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Il referendum sul taglio dei parlamentari spiegato a chi vota per la prima volta
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Il referendum sul taglio dei parlamentari spiegato a chi vota per la prima volta

Di Alice Giusti
pubblicato il 10 settembre

Il 20 e 21 settembre si vota per approvare (o meno) il taglio dei parlamentari, una modifica che andrebbe a cambiare direttamente la Costituzione. Ma chi può votare? Perché dovrei votare sì? Perché dovrei votare no? Calma che qui trovate tutto quello che vi serve se ancora avete le idee confuse.

Il referendum sul taglio dei parlamentari spiegato a chi vota per la prima volta

Referendum costituzionale 2020: cosa sapere sul taglio dei parlamentari

Domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 tutti i cittadini italiani che hanno almeno 18 anni compiuti sono chiamati al voto: si terrà infatti un referendum per approvare la riduzione del numero dei deputati e senatori, una riforma che andrebbe a modificare direttamente l’art. 56 della Costituzione. Il referendum costituzionale, in realtà, avrebbe dovuto svolgersi lo scorso 29 marzo, ma, causa lockdown, il voto è stato rimandato a settembre, accorpandolo alle elezioni regionali che si tengono però solo in sette Regioni: Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Cosa prevede nello specifico il referendum sul taglio dei parlamentari? Tra sondaggi e motivi del sì e del no, vediamo insieme per cosa si vota e rispondiamo a tutte le tue domande pratiche sul voto se è la prima volta che ti rechi ai seggi.

Tutte le informazioni sul referendum costituzionale

Quando si vota?

Come abbiamo detto, il voto per il referendum si terrà in due giorni con i seguenti orari:

  • Domenica 20 settembre dalle 7 alle 23
  • Lunedì 21 settembre dalle 7 alle 15

Chi può votare?

Tutti i cittadini italiani iscritti alle liste elettorali che compiono 18 anni entro il 20 settembre 2020 possono votare. Se invece siete minorenni potete solo seguire l’andamento delle elezioni; inoltre, molte scuole saranno chiuse per seggi (in Sardegna, Campania e Puglia le scuole inizieranno direttamente dopo le elezioni).

Cos’è un referendum costituzionale?

Il referendum costituzionale è una votazione popolare che serve a confermare una modifica alla nostra Costituzione. L’art. 138 Cost, infatti, prevede che la Costituzione possa essere modificata solo tramite legge costituzionale/di revisione costituzionale, che segue un iter preciso formato da:

  • doppia votazione a distanza non inferiore ai 3 mesi sia alla Camera che al Sanato, con ciascuna Camera che deve approvare la legge costituzionale a maggioranza assoluta dei componenti nella seconda votazione.
  • Referendum di approvazione della legge costituzionale se, entro 3 mesi dalla sua pubblicazione, ne fanno domanda 1/5 dei membri di una Camera o 500mila elettori o 5 Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
  • Non si può fare richiesta di referendum se alla seconda votazione la legge costituzionale è approvata dai 2/3 dei componenti di ciascuna Camera.

Nel caso specifico, la legge costituzionale sul taglio dei parlamentari, volta a modificare l’art. 56 Cost., ha superato la doppia votazione con approvazione a maggioranza assoluta, ma il referendum è stato richiesto da 71 senatori (64 senatori corrisponderebbe al quinto di componenti di una Camera richiesti per indire il referendum).

Perché un referendum costituzionale è diverso da un referendum abrogativo?

Il referendum costituzionale si differenzia dal classico referendum abrogativo per le seguenti regioni:

  • è volto a confermare una modifica alla Costituzione, mentre il referendum abrogativo si applica solo alle leggi ordinarie
  • è, come abbiamo visto anche sopra, confermativo, mentre il referendum abrogativo serve per eliminare una legge o parte di una legge.
  • non serve il quorum: il referendum costituzionale è valido indipendentemente dal numero di voti. Vince quindi la maggioranza di sì o no senza contare quanti cittadini con diritto di voto hanno partecipato (nel referendum abrogativo, invece, il quorum è necessario per la validità della votazione stessa).

Cosa prevede questo referendum?

Il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre è volto a ridurre di 1/3 circa il numero dei parlamentari italiani. Nello specifico:

  • Camera dei deputati: la proposta è di ridurre il numero dei deputati da 630 (numero attuale) a 400
  • Senato: la proposta è di ridurre i senatori da 315 a 200
  • Senatori a vita: non ce ne sarebbero mai più di 5
  • Parlamentari eletti dagli italiani all’estero: sarebbero ridotti da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 al Senato.

Questo il testo che vi troverete di fronte in cabina elettorale:

referendum-costituzionale

Perché votare sì?

Se votate sì, siete a favore del taglio dei parlamentari. Chi è a favore del sì, sostiene che il taglio dei parlamentari porterebbe a una riduzione di costi superflui dati dalla politica e migliorerebbe i processi decisionali e organizzativi all’interno del Parlamento, aumentando così l’efficienza di Camera e Senato. Se guardiamo al rapporto tra il numero di parlamentari e il numero di abitanti, l’Italia è attualmente il Paese europeo con la rappresentanza più alta (c’è un deputato ogni 96mila abitanti e un senatore ogni 188mila abitanti), e, anche riducendone il numero, il numero di parlamentari per abitante rimarrebbe comunque nella media dei paesi europei.

Perché votare no?

Se votate no, invece, pensate che sia meglio lasciare intatta la composizione del Parlamento così come è oggi. I fautori del no sono preoccupati soprattutto dalla possibile riduzione della rappresentanza da parte delle correnti minoritarie (soprattutto se associate a una legge elettorale maggioritaria) e di alcune Regioni. Il Senato, infatti, è eletto su base regionale e la ridesignazione dei seggi porterebbe alcune regioni a essere sottorappresentate rispetto ad altre. Secondo chi vota no, inoltre, il risparmio economico sarebbe irrisorio rispetto ai rischi possibili per la democrazia e il funzionamento delle istituzioni legati ad avere una minore rappresentatività.

Sondaggi

Secondo gli ultimi sondaggi prima dell’inizio del silenzio elettorale, il Sì sarebbe in netto vantaggio rispetto al No: il 68-70% degli elettori voterebbe a favore del taglio dei parlamentari, mentre un 30% circa per non modificare il loro numero. Tuttavia, il divario tra Sì e No si è molto assottigliato rispetto ai primi sondaggi, quando il Sì era dato per vincente con una percentuale dell’84-86% contro un 14-18% del No. Nelle ultime settimane, quindi, il fronte del No sarebbe in crescita.

Le risposte alle domande che pensi siano stupide (e che stupide non sono) se è la prima volta che voti…

Dove devo andare a votare?

Sulla tua tessera elettorale è indicato il numero del seggio in cui devi andare a votare. La ripartizione tra i seggi va in base all’indirizzo di residenza, quindi tu e la tua famiglia, se abitate nella stessa casa, voterete tutti nello stesso seggio. I seggi sono istituiti negli edifici pubblici (scuole in particolare): se non sapete  nello specifico dove andare, chiedete in comune che vi sapranno indicare dove si trova la sede del vostro seggio.

Cosa serve per votare?

Per votare dovete portare con voi la carta d’identità in corso di validità e la tessera elettorale. Entrambi i documenti sono necessari per votare.

Cosa faccio se non mi è arrivata la tessera elettorale?

Nel caso non ti fosse arrivata la tessera elettorale, chiama in comune: generalmente gli uffici elettorali rimangono aperti per tutta la durata delle elezioni proprio per poter fornire tessere elettorali non ricevute, scadute, perse…

Devo portarmi la matita o la penna da casa?

Assolutamente no. La matita per votare ti viene fornita al seggio e puoi utilizzare solo quella, altrimenti il tuo voto sarà considerato nullo.

Ma è vero che con la matita copiativa si può cancellare il voto?

Questa è una grande bufala che si legge a ogni elezione. Le matite copiative hanno la mina composta da grafite e altri elementi chimici che lasciano una traccia indelebile, quindi non cancellabile. Se qualcuno provasse a cancellare il tuo voto, la scheda elettorale si strapperebbe.

Com’è fatta la scheda elettorale per il referendum costituzionale?

La scheda elettorale per il referendum, al suo interno, è composta dal testo del referendum e da due riquadri sottostanti, uno con la scritta “Sì” e uno con la scritta “No”. Trovi un fac-simile qui: dait.interno.gov.it/documenti/facsimile_scheda_voto_referendum_2020.pdf

Come si mette il voto?

Tu dovrai semplicemente barrare con una X la tua indicazione di voto. Attento a non mettere altri segni sulla scheda (e se voti anche per le regionali, non sovrapporre le due schede elettorali mentre voti).

E se sbaglio a votare?

Purtroppo una volta che hai apposto il tuo voto, quella scheda è valida, a meno che tu non la rendi nulla. Se vuoi cambiare voto, quindi, annulla (magari facendo dei segni, righe, linee fuori dai riquadri) la scheda errata e chiedi al presidente di seggio se può fornirti, consegnando la scheda sbagliata, una nuova scheda elettorale per segnare il voto corretto.

Cosa devo fare una volta che ho votato?

Una volta che hai espresso il tuo voto, piega la scheda elettorale in modo che presidente di seggio e scrutatori non possano vedere il voto che hai espresso. Una volta uscito dalla cabina elettorale, dovrai inserire la scheda elettorale nell’apposita urna e riconsegnare la matita copiativa. Gli scrutatori ti restituiranno carta d’identità, tessera elettorale timbrata ed eventuale smartphone consegnato.

Cosa rischio se uso il cellulare nella cabina elettorale?

Portare uno smartphone, un cellulare con fotocamera o qualsiasi altro dispositivo con fotocamera in cabina elettorale è vietato dalla legge. Se si entra nel seggio con il proprio dispositivo, quest’ultimo si dovrà consegnare al presidente di seggio insieme a tessera elettorale e carta d’identità e ti sarà restituito una volta uscito dalla cabina elettorale. Se violi queste disposizioni, si rischia una pena pecuniaria e anche detentiva, in base alla legge 30 maggio 2008, n. 96, oltre all’annullamento del voto. Pensa che sono state previste multe da 15mila euro per chi ha avuto la “brillante” idea di fotografare il proprio voto. Il divieto, se te lo stai chiedendo, serve per tutelare il principio di libertà e segretezza del voto sancito dalla nostra Costituzione.

E le regole anti COVID-19?

Il 14 agosto 2020 il Ministero dell’Interno e della Salute ha approvato le “Modalita’ operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2020” e il “Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2020” che prevedono che:

  • siano previsti dei percorsi di entrata e uscita differenziati in ingresso e uscita dalle sedi di voto
  • siano create delle aree di attesa in caso di coda dove sia possibile mantenere il metro di distanza
  • i seggi siano grandi a sufficienza per mantenere il metro di distanza tra gli scrutatori e tra scrutatori e presidente e due metri tra questi e l’elettore (la stanza deve avere anche finestre per essere sempre areata)
  • dovrai misurarti la febbre a casa e non recarti al seggio nel caso di temperatura sopra i 37.5° oppure se sei in quarantena o hai avuto contatti con un positivo da meno di 14 giorni.
  • dovrai avere la mascherina per tutto il tempo in cui sarai nell’edificio pubblico e igienizzarti le mani prima dell’ingresso nel seggio e poi nuovamente prima di ricevere scheda e matita.
  • Dopo la votazione, dovrai inserire personalmente la scheda elettorale nella relativa urna (e non dare questo compito al presidente di seggio) e igienizzarti le mani prima di uscire dal saggio.

Cosa fare se sei in quarantena presso il tuo domicilio

Nel caso tu sia in quarantena presso il domicilio e vuoi votare, devi fare richiesta al tuo comune di residenza in un periodo compreso tra il 10° e il 5° giorno antecedente alla data del referendum secondo le modalità previste dal comune stesso. I documenti da presentare sono:

  • una dichiarazione che attesta la tua volontà di votare presso il tuo domicilio con l’indirizzo completo
  • un certificato rilasciato dal medico in data non precedente ai 14 giorni giorni prima della votazione, che attesta la necessità di quarantena.

Sarà poi l’ufficio elettorale del tuo comune, sentita l’ASL, a inserirti nelle liste degli ammessi al voto domiciliare e sarai assegnato alla sezione elettorale ospedaliera più vicina al tuo domicilio che verrà fisicamente a casa, nell’orario di voto, per raccogliere il tuo voto. Trovi qui le indicazioni di prevenzioni sanitarie che dovrai rispettare.

Cosa fare se sei in un reparto COVID-19

In questo caso, presso gli ospedali sono state istituite delle apposite sezioni elettorali ospedaliere per permettere il voto in sicurezza all’interno dei reparti COVID-19.

(Foto Credits: Sito Ministero dell’Interno www.interno.gov.it)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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