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Abbiamo un’intervista esclusiva con Antonio Bassano
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Abbiamo un’intervista esclusiva con Antonio Bassano

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 01 ottobre

L’appello, la professoressa che ripete il suo nome mentre un cellulare riprende tutta la scena: lo studente del Liceo Regina Margherita ci ha raccontato cosa è successo dopo che i video sono diventati virali.

Abbiamo un’intervista esclusiva con Antonio Bassano

Il 15 settembre Antonio Bassano era un semplice studente del liceo Regina Margherita di Salerno. Oggi ha 44mila follower su Instagram, il suo nome è diventato un meme (“Bassano, sei tu?”) ed è finito ovunque: sui giornali, sui social media, su YouTube, sui cartelli delle manifestazioni per il clima. Qualcuno ha modificato la pagina Wikipedia di Bassano del Grappa in “Bassano, sei tu?” (ora è tornata normale).

Tra il Bassano di 15 giorni fa e quello di oggi ci sono dei video girati in classe, pubblicati online nei primi giorni di settembre e diventati virali in un batter d’occhio. Il primo lo ha visto tutta Italia: la prof. si blocca durante l’appello e ripete più volte: «Bassano, sei tu?». Antonio ride e con lui tutta la classe, mentre più di una persone riprende la scena col cellulare.

Bassano del grappa

Dopo quel video ne spuntano altri: in uno di questi Bassano è in piedi davanti alla prof, gira intorno alla cattedra appoggiando più volte la testa sulla cattedra. La prof – spaventata – gli ripete: «Stai calmo, stai calmo».

Cosa succede se fai video in classe

Pubblicare video online – su Facebook, Instagram, YouTube o su un sito – senza chiedere il permesso alle persone riprese può provocare una grave violazione della privacy. Se le immagini ledono la loro reputazione o rivelano informazioni sensibili, come quelle sul loro stato di salute, si commette un reato che può portare:

– alla reclusione in carcere
– al risarcimento della persona offesa con cifre anche molto consistenti

Inoltre, se il regolamento scolastico vieta di utilizzare i cellulari in classe, si corre incontro anche a ulteriori sanzioni a livello scolastico come la sospensione o lo svolgimento di lavori socialmente utili.

Nel caso in questione, la prof. di Salerno ha deciso di non agire per vie legali. Antonio e alcuni suoi compagni sono stati sanzionati dalla dirigente scolastica, che li ha obbligati a svolgere dei lavori socialmente utili a scuola. «Da questa storia – ci ha raccontato Antonio – ho imparato che bisogna rispettare i problemi altrui. E che il cellulare, in classe, va usato solo per scopi didattici».

Riccardo Pieranunzi e Valerio Mammone

Redazione ScuolaZoo
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