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Chernobyl: le differenze tra serie TV e realtà
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Chernobyl: le differenze tra serie TV e realtà

Di Chiara Greco
pubblicato il 23 settembre

Serie TV Chernobyl: cosa è successo veramente? Scopri le differenze tra la miniserie di HBO e ciò che è accaduto nella realtà!

Chernobyl: le differenze tra serie TV e realtà

Chernobyl Serie TV: trama e differenze con la storia vera

Chernobyl è la serie TV che, insieme a Game of Thrones, ha fatto trionfare la HBO agli Emmy 2019.  La miniserie andata in onda su Sky Atlantic ha raccontato i fatti accaduti in Unione Sovietica nel 1986, quando esplose uno dei quattro reattori nucleari della centrale nucleare V.I. Lenin. La particolarità della sceneggiatura di questa serie TV sta proprio nell’essere molto fedele ai fatti veramente accaduti. È facile comprendere come alcuni dettagli sono stati cambiati per motivi pratici, rendendoli più adatti alla produzione cinematografica. Ecco tutte le differenze tra la serie TV di Chernobyl e ciò che è successo nella realtà.

Per scoprire nei dettagli cosa è successo la notte del 26 aprile 1986, leggete il nostro riassunto:

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(Credits: wikipedia)

Chernobyl: differenze tra Serie Tv e fatti realmente accaduti

Per la maggior parte sono piccolezze, spesso adattamenti della sceneggiatura per il cinema, per altri si tratta di punti sostanziali della storia. Ecco quali sono le differenze:

  1. La dottoressa Ulana Khomyuk non esiste. È un personaggio inventato per rappresentare l’insieme di scienziati e esperti che hanno aiutato Legasov a condurre le operazioni di ripristino subito dopo l’esplosione della centrale.
  2. Lydmilla è un personaggio realmente esistito ma ha raccontato di non aver mai abbracciato suo marito quando era ricoverato in ospedale, al seguito dell’esposizione alle radiazioni. Inoltre, ha anche confermato di aver riferito all’infermiera di essere incinta, cosa che nella serie TV non accade. Lydmilla ha raccontato di essere entrata in travaglio quando era in visita da suo marito al cimitero.
  3. Gli ingegneri che si sono recati sotto il reattore 4 dopo l’esplosione per aprire le valvole dell’acqua si sono spostati mantenendosi solamente ai tubi lungo il percorso, che conoscevano a memoria. Non hanno fatto uso di torce e non hanno camminato su superfici piane per arrivare alla sala della valvole. Gli sceneggiatori hanno deciso di cambiare questo dettaglio così da rendere la scena più visibile.
  4. Bryukhanov, il direttore della centrale di Chernobyl, fu incaricato di cercare dell’azoto liquido per raffreddare le componenti fuse del reattore. Nella serie TV invece è Scherbina, il vicepresidente del consiglio dei ministeri e capo dell’ufficio per il combustibile e l’energia, a chiedere di far arrivare questo materiale nella zona del disastro.
  5. Nella serie TV, Ulana Khomyuk conduce delle indagini per scoprire ciò che è successo realmente nel reattore. Stando ai fatti reali, Legasov presentò un rapporto all’Istituto Internazionale di Energia Atomica, denunciando diverse violazioni di sicurezza accadute quella notte. A seguito di ciò, un gruppo incaricato dall’ente condusse delle indagini, riportando tutto ciò che avevano scoperto nel rapporto finale INSAG-1.
  6. Legasov avrebbe denuciato subito le negligenze e le violazioni delle norme di sicurezza riguardanti la notte dell’esplosione ma gli fu subito imposto di non rivelare mai queste informazioni, che furono scoperte solo dopo il ritrovamento dei nastri registrati dallo scienziato.
  7. Legasov non ha partecipato al processo, quindi non ha mai avuto modo di svelare ciò che è successo a Vienna e le menzogne raccontate alla comunità internazionale. In tribunale non erano presenti né Shcherbina e né ovviamente Khomyuk.
  8. Dyatlov, Fomin e Bryuhkanov sono presenti nel processo della serie TV, ma nella realtà c’erano altri tre uomini in tribunale: l’ingegnere Laushkin, il capo direttore del reattore 4 Rogozhin, e il capo del reattore 4 Kovalenko. I primi tre hanno ricevuto una condanna di 10 anni in prigione, sebbene siano stati rilasciati molto tempo prima del termine stabilito, e gli altri hanno ricevuto condanne molto minori, rispettivamente due, tre e cinque anni di prigione.

(Credits copertina: @hbo)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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