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Tempo libero? No grazie
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Tempo libero? No grazie

Di Daniele
pubblicato il 25 novembre

Maturandi e tempo libero? Due rette parallele. Ma è giusto lasciarci strappare i nostri interessi e le nostre passioni? Io non credo.

Tempo libero? No grazie

Oggi non è un bel giorno, ma siamo seri, quale giorno da liceale lo è mai stato? Sono appena tornato a casa dopo 2 ore di corso pomeridiano di fisica. E la sofferenza è reale. Tra ripassi di moti armonici, attriti improponibili e variazione di flussi non vedevo l’ora di tornare a casa, buttarmi nel letto e restarci per mmm… sempre è chiedere troppo? Purtroppo non posso, non mi è concesso. Perché? Perché i maturandi come noi non hanno il privilegio di avere tempo libero, proibito. La logica degli insegnanti è più o meno questa: “Sei stato a scuola fino alle 4? Bene, ora vai a casa e riposati, studiando“.

Come tutti noi facciamo cerco di fregarmene, dicendo a me stesso: “Basta, ho fatto abbastanza. Oggi non tocco libro”. Accendo il PC, faccio partire il mio gioco preferito, ma…

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… questo è quello che mi ritrovo davanti.

Rassegnato apro il libro di storia, cosa saranno mai un centinaio di pagine non spiegate da studiare per domani… Mento a me stesso dicendomi che posso farcela e… Irrimediabilmente mi sveglio con la faccia appiccicata sul libro, non sapendo più chi sono e dove mi trovo. La consapevolezza di non aver fatto nulla mi assale. Sommergo la scrivania di libri per placare la mia coscienza e provo a studiare. Inutile. I-N-U-T-I-L-E. Mi rassegno al mio destino, concedermi un po’ di tempo libero non mi farà male. D’altronde, la scuola stanca.

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E se fingo di non avere compito domani e che non sarò interrogato posso anche rilassarmi. Poi mi ricordo però che soltanto leggendo un esercizio di matematica sento il bisogno di chiamare l’ambulanza e tutto crolla.

Libri alla mano… Si ricomincia. (Qualcuno venga a salvarmi, non voglio crescere)

 

Daniele
Ciao, sono Daniele e sono una vittim... ehm... un liceale. Frequento il Liceo Scientifico, scienze applicate per la precisione (un pizzico di sofferenza in più non guasta). Scrivere. È uno svago e uno sfogo, posso confrontarmi con ragazzi che provano le mie stesse emozioni. La paura di un compito in classe, la gioia di un bel voto nelle materie più ostiche, le gite come unico scopo scolastico e il timore della maturità, che incombe su di noi e si avvicina lenta, inesorabile (AIUTO).