Condividi
Orale Maturità 2019: i consigli per combattere l’ansia pre-esame
Condividi su

Orale Maturità 2019: i consigli per combattere l’ansia pre-esame

Di Redazione ScuolaZoo
pubblicato il 26 giugno

Siete già in ansia per l’esame orale? Qui vi daremo i consigli per affrontare la situazione senza lasciare che il panico faccia capolino nella vostra testa!

Orale Maturità 2019: i consigli per combattere l’ansia pre-esame

Maturità 2019: i consigli della nostra maturanda su come affrontare l’ansia dell’orale

Cari Maturandi, siamo ormai arrivati alla fine di questo percorso: l’ultima tappa è ormai vicinissima ed è rappresentata
dall’esame orale. Alcuni di voi l’hanno già affrontato mentre a me toccherà sostenerlo per ultima l’8 Luglio. Grande novità della Maturità 2019, come sapete, è l’introduzione della fatidica busta all’esame orale che sarà strutturato in quattro parti. Scopriamo insieme quali sono, poi vi aiuterò a combattere l’ansia con i 10 consigli da seguire nei pochi giorni che vi separano al colloquio orale!

maturità 2019 consigli superare orale

Esame Orale Maturità 2019: le novità che fanno più paura

Durante la prima fase, pescheremo la temutissima busta che segnerà le sorti del nostro futuro da maturandi, sperando e pregando che non esca l’argomento più odiato che però, puntualmente, esce. Ci verranno poi concessi dai cinque ai dieci muniti per poter strutturare al meglio il percorso che vorremmo esporre partendo proprio dal documento pescato. Verrà poi il momento di esporre i collegamenti con le differenti materie di studio, per poi proseguire con il percorso di Cittadinanza e Costituzione e, terminare in bellezza esprimendo il nostro parere sul percorso di alternanza Scuola-Lavoro. Presentato così, l’esame orale non sembra poi difficilissimo il problema, come abbiamo più volte
sottolineato, è rappresentato dall’incognita della busta e dall’ansia che gioca un ruolo fondamentale nella
riuscita o meno dell’esame orale.

Maturità 2019 colloquio orale: i consigli per superare l’ansia

Non mi soffermo troppo sulla struttura dell’esame in quanto è stato detto già tanto, forse troppo, a tal punto da arrivare a confondere inutilmente i maturandi in crisi. Vorrei piuttosto darvi qualche consiglio per affrontare al meglio quest’esame. Personalmente, avrò più tempo per prepararmi e per arrivarci tranquilla ma vorrei evitare a voi l’incombenza di non ottenere il miglior risultato solo perché l’ansia gioca brutti scherzi. Ecco a voi la top 10 consigli contro l’ansia pre-esame orale:

    1. Studiate utilizzando le mappe concettuali. Ricordatevi che non vi è la necessità di studiare l’intero libro
      di letteratura italiana o di filosofia. L’obiettivo di questo esame non è verificare le competenze che, in
      realtà, sono già state verificate durante l’anno e sulle quali siete già stati valutati, è piuttosto la verifica della
      vostra capacità di collegamento. Ricordatevi inoltre che, a meno che non abbiate la mente fotografica, è
      altamente improbabile che voi riusciate a ricordare tutto nei minimi particolari quindi, focalizzatevi su quelli
      essenziali.
    2. Internet esiste, sfruttatelo. Noi maturandi della Generazione Z abbiamo una grande fortuna di cui i
      maturandi di qualche decennio fa non disponevano o, almeno, non nelle misure di cui disponiamo noi oggi.
      Piuttosto che utilizzare il vostro Wi-Fi per pubblicare foto di disperazione su Instagram, se ritenete che i
      vostri libri siano troppo dispersivi e non avete il tempo di riassumere tutti gli argomenti con le vostre forze,
      soprattutto se, come me, dovete studiare almeno metà programma per ogni singola materia, ricercate le
      mappe concettuali su internet e studiate da lì. Risparmierete tempo ed energie.
    3. Studiate con metodo e con nozione di causa. Le mappe concettuali non sono la risposta per tutto ma
      offrono un enorme aiuto se ben utilizzate. Se dell’argomento in questione conoscete poco o niente, prima
      di stampare la mappa concettuale andate a leggere almeno un paio di volte lo stesso argomento presente
      sul vostro libro. Fatevi un’idea e poi stampate. La mappa concettuale vi aiuta a memorizzare i concetti di
      ogni tema ma, ahimè, non vi dà la possibilità di articolare un intero discorso: sta quindi a voi informarvi a
      dovere e poi aiutarvi a ripetere con la mappa davanti.
    4. Focalizzatevi solo sugli aspetti essenziali di ciascuna materia. Esempio pratico: se dovete studiare o
      ripassare Leopardi, evitate di studiare dettagliatamente la vita se non è utile per spiegare il pensiero dell’autore. Ciò non significa che non dovete conoscere il dramma esistenziale dell’autore in questione ma semplicemente che potete evitare di imparare a memoria la sua data di nascita o l’anno in cui fuggì dall’ambiente familiare Focalizzatevi, invece, sulle fasi della sua poetica che il più delle volte coincidono con le esperienze personali dell’autore stesso. Piuttosto che imparare la data di nascita o di morte, inquadrate l’autore, il filosofo, lo scienziato o chi è che sia nel periodo storico.
    5. Evitate di chiedere il metodo di studio dei vostri compagni. Ve lo dico per esperienza: ognuno di noi ha il proprio metodo, perciò sostituirlo poco prima di un esame importante non è l’ideale per le sperimentazioni di questo tipo. Credete in voi stessi e nelle vostre capacità, continuate a studiare come avete sempre fatto, camminate dritto per la vostra strada. Il confronto ci sta ma solo dopo aver studiato tutto e bene.
    6. Evitate di assistere a troppi esami prima del vostro: finirete solo per confondervi le idee e
      autoconvincervi che andrà male. Ognuno di noi reagisce all’ansia in modo differente quindi evitate di
      essere presenti durante i fallimenti dei vostri compagni. Evitate però di assistere agli esami dell’intero
      dipartimento scolastico e utilizzate il tempo a vostra disposizione per studiare e perfezionare la vostra
      esposizione orale.
    7. Partite sempre dalle materie in cui siete meno preparati. Fatelo sia durante lo studio che durante il ripasso o durante l’esposizione prima e durante l’esame. Avrete il tempo di ammaliare i prof con ciò che sapete quando avranno dimenticato le figuracce del primo impatto. Commentate sempre ciò che esponete: vi farà guadagnare punti in quanto dimostrerete di aver sviluppato un senso critico e coerente che, alla fin fine, è proprio l’obiettivo da raggiungere in questo esame riformato.
    8. State attenti alla tesina sull’alternanza Scuola-Lavoro. Esprimervi al riguardo è bene, scagliarvi contro di essa non lo è. Se da una parte il Miur ci ha dato la possibilità di dire la nostra, dall’altra bisogna
      esprimersi con estrema cautela in quanto questa tesina rappresenta un’arma a doppia taglio: attenti al
      linguaggio che utilizzate, al modo in cui vi esprimete. Non è necessario che dobbiate mentire, perciò siate sinceri avendo rispetto di coloro che hanno speso tempo ed energie in questo progetto. Esprimete la vostra
      sincera opinione, sottolineando i punti di forza della vostra esperienza ma anche ciò che può essere
      sistemato. Al Miur servono esperienze veritiere per potersi migliorare, pertanto, sincerità è la parola
      d’ordine, attenti però a come vi esprimete!
    9. Rilassatevi il giorno prima dell’esame. Evitate di stressarvi fino all’ultimo minuto: vi siete già stressati
      abbastanza durante tutto l’anno. Quel che è fatto è fatto: non saranno di certo 3 o 5 ore di studio in più a
      salvarvi la vita o a risollevare le sorti del vostro esame. Riposatevi, andate al mare, state con gli amici e
      divertitevi nel limite del possibile, senza esagerare.
    10. Ultimo consiglio nonché il più importante di tutti: ricordatevi che non siete un numero. L’esame di maturità è importante, sì, ma state pur certi che avrete almeno un centinaio di altri esami durante la vostra carriera scolastica che, con la maturità, rappresenta solo il punto di partenza per una nuova avventura più consapevole. Non è il 60, l’80, il 95 o il 100 con cui uscirete a definirvi come persone. Quel voto rappresenta solo il biglietto da visita con cui vi presentate all’università. Avrete modo di dimostrare chi siete pertanto, non focalizzatevi troppo sul risultato: l’importante è essere usciti vivi e indenni da questi cinque anni.

Termina così quest’altra tappa della nostra rubrica. In bocca al lupo a tutti voi.
Alla prossima!

Mariaconsuelo Tiralongo

(Credits Immagini: Unsplash)

Redazione ScuolaZoo