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Achille Lauro in Happy Birthday: l’intervista su hikikomori, adolescenza e colonna sonora
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Achille Lauro in Happy Birthday: l’intervista su hikikomori, adolescenza e colonna sonora

Di Alice Giusti
pubblicato il 09 settembre

ScuolaZoo ha incontrato Achille Lauro a Venezia 76, dove si trovava per presentare Happy Birthday, il corto che tratta il tema degli hikikomori. Ecco cosa ci ha raccontato a proposito di questo film.

Achille Lauro in Happy Birthday: l’intervista su hikikomori, adolescenza e colonna sonora

Happy Birthday il film: l’intervista ad Achille Lauro

A Venezia 76, il 3 settembre, è stato presentato un corto dal titolo Happy Birthday, che affronta il delicato e poco conosciuto tema degli hikikomori, quei ragazzi che si isolano rinchiudendosi in camera per un rifiuto della società esterna e delle sue pressioni. Nel cast, troviamo anche Achille Lauro, che ha curato la colonna sonora del film One More Pictures e Rai Cinema, prodotto da Manuela Cacciamani, e ha fatto anche un piccolo cameo interpretando un cantante eccentrico che suona al compleanno della protagonista Sara (Jenny De Nucci). Noi di ScuolaZoo abbiamo intervistato Achille proprio a Venezia, dove ci ha spiegato il suo coinvolgimento nel progetto e ha parlato di problemi adolescenziali, hikikomori e musica.

Se volete saperne di più su chi sono gli hikikomori, leggete qui:

Achille Lauro in Happy Birthday: cosa fa e canzoni nel corto

Prima di riportarvi l’intervista, vediamo un po’ il ruolo di Achille Lauro. Da una parte, il cantante appare in un cameo del corto, come leader della band che suona al compleanno della protagonista Sara. La canzone cantata in quest’occasione è Midnight Carnival. Inoltre, per il trailer e i titoli di coda di Happy Birthday è stata scelta C’est la vie, brano che ha anticipato l’uscita del suo ultimo album 1969.

Intanto se volete vedere il corto Happy Birthday, lo trovate completo QUI. 

L’intervista completa ad Achille Lauro: cosa ci ha detto su Happy Birthday, hikikomori e adolescenza

Occhiali bianchi con glitter, un completo a quadri, camicia luccicante e gli immancabili tatuaggi, Achille Lauro si è presentato all’intervista con il suo stile inconfondibile, ma soprattutto con la voglia di parlare di Happy Birthday e delle tematiche a esso associate. Poliedrico, con la passione non solo per la musica ma anche per il cinema, ci ha raccontato con sensibilità e trasporto, come si è avvicinato al progetto, qual è la sua analisi sui problemi della nostra generazione e come superare le situazioni difficili.

A proposito di come si è avvicinato al progetto ci ha detto:

Mi è stato proposto di partecipare alla colonna sonora e di fare un cameo. Ho accettato, prima di tutto, perché sono fan del cinema, ho seguito la regia e la direzione artistica di tutti i miei video, sto producendo tre documentari e una trilogia come regista e ho fatto l’attore nei miei video.

Sapevi cosa fossero gli hikikomori? Come ti sei avvicinato a questa problematica?

Sono molto vicino al tema. Anche se non conoscevo benissimo il fenomeno degli hikikomori in sé, facendo parte di questa generazione, conosco cosa sia il problema degli smartphone tra i ragazzi, quando la tecnologia prende il sopravvento e che comunque aliena e allontana le persone dalla realtà. Quindi è un tema molto importante e io, durante i miei concerti, cerco sempre di chiedere alle persone di spengere il telefono. Spero quindi che questo corto, al di là del fatto che per me è girato benissimo e ha un sacco di pregi a livello cinematografico, riesca a far passare il messaggio che c’è dietro.

Gli hikikomori spesso rifiutano la società che li circonda… pensi che le pressioni sociali sui ragazzi siano troppo forti?

Viviamo in un mondo in cui dobbiamo essere legati sempre ai like, al giudizio costante. È per me una cosa terribile e un bambino o un ragazzo non dovrebbe mai essere sottoposto a tutto ciò. È una tortura e sicuramente viene posto male quello che poi è il percorso che uno dovrebbe fare. Uno dovrebbe affrontare le cose come vengono, sbagliando, non avendo paura di sbagliare e invece siamo arrivati al punto di aver paura di postare una foto per il giudizio. Probabilmente questo disturbo di cui tratta il cortometraggio deriva proprio da quello: dal disagio della propria immagine.

Hai scelto tu le canzoni della colonna sonora di Happy Birthday?

No, le canzoni della colonna sonora sono state scelte dal regista e sono contento così: il padre dell’opera è lui, ed essendo il cinema un’arte a 360° – è quello che si vede, si sente, quello che ti trasmette – è giusto che il padre scelga per suo figlio la musica giusta.

In “C’est la vie” si parla proprio di qualcuno che subisce dolore, sa che c’è, ma che poi capisce che il dolore fa parte della vita, e quindi bisogna andare avanti per cogliere ciò che bello. È questo il messaggio che vorresti dare?

Il ritornello è versatile, non parla solo d’amore. Le strofe, invece, parlano di uno stato d’animo che è poi quello che smuove la musica. Al di là che uno sia intonato o stonato, la voce imperfetta, c’è dietro tutto un mondo e quello che trasmette.

Volete leggere anche l’intervista agli altri membri del cast e al regista? Cliccate qui:

(Foto Credits: One More Pictures e Rai Cinema)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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