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Ricercatori, il futuro non è in Italia: all’estero pagati fino a 6 volte di più
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Ricercatori, il futuro non è in Italia: all’estero pagati fino a 6 volte di più

Di Federica Cresto
pubblicato il 24 giugno

la Corea del Sud li valuta fino a 6 volte e mezzo di più rispetto a quanto fa l’Italia. Come fare?

Ricercatori, il futuro non è in Italia: all’estero pagati fino a 6 volte di più

Cervelli in fuga. Cervelli che non rientrano. Attratti da sistemi che premiano il merito e che sicuramente forniscono una retribuzione maggiore rispetto a quella italiana, fino a 5 volte di più. Se poi teniamo conto del “valore di mercato di ogni ricercatore, anche la Corea del Sud li valuta fino a 6 volte e mezzo di più rispetto a quanto fa l’Italia.

La questione della ricerca. La questione della ricerca è tornata recentemente agli occhi del grande pubblico attraverso le affermazioni shock della ricercatrice in neurobiologia Elena Cattaneo, nominata senatrice a vita nel mese di settembre 2013: “ho lavorato negli Stati Uniti”, spiega la scienziata. “percepivo circa 3.300 euro al mese: lo considero un salario onorevole se confrontato con quello dei miei colleghi italiani”. In Italia, infatti, appena assunti da un ente di ricerca universitario, si percepiscono poco più di 1.000 euro lordi al mese; se l’ente di ricerca è privato, si può arrivare anche a percepire il doppio in prima battuta. Il guadagno può poi lievitare grazie agli anni di esperienza sul campo e all’anzianità fino a raggiungere i 5.000 euro lordi al mese e, per quei pochissimi che riescono a raggiungere il ruolo di “direttore di ricerca”, dopo 30 anni di carriera lo stipendio può arrivare fino a 7.500 euro al mese. Ma si tratta di casi nettamente isolati: le statistiche confermano che, in Italia, i ricercatori fanno la fame.Legal-Researcher

Ricercatori all’estero. In Francia e Spagna, all’ingresso, un ricercatore percepisce uno stipendio netto di circa 2.000 e 2.500 euro al mese rispettivamente; e non sono nemmeno le Nazioni che valutano maggiormente il tesoro intellettuale degli scienziati: basi pensare che negli Stati Uniti il “valore di mercato” di un ricercatore si aggira intorno ai 66mila euro l’anno, mentre in Corea del Sud arriva fino ai 95mila euro l’anno. Vogliamo rimanere in Europa? Un ricercatore italiano con un’esperienza lavorativa tra 0 e 4 anni guadagna circa 12,500 euro l’anno contro i 30,500 del collega francese ed i circa 24,000 di quello tedesco. In Spagna si arriva comunque vicino a 17,000: per trovare compensi più bassi bisogna prendere in considerazione i Paesi dell’Est.

Le cause. “Dobbiamo investire nella creazione di magneti che attirino i migliori cervelli”, sostiene Elena Cattaneo. “Dobbiamo migliorare non solo la quantità dello stipendio, ma anche la qualità: i nostri giovani non sono attratti solo da prospettive economiche più favorevoli, ma anche da centri di ricerca più avanzati e meglio attrezzati rispetto ai nostri”. L’ennesimo appello al Miur affinchè siano stanziati fondi maggiori per la ricerca, fondamentale per il benessere e il miglioramento delle condizioni economiche e lavorative della comunità.

Voi cosa ne pensate della situazione di Ricerca in Italia? Ritenete che vi potranno essere dei miglioramenti in futuro? Come vi ponete di fronte alla figura del ricercatore? Non dimenticate di lasciarci le vostre impressioni nei commenti qui sotto!

Federica Cresto
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