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Marïna, Compiti Casa: l’intervista di ScuolaZoo sul suo primo album
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Marïna, Compiti Casa: l’intervista di ScuolaZoo sul suo primo album

Di Alice Giusti
pubblicato il 13 settembre

Conoscete Marïna? Il 6 settembre è uscito il suo primo album, Compiti a casa, e noi l’abbiamo intervistata per farvela conoscere meglio!

Marïna, Compiti Casa: l’intervista di ScuolaZoo sul suo primo album

Compiti a casa: l’intervista di ScuolaZoo a Marïna

Non è rap, né trap, né hip hop… ma Compiti a casa è sicuramente un album da ascoltare! Noi di ScuolaZoo abbiamo incontrato Marïna, dopo che il 6 settembre è uscito il suo primo lavoro musicale. Chi conosce la Dark Polo Gang, conoscerà la cantautrice per il ritornello di Caramelle, a cui ha partecipato, e per essere la compagna di Sick Luck, che ha prodotto anche il suo progetto musicale. Indipendentemente da questo, Marïna è un nome da segnare e seguire su Spotify se siete alla ricerca di qualcosa di nuovo e trascinante da ascoltare. Noi l’abbiamo incontrata alla Carosello Records di Milano e di seguito trovate la nostra intervista in cui potete conoscere un po’ meglio sia lei che la sua musica.

Se volete saperne di più su Compiti a casa, leggete qui:

Marïna racconta Compiti a Casa

Solare, umile e sorridente (ha anche giocato con noi alla nostra Sarabanda Challange che trovate nel video qui sopra), Marïna ci ha raccontato un po’ di come è arrivata alla musica, del lavoro svolto per Compiti a casa e di quali sono i suoi progetti futuri. E ha anche qualche consiglio per voi!

In questi giorni è uscito il tuo album, come ti senti?

Mi sento agitata ma contenta allo stesso tempo: direi frizzante!

Quali sono i primi feedback che hai ricevuto sul tuo album?

Sono stati molto positivi! Ho ricevuto tanti complimenti, dicono che sono entusiasti perché è qualcosa di nuovo, mai sentita una cosa del genere. Quindi sono abbastanza contenta e soddisfatta!

Hai più volte sostenuto che quest’album non è né rap, né trap, né hip hop. Si tratta di una sorta di new wave. Che cos’è per te invece?

In realtà non so bene come definirlo, anche ora che è uscito. Ovviamente non si tratta di rap, non è nemmeno trap perché non tratto quel genere di testi. Oserei dire che si tratta di un genere vapor. Però sono contenta di quello che ho fatto e di com’è uscito perché non volevo che finisse in un cassetto, quindi ho deciso di mettermi a fare quest’album e poi vedere che cosa ne sarebbe uscito fuori. Mi sono detta: se esce una cosa bella e diversa, allora significa che ho fatto la cosa giusta.

Che tipo di “compiti per casa” hai dovuto svolgere per completare l’album?

In realtà non ho fatto dei veri e propri compiti. Si è trattato più di un processo che nella vita va affrontato: devi lavorare su quello che vuoi fare, darti da fare per un progetto che stai realizzando. Prima di passare alla musica, studiavo Tecnica e Laboratorio Biomedico, quindi i compiti li ho dovuti fare, non avevo tempo per suonare e fare lezioni di canto. Luck (Sick Luck, ndr) mi ha spronato e mi ha spinto a fare il ritornello di Caramelle, e dopo di lì mi sono detta: proviamo a fare qualcosa di diverso. Dopo qualche mese quindi si è pensato di realizzare un album ma prendendo il giusto tempo per farlo: io avevo bisogno di fare esperienza, quindi è qui che ho svolto una specie di compiti per casa.

La musica era una passione che coltivavi da tanto o è stata una rivelazione improvvisa?

In realtà non avendo mai avuto l’opportunità di avvicinarmi tanto al mondo della musica, ero solo un’ascoltatrice. Poi la musica vera e propria e la scrittura le ho scoperte un po’ per caso, con il tempo ho capito che forse sarei stata in grado di fare musica. Adesso sono arrivata ad un punto in cui riesco a scrivere nel mio mondo, nella mia musica, e devo migliorare giorno per giorno.

Quindi tu scrivi la tua musica?

Sì, io la scrivo, Sick Luck è il produttore mentre Valerio Bulla è l’arrangiatore. La melodia invece nasce in studio, quando le diverse idee si incontrano.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Abbiamo realizzato un evento con Apple, in piazza Liberty a Milano, dove parlerò della realizzazione del mio progetto: scrittura, video, produzione e grafiche. Poi Luck farà un workshop con i partecipanti per provare a realizzare dei suoni con gli strumenti elettronici.

Non credo però di fare molti instore perché l’obiettivo è portarlo sul palco e potermi esibire dal vivo. Ovviamente è tutto ancora da definire ma io sono già alle prese con le prove.

Quale consiglio daresti ai ragazzi?

Se pensi di poter fare una cosa che ti venga semplice, non soffermarti sul fatto che questa sia semplice, ma applicati proprio su quella cosa. Datti da fare e cerca di migliorare sempre di più, anche se sei già capace di fare una determinata cosa. C’è sempre la possibilità di migliorare!

(Foto Credits: Carosello Records)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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