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I Cento passi: trama del film, personaggi e commento
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I Cento passi: trama del film, personaggi e commento

Di Alessio Cappuccio
pubblicato il 09 maggio

I Cento Passi è un film molto importante quando si parla di lotta alla mafia e per questo noi ve ne consigliamo la visione. Se, però, vi è sfuggito qualcosa o dovete farne l’analisi, qui trovate la trama riassunta e un commento personale!

I Cento passi: trama del film, personaggi e commento

I Cento passi: analisi e commento del film

Il 9 maggio 2018 si celebra il 40° anniversario della morte di Peppino Impastato, uno dei volti più noti della lotta alla mafia. Se non avete studiato la sua figura a scuola, la vita dell’attivista siciliano è diventata nota al grande pubblico grazie al film I cento passi di Marco Tullio Giordana. La tragica vicenda del giovane attivista siciliano morto a 30 anni nel 1978 proprio perché si era opposto all’influenza che la mafia esercitava nella sua vita e in quella dei suoi cari non ebbe infatti il giusto risalto all’epoca della morte, anche a causa della concomitanza del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, avvenuto proprio il 9 maggio 1978, un evento che scatenò un’enorme eco mediatica che silenziò in qualche modo il delitto di mafia. Il regista Marco Tullio Giordana, che è molto noto come autore di pellicole di impegno civile, che descrivono alcuni momenti storici della vita politica e sociale italiana (La meglio gioventù, per esempio, oppure Pasolini, un delitto italiano), nel 2000 ha realizzato un film che tratteggiasse la storia di Impastato, rendendogli omaggio. Ecco tutto quello che dovete sapere sulla pellicola.

Se volete sapere di più della storia di Peppino Impastato, leggete qui:

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I Cento passi

I cento passi: la trama del film

“Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”

Giuseppe Impasto, che si fa chiamare Peppino, nasce nel 1948 in un piccolo paesino della provincia di Palermo. Sin da piccolo inizia a percepire, ma non proprio a capire, che c’è qualcosa di strano nella vita del suo borgo: ci sono persone alle quali si deve rispetto assoluto, in tutto e per tutto, e con le quali non si può discutere. Questo perché il padre di Peppino, Luigi, è legato alla famiglia mafiosa guidata da Gaetano Badalamenti.

Don Tano, così è noto nell’ambiente il boss, è infatti il diretto successore dello zio di Peppino, Cesare Manzella, che viene fatto esplodere nella sua macchina, imbottita di tritolo. L’educazione civile di Peppino comincia con l’amicizia che lo lega a un pittore locale, Stefano Venuti, il quale lo inizia ai principi del comunismo, di cui è attivo sostenitore, facendo parte del partito siciliano.

Anni dopo Peppino è diventato un attivista, impegnato in tante battaglie politiche: ha superato i vent’anni, e lo vediamo protestare contro l’esproprio di alcuni terreni per la costruzione dell’aeroporto, insieme ai compagni del partito comunista. Peppino successivamente ha uno scontro con Stefano, il quale pensa che il suo articolo per il giornale locale – intitolato “La mafia è una montagna di merda” – sia troppo pericoloso e non possa essere pubblicato. Da questo momento Peppino prende anche le distanze dalla propria famiglia, collusa con la mafia, fino a litigare furiosamente con il padre, che lo butta fuori da casa dopo che il figlio inizia la sua campagna antimafiosa creando una stazione radio libera chiamata Radio Aut.

A causa di ciò il padre Luigi va in America, perché non riesce più a gestire la situazione: tuttavia l’uomo muore in un incidente stradale, forse una vendetta del boss. Al funerale Peppino si rifiuta di rendere omaggio agli amici mafiosi del padre, e questa offesa, insieme alla sua decisione di candidarsi alle elezioni politiche, fa sì che la mafia decida di eliminarlo. Una notte alcuni uomini lo rapiscono, lo legano ai binari del treno e lo fanno saltare in aria con del tritolo. La polizia però rubrica il caso come un suicidio, quando tutti gli indizi fanno pensare palesemente a un omicidio Solo nel 1997, ovvero quasi 20 anni dopo, le indagini verranno riaperte e Gaetano Badalamenti verrà condannato all’ergastolo come mandante.

I cento passi: i personaggi del film

Ecco una breve descrizione dei personaggi principali che può aiutarvi a completare la vostra analisi del fil:

  • Peppino Impastato – interpretato da Luigi Lo Cascio: un giovane attivista che decide di opporsi alla mafia con tutti i mezzi possibili. Una scelta che gli costa cara, alienandogli prima quasi tutta la famiglia e poi causandone la morte.
  • Luigi Impastato – interpretato da Luigi Maria Burruano: è il padre di Peppino, che lavora per la mafia locale. I due a causa dell’impegno politico non si parlano più, ma il genitore cerca di proteggere il figlio come può, trovando la morte.
  • Gaetano Badalamenti – interpretato da Tony Sperandeo: il boss locale mafioso, che viene preso di mira da Peppino, in modo ferocemente ironico, nel corso delle sue trasmissioni radiofoniche. Sarà lui a ordinare la morte del protagonista.
  • Stefano Venuti – interpretato da Andrea Tidona: il pittore membro del partito comunista, che introduce Peppino alla politica. Diventa una specie di secondo padre per lui, ma i due litigano quando il giovane diventa troppo esplicito nella sua battaglia.

I cento passi: commento personale

Il film di Marco Tullio Giordana è stato premiato sia alla Mostra del cinema di Venezia, dove ha vinto per la migliore sceneggiatura, sia ai David di Donatello, dove si è aggiudicato le statuette per i costumi, l’attore protagonista e non protagonista (Sperandeo) e ancora la sceneggiatura. Si tratta di un’opera vibrante, frutto di una forte indignazione per una storia che ai tempi non si conosceva a sufficienza, e allo stesso tempo carica di commozione per il destino di un ragazzo dall’immenso coraggio, brutalmente ucciso solo perché aveva scelto di fare la scelta giusta. Tra i punti forti del film ci sono sicuramente le interpretazioni di grande impatto da parte di tutto il cast, composto da attori molto talentuosi e in grado di rendere l’atmosfera che si respirava in quel periodo.

(Foto, I cento passi – Courtesy of: Istituto Luce)

Alessio Cappuccio
Cosa faccio nella vita? In pratica scrivo e ogni tanto faccio video e fotografie. Appassionatissimo di cinema, ritorno a scrivere di scuola e università dopo aver sperato di aver detto addio per sempre allo studio con la laurea. Nella vita, però, mai dire mai!
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