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Il Trono di Spade 8: le pagelle del terzo episodio Battle of Winterfell
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Il Trono di Spade 8: le pagelle del terzo episodio Battle of Winterfell

Di Alice Giusti
pubblicato il 30 aprile

Finalmente abbiamo scoperto cosa succede nel terzo episodio del Trono di Spade 8: la Battaglia di Winterfell è finita, ma noi abbiamo qualcosa da dire! Ecco le pagelle ai personaggi!

Il Trono di Spade 8: le pagelle del terzo episodio Battle of Winterfell

Game of Thrones 8, terzo episodio: le pagelle di Battle of Winterfell

Se siete qui a leggere le pagelle del terzo episodio di Game Of Thrones avrete visto ovviamente cosa è successo durante la lunga notte a Winterfell: la famigerata battaglia contro il Night King, gli estranei e tutto l’esercito di non morti con gli occhi azzurri che zompettavano come allegri zombie sulle mura del castello. Allo stesso modo sarete saltati sul divano plurime volte, urlando come pazzi soprattutto nel finale. Ecco, ora è il momento di condividere insieme pensieri, cattiverie e riflessioni sul terzo episodio del Trono di Spade 8, commentando tutti i personaggi e dando loro un voto! Siete pronti?

Se volete leggere il riassunto della terza puntata dell’ottava stagione di GOT e le anticipazioni del quarto episodio, li trovate qui (ma attenzione contengono spoiler):

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Terza puntata Il Trono di Spade 8: le pagelle di ScuolaZoo

Caos, ansia e incredulità riassumono bene questo episodio… anche se a tratti non si capiva bene cosa stava succedendo, le nostre pagelle sono pronte! Non continuate a leggere se volete evitare spoiler: vi abbiamo avvertito!

  • Sam. La puntata inizia con i suoi fremiti e la sua ansia mista a terrore prima dell’inizio della battaglia. L’insicurezza e la paura sono scolpiti nella faccia dell’ex Guardiano della Notte per tutto l’episodio ma, nonostante questo, dopo essere salvato da Edd, Samwell preferisce continuare a combattere piuttosto che nascondersi nelle cripte. E ce la fa. Voto: 6 come il voto di quel compagno di classe che non studia mai niente ma grazie alla fortuna sfacciata (o a una tattica a noi sconosciuta) se la cava sempre.
  • Dothraki. L’orda dei Dothraki, tanto temuta a Essox, diventa carne da macello davanti all’Esercito dei non-morti. A nulla servono le spade infuocate create da Melisandre: contro gli zombie hanno l’effetto delle fiaccole di Capodanno, brevi e inutili. Voto: 4 per il coraggio.
  • Spettro. Il povero Spettro è stato ridotto a mera comparsa, ma è sempre in prima linea per difendere Jon e gli Stark. Si butta con i Dothraki contro i non-morti e non abbiamo più sue notizie. Ma aspettate a disperare: si vede, vivo e vegeto, in un frame del trailer della prossima puntata! Yuppie! Voto: 7 per aver mantenuto sempre alto il nome dei metalupi che rimangono i nostri animali preferiti di Westeros.
  • Jorah Mormont. Oh Jorah, re della friendzone e protettore del mai una gioia, sappi che ti abbiamo voluto bene. In prima linea nella battaglia, è uno dei pochi superstiti dopo il primo attacco. La sua missione? Salvare Dany dalla morte imminente. Non ci poteva essere altra sorte per lui che combattere a fianco della sua Khaleesi, morendo per proteggerla con tutto se stesso e salvarla. Il pianto di Daenerys per la sua morte e l’abbraccio di Drogon sono la degna ricompensa per un personaggio coerente con i suoi sentimenti dall’inizio alla fine. Voto: 8 1/2 all’ultimo dei romantici.
  • Edd. Il comandante dei Guardiani della Notte dura quanto un calice di vino in mano a Tyrion: circa due secondi. Eppure, riesce a salvare Sam da morte certa, per poi tornare in vita da morto. Ma anche qui per poco. Voto: 5
  • Verme Grigio e gli Immacolati. È una mattanza anche per gli Immacolati, ma quantomeno durano più dei Dothraki e permettono la prima ritirata all’interno del castello. Sono l’ordine in mezzo al caos e un grazie se lo meritano. Tra l’altro, Verme Grigio è riuscito a sopravvivere nonostante tutti lo dessero per spacciato. E senza poter fare gesti scaramantici toccandosi le parti basse. Chapeau. Voto: 6 1/2
  • Lyanna Mormont. L’eroica Lyanna, piccola ma solo d’età, decide di morire uccidendo il più grande di tutti, il gigante zombie. Voto: 8 per avere avuto ogni giorno la stessa determinazione che io trovo nell’affrontare la folla solamente quando scopro che il vestito che puntavo da mesi è ora in saldo del 70%.
  • Jaime e Brienne. I due cavalieri, dati per spacciati, si battono senza tregua, cercando di coordinare l’esercito o quel che rimane dei vivi e, soprattutto, si salvano a vicenda. Love is in the air, nonostante la puzza di morte. Voto: 7
  • Tormund, Podrick e Gendry. Prima fila per Tormund, Podrick e Gendry in battaglia; ammazzano non-morti di qua e di là, però dopo poco non si più che fine facciano. Li vediamo, però, in piedi, sani e salvi alla fine dell’episodio. Voto 6 per l’impegno a restare in vita.
  • Daenerys e Jon. Eravamo pronti a vederli protagonisti della battaglia o quantomeno dello scontro con il Re della Notte. Probabilmente lo credevano anche loro, ma ci sbagliavamo tutti. Dany e Jon, in sella ai loro draghi, fanno un po’ di arrosticini di non-morti, ma il loro contributo si ferma a quello che avrebbe potuto dare Frittella. Si ritrovano nella val Padana di Westeros e non vedendo più niente sono costretti a starsene lontani dal campo di battaglia. Quando Dany riesce finalmente a riavere visuale e sparare un Dracarys diretto sul Night King, viene trollata di brutto da questo, che aveva già pensato a mettersi la crema solare protezione totale per evitare scomodi rossori. Jon corre senza sosta, ammazza morti a caso, e si prepara, come atto finale, a urlare contro Viserion, non si sa bene per quale scopo. Dany, invece, da sola non ce la fa e fortuna che Jorah è lì per salvarla. Voto 4 1/2 a entrambi.
  • Sansa e Tyrion. Sansa e Tyrion si devono rassegnare alla loro inutilità sul campo di battaglia e se ne stanno nella cripta fino all’arrivo dei non-morti. Davanti alla morte quasi certa, che poi per fortuna non sopraggiunge, i due si scambiano sguardi di affetto e stima che ci fanno per un attimo sognare di vederli un domani insieme sul Trono di Spade. Voto: 5
  • Gilly, Varys e Ser Davos. Non fanno niente e si salvano. Ancora una volta. Voto 2, ma solo alla loro botta di fortuna infinita che è l’unica a fare qualcosa.
  • Il Mastino e Beric Donadarrion. Per quale motivo quel tonto del Mastino non attacca i non morti? Per un attimo ce lo siamo chiesti tutti e poi come un flash ci siamo ricordati: ha paura del fuoco. Da grande e grosso il Mastino diventa un cucciolo di dalmata nascosto dietro a un palo fino a quanto Beric non lo risveglia mostrandogli la sua protetta, Arya che rischia la vita. A quel punto il risveglio dell’eroe: anche se lenti come una lumaca lui e Beric arrivano a salvare Arya. La morte di Donadarrion che cerca di emulare il nostro amato Odor trattenendo i non morti è stilosa, mentre del Mastino dopo qualche istante non c’è più traccia. Voto: 6 1/2 solo per Beric.
  • Theon. Caro, caro Theon. Mutilato e tremolante Theon. Colui che si è preso più ceffoni di tutti alla fine muore, ma povera stella, nemmeno con tanto onore. Dopo aver difeso eroicamente Bran insieme a 5 sfigati che sono stati maciullati dall’orda dei non-morti, si sente dire un bel “grazie Theon” e si lancia come un pazzo verso il Re della Notte che lo infilza come un arrosticino per la grigliata del Primo Maggio e tante care cose. Per un attimo ho sperato che almeno gli punzecchiasse una caviglia con uno spillo, invece niente, muore così con la bavetta sanguinolente alla bocca e tanti cari saluti. Voto 7, per il coraggio. 
  • Bran. “Ora devo andare via”. Ok Bran, ma dove cavolo vai con i tuoi corvetti e le tue visioni da LSD? Che dovevi vedere? Che dovevi fare? Bran è completamente inutile fino ad ora e anche nella battaglia contro il Re della Notte non fa una mazza di niente. Certo, non è proprio abilitato alla guerra, nulla da dire, ma almeno un aiutino ai tuoi compari con qualche spoiler visto che vedi tutto potevi anche darlo no? Voto 2. 
  • Arya. Tutto il viaggio fatto da Arya in otto stagioni ha finalmente una spiegazione che va al di là di essere diventata una semplice assassina. Divisa tra la sua anima guerriera e la paura di fronte a orde di non-morti di una normale ragazza, è Melisandre che le ricorda che non è ancora arrivato per lei il momento di morire. Niente Jon o Dany: è lei l’unica che può uccidere il Re della Notte. “Nessuno può sconfiggere la morte” e infatti, è stato così. Colpo di scena finale che ha lasciato tutti a bocca aperta. Voto: 9 e tanti Mojito con i cubetti di ghiaccio che restano del Re della Notte.
  • Esercito dei non-morti. Pazzi squinternati fino alla fine. Si auto-bruciano per fare un passaggio nel fuoco dopo essere rimasti in piedi a fissare le fiamme per un po’. Mangiucchiano soldati e Immacolati come noccioline e urlano come mucche al macello tanto per fare cagnara. Voto: 3, giusto perché sono stati più utili degli Estranei. 
  • Estranei. I temibili leccapiedi del Re della Notte sono del tutto inutili. Fanno fare il lavoro sporco ai non-morti, mentre loro hanno avuto il tempo di acconciarsi la chioma platinata e farsi un lauto apericena a base di Bloody Winterfell. Troppi ubriachi per capire dove si trovano, non si accorgono nemmeno della presenza di Arya alle spalle del Re della Notte. Che sveglioni. Voto: 0
  • Re della Notte. L’invincibile Re della Notte, con il suo esercito che non si stanca, non si ferma e non muore (cit.), con la capacità di risvegliare i morti, con un drago di ghiaccio dalla sua e la capacità di resistere al fuoco di Drago e all’ossidiana, è il più grande troll della storia. Tanta paura per questo “Inverno sta arrivando”, e poi bastava un coltellino in acciaio di Valyria per ridurlo in cubetti di ghiaccio buoni solo per fare un Mojito. Mai credere alle storie del “cuggino”, di mio “cuggino”, che raccontava di quel cattivo cattivone conosciuto dal “cuggino” del “cuggino” di mia nonna Voto: 3 al Night King pivello.
  • Melisandre. Lei e il suo Signore della Luce sono stati utili come una fiamma in una caverna piena di vento. Melisandre arriva, accende le spade dei Dothraki giusto per far vedere meglio a Jon e Danny (comodamente seduti sui draghi in montagna a guardare la disfatta) come l’esercito dei non-morti li divori tutti con stile e arroganza. Alla fine però un gesto eroico lo fa, ricorda ad Arya da dove viene e soprattutto il suo motto: “Not Today”. Daje tutta cara vecchina travestita da giovane figa! Voto: 7

Alice Giusti e Selena Marvaldi

(Foto Credits: Helen Sloan/HBO)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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