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Blue Monday, lo sapevi che è una bufala? Perché non è il giorno più triste dell’anno
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Blue Monday, lo sapevi che è una bufala? Perché non è il giorno più triste dell’anno

Di Alice Giusti
pubblicato il 18 gennaio

L’esistenza di un giorno più triste dell’anno in realtà è una frottola. E si basa, tra le altre cose, su un’equazione magica che di magico ha ben poco.

Blue Monday, lo sapevi che è una bufala? Perché non è il giorno più triste dell’anno

Aprendo tutti i social, stamani vi sarete imbattuti in milioni di articoli e post sul Blue Monday. Oggi, infatti, è il terzo lunedì di questo 2021 e dal 2005 questo è considerato il giorno più triste dell’anno. Ora, partendo dal fatto che questo gennaio non è partito in maniera molto allegra, e che tutto il 2020 è stato una sorta di Blue Year, la verità è che il Blue Monday non esiste: si tratta infatti di una bufala inventata da un canale televisivo britannico, Sky Travel, per aumentare le vendite di viaggi nel periodo post-natalizio, quando il turismo subisce un forte calo. Volete sapere come nasce questa ricorrenza? Ve lo spiega Rick nel nostro #Sallo qui di seguito (oppure continuate a leggere l’articolo).

 

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L’origine della bufala sul Blue Monday

Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, il Blue Monday è stato ideato nel 2005 da un canale televisivo britannico. In pratica, dopo le vacanze natalizie la gente viaggia poco, quindi Sky Travel ha inventato un’equazione matematica per dimostrare l’esistenza del giorno più triste dell’anno al fine di convincere le persone a sconfiggere la tristezza concedendosi altre vacanze. 

Questa equazione è la seguente:

Blue-monday-equazione

Fonte: Wired.it

 con le lettere che hanno questo significato: 

  • W: condizioni meteorologiche
  • D: debiti
  • d: stipendio mensile
  • T: tempo che manca al prossimo Natale
  • Q: tempo trascorso dal Natale
  • M: motivazione
  • Na: voglia di agire.

In pratica il calcolo del giorno più triste dell’anno si ricaverebbe sommando il clima (che a gennaio è freddissimo) con i pochi soldi rimasti dopo i regali di Natale, moltiplicato per la consapevolezza che il prossimo Natale è lontanissimo diviso la nostra voglia di poltrire sul divano tutto il tempo. Lo studio era firmato dallo psicologo Cliff Arnall, che dopo alcuni anni ha confessato di essere stato pagato per dare credibilità a questa notizia. 

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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