questa realtà è molto diffusa in America e in alcuni paesi europei, dove esistono dei veri e propri distributori sanitari. In Italia, sono pochissime le scuole che sono dotate di questi extra: nasce così l’idea delle box, messe a libera disposizione delle studentesse che ne hanno bisogno.

L’intervista ai candidati Ris

Alcuni candidati RIS hanno deciso di intraprendere questo progetto, portando nella loro scuola i tampon box. Li abbiamo intervistati per farci raccontare come mai è nata quest’idea, la reazione degli studenti e dei prof.

Gerardo racconta come mai ha deciso di portare i tampon box a scuola

Solitamente sono le ragazze a sentirsi più vicine alle cause femminili. In questo caso, invece, si tratta di un alunno che ha deciso di venire incontro alle proprie compagne.

Da dov’è nata l’idea di istituire i tampon box a scuola?

Qualche tempo fa alcune ragazze avevano chiesto (in forma anonima) alla preside di venire incontro a questa esigenza e lei aveva provveduto dando alcuni assorbenti alla bidella. Questa cosa ha portato a non poche lamentele visto che le ragazze si vergognavano di chiedere un assorbente davanti a tutti. Per questo motivo, ho deciso di provare con i tampon box, ispirandomi a quelli presenti nelle scuole americane e in alcune scuole italiane.

Come mai hai deciso di abbracciare questa causa molto femminile?

Quest’iniziativa è per il bene degli studenti. Non mi sono posto il problema di genere riguardo questa causa. Ho deciso di portare avanti il progetto perché so che per le ragazze sarebbe stato un aiuto e io, come rappresentante di tutti gli studenti, non potevo che prenderla a cuore.

Come l’hanno presa gli studenti, i prof e la preside?

La scuola è esplosa quando abbiamo annunciato questa cosa. Abbiamo ricevuto molti consensi, anche sui social. I professori hanno appoggiato subito l’iniziativa e hanno dato il loro contributo comprando dei secchi per la spazzatura appositi da mettere nei bagni delle ragazze. La preside è un po’ titubante, ha paura che questo progetto non possa durare tanto.

Martina racconta il suo progetto per i tampon box (liceo ginnasio statale Orazio di Roma)

Martina è la seconda volta che si candida come rappresentante e, avendo già coperto questo ruolo in passato, ha deciso che questa seconda volta si doveva fare la differenza.

Com’è nata l’idea?

Il problema degli assorbenti è comune a tutte le ragazze, soprattutto quando arriva l’emergenza e nessuno può venirti incontro prestandotene uno. La domanda che ha fatto scattare in me la molla è stata: cosa fare se finiscono? Ecco che ho scoperto i tampon box attraverso Instagram. Ho trovato l’idea geniale e ho deciso di portarla anche nella mia scuola.

Come l’hanno presa le tue compagne?

Ovviamente sono state contente!

Ci sono altre idee di questo genere in campo?

Per ora si parla solo degli assorbenti ma l’idea è di ampliare questa inziativa a diversi beni sanitari di prima necessità.

Silvia spiega perché ha deciso di portare a scuola i tampon box (Liceo Martin Luther King Favara – Sicilia)

Silivia ha scelto di seguire l’iniziativa per venire incontro a tutte le necessità delle ragazze, sopratutto quelle più bisognose.

Com’è nata questa iniziativa?

Come per ogni scuola, anche nella nostra ci sono diverse ragazze che si trovano in situazioni particolari. Abbiamo deciso di dar loro una mano in questo modo, mettendo a disposizione degli assorbenti gratuiti in queste box.

La reazione dei tuoi compagni?

La maggior parte è entusiasta del progetto. Alcuni temono che qualcuno se ne possa approfittare, non contribuendo alla causa, ma per ora le cose funzionano bene.

Come l’hanno presa i prof?

Abbiamo parlato dei tampon box ad alcune professoresse che sono rimaste molto contente dell’iniziativa.

La questione della tassa sugli assorbenti, considerati beni di lusso

In Italia gli assorbenti sono considerati dei beni di lusso. Come mai? L’IVA applicata sul costo base di un prodotto di questa categoria è al 22% e questa percentuale si applica sui beni che non sono di prima necessità. Ovviamente tutte le donne possono dimostrare che le cose non stanno così, visto che è nelle fisiologia umana femminile avere il ciclo mestruale ogni mese. La tampon tax ha creato non pochi malcontenti, sfociati in manifestazioni e petizioni che, fino ad oggi, non hanno avuto alcun riscontro effettivo da parte dei governi. In altri stati, come l’Inghilterra, la Francia e il Portogallo, l’IVA sui prodotti di igiene intima femminile è stata abbassata intorno al 5%.

(Credits immagini: Pixabay)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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