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Diodato è il vincitore di Sanremo 2020: testo di Fai Rumore e altri premi della critica
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Diodato è il vincitore di Sanremo 2020: testo di Fai Rumore e altri premi della critica

Di Alice Giusti
pubblicato il 09 febbraio

Diodato vince la 70esima edizione del Festival di Sanremo, e lui si aggiudica anche tutti i premi della critica.

Diodato è il vincitore di Sanremo 2020: testo di Fai Rumore e altri premi della critica

Festival di Sanremo 2020: Diodato vince la 70esima edizione

Diodato è il vincitore di Sanremo 2020: il voto decretato dal pubblico a casa, sala stampa -giornalisti- e giuria demoscopica ha decretato che il primo classificato è il cantante di Fai Rumore, seguito al secondo posto da Francesco Gabbani e al terzo posto dai Pinguini Tattici Nucleari. A Diodato con Fai Rumore è andato anche il premio della critica Mia Martini e sempre a Diodato con Fai Rumore il Premio Lucio Dalla. Rivediamo insieme il testo del brano vincitore del 70esimo Festival di Sanremo 2020.

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(credits immagine: rairadio_live)

Premi Sanremo 2020

Oltre al vincitore della categoria Big di Sanremo 2020, sono stati consegnati altri due premi. Ecco chi sono i cantanti che li hanno ricevuti.

  • Premio Critica Mia Martini – Sala Stampa: Fai Rumore di Diodato
  • Premio Lucio Dalla: Fai Rumore di Diodato
  • Premio Miglior Testo: Eden di Rancore
  • Premio Miglior composizione – Orchestra: Ho Amato Tutto di Tosca
  • Premio Tim Music: Viceversa di Francesco Gabbani

Testo di Fai Rumore di Diodato, vincitore di Sanremo 2020

Ecco il testo della canzone vincitrice del festival di Sanremo 2020:

Sai che cosa penso,
Che non dovrei pensare,
Che se poi penso sono un animale
E se ti penso tu sei un’anima,
Ma forse è questo temporale
Che mi porta da te,
E lo so non dovrei farmi trovare
Senza un ombrello anche se
Ho capito che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te
Che fai rumore qui,
E non lo so se mi fa bene,
Se il tuo rumore mi conviene,
Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
Tra me e te.
E me ne vado in giro senza parlare,
Senza un posto a cui arrivare,
Consumo le mie scarpe
E forse le mie scarpe
Sanno bene dove andare,
Che mi ritrovo negli stessi posti,
Proprio quei posti che dovevo evitare,
E faccio finta di non ricordare,
E faccio finta di dimenticare,
Ma capisco che,
Per quanto io fugga,
Torno sempre a te
Che fai rumore qui,
E non lo so se mi fa bene,
Se il tuo rumore mi conviene,
Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale tra me e te.
Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale,
E non ne voglio fare a meno oramai
Di quel bellissimo rumore che fai.

 

 

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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