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Maturità 2019, analisi del testo su Ungaretti: traccia svolta con comprensione e produzione
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Maturità 2019, analisi del testo su Ungaretti: traccia svolta con comprensione e produzione

Di Chiara Greco
pubblicato il 19 giugno

Come si svolge la traccia di analisi del testo di Ungaretti, l’autore uscito per la Maturità 2019? Qui trovate lo svolgimento!

Maturità 2019, analisi del testo su Ungaretti: traccia svolta con comprensione e produzione

Autore Maturità 2019, Ungaretti: svolgimento completo della traccia di analisi del testo

Uno degli autori di Maturità 2019 scelti dal Miur è Giuseppe Ungaretti. Il Ministro Bussetti ha quindi deciso che uno degli autori scelti per la traccia di analisi del testo sarebbe stato conosciuto dai maturandi. Il testo della traccia di tipologia A è la poesia Risvegli – Il porto sepolto, tratta dalla raccolta Allegria pubblicata nel 1916. L’autore è quindi conosciuto ma il testo non è molto familiare per i maturandi che affrontano la Prima Prova. Qui trovate la traccia svolta, con le risposte all’analisi del testo e la produzione scritta.

Vuoi scoprire tutto sulla Maturità 2019, le tracce svolte e gli aggiornamenti live? Leggete qui:

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Traccia svolta Prima Prova 2019 Ungaretti: analisi del testo e svolgimento

I maturandi sono alle prese con l’analisi del testo della traccia di Ungaretti. Qui trovate tutte le risposte alle domande di comprensione del testo Il Porto Sicuro:

Prima domanda: sintetizza i principali temi della poesia

La poesia di Ungaretti affronta come tematica principale, dal quale infatti è tratto il titolo stesso della poesia, il “risveglio“, ovvero la “rinascita” fisica e spirituale che l’autore sta vivendo dopo il lungo e travagliato periodo della prima guerra mondiale. Il risveglio vissuto dall’autore è espresso da alcuni versi, i quali trasmettono al lettore quel senso di “nuova vita” che lo stesso Ungaretti sta attraversando e che esprime nel verso  Rincorro le nuvole che si sciolgono dolcemente cogli occhi attenti e mi rammento di qualche amico morto”. Infatti l’autore trasmette, attraverso questi pochi versi, un senso di normalità che mai sembra aver vissuto prima o che l’orrore della guerra gli aveva fatto totalmente dimenticare. Un’altra tematica fondamentale è quello della famiglia, che sembra l’unico rifugio sicuro e certo il quale sembra averlo destato dal profondo dolore e dalla totale sofferenza che lo stesso sembra aver vissuto. Questo tema è espresso, in particolare, dal verso “mi desto in un bagno di care cose consuete“. Anche il ricordo e la memoria delle cose e degli affetti vissuti da parte del Poeta sono centrali in questa poesia. Il ricordo è espresso sia quello della profonda sofferenza vissuta sul campo di battaglia, che dal senso di comunione ed unità che sembra aver condiviso con i suoi compagni sul campo di battaglia. Infine, il poeta si interroga su tematiche quali la fede e l’esistenza di Dio stesso davanti alle “sofferenze e agli orrori del mondo tutto” e sull’inevitabile dubbio che il Poeta si è posta dopo quanto vissuto.

Seconda domanda: a quali risvegli allude il testo?

Il titolo di questa poesia aiuta il lettore a comprendere il senso profondo e completo della poesia. Non dobbiamo dimenticare che l’autore visse  in prima persona la tragicità della guerra come soldato semplice sul territorio francese, luogo che influenzò anche la sua poesia e lo stile complessivo della sua arte poetica. Il “risveglio” al quale allude il titolo può essere interpretato in un duplice significato: da una parte vi è un’allusione negativa in riferimento alle profonde sofferenze vissute e percepite nel suo animo che gli impediscono di ricordare momenti felici o piacevoli, se non l’orrore e lo stravolgimento della guerra. Tale concetto è infatti espresso dal verso “fatico a ricordare le altre vite vissute e perdute nel passato.” Sembra, dunque, che abbia avuto un “risveglio” chiaro e palese del peggio che la vita può offire agli uomini. Allo stesso tempo tale allusione al risveglio, può essere intesa in senso “positivo” ed essere vista come “uno strumento di risveglio della coscienza” non solo dell’autore, ma dell’umanità tutta proprio di fronte ad un’esperienza tragica come la guerra. Questi infatti, dopo gli orrori vissuti, hanno la possibilità di cambiare per sempre il corso delle cose e dell’esistenza. Il risveglio, oltre a quello degli esseri umani, è quello di “Dio” il quale sembra “aprire gli occhi” di fronte agli orrori e la malvagità dell’umanità tutta e provare un senso di profondo dolore, simile a quello vissuto dal Poeta.

Domanda numero 3: cosa rappresenta l'”io-lirico “epoca fonda/fuori da me” nella prima strofa?

Al fine della corretta interpretazione dell’io-lirico del testo è necessario, in primo luogo, interpretare il corretto significato del verso in questione che sta a significare “Ho rivissuto un’altra volta ogni momento della mia vita, in un’epoca profonda e lontana da me”. L’io lirico è una figura poetica tipica del romanticismo che rappresenta voce narrante della poesia, che può però anche alludere ad una proiezione dello stesso autore al di fuori della voce parlante. Infatti, il poeta per mezzo della profonda sofferenza e delle difficoltà vissute a causa della guerra, sembra aver vissuto e ricordato, nella sua memoria, tutta la sua vita. Il vissuto di memoria dell’autore è profondamente soggettivo in quanto vissuta all’interno della sua coscienza e della sua personalità come espresso dalla strofa “fonda e fuori”. La sofferenza ed il dolore sono divenuti per Ungaretti un profondo senso di introspezione e di ricerca interiore.

Domanda numero 4: Quale significato ha la guerra evocato dal riferimento al luogo in Friuli e dalla data di composizione, nel dispiegarsi della memoria.

Il duplice riferimento al luogo e alla data sono in primo luogo degli elementi puramente simbolici. Infatti, come detto, l’autore tenta di dare una chiave interpretativa fortemente “simbolica” al vissuto bellico da lui trascorso. Infatti, pur utilizzando un linguaggio ermetico e frammentato, con un mero riferimento geografico e temporale, l’autore vuole esprimere quel senso di profonda “perdita” che la guerra ha inavitabilmente trasmesso all’autore. Infatti il solo ricordo dei luoghi di guerra e del periodo trasmettono all’autore un senso di angoscia e solitudine profonda che non permette all’autore di “vivere serenamente” anche il momento di apparente tranquillità e serenità del momento attuale. Sembra che “quel tempo” e “quel luogo” siano per lui il ricordo di sola angoscia e sofferenza, senza alcuna possibilità di liberarsi del vissuto di sofferenza ormai trascorsa.

Domanda numero 5: Quale significato assume la domanda “Ma Dio cos’è?” e come si spiega il fattto che nei versi successivi la reazione è riferita ad un’impersonale “creatura/atterrita” all’io che l’ha posta?

La domanda in questione va a scavare quello che è il significato di una tematica difficile e complessa come quella volta ad indagare il significato della funzione di Dio. Chi è questo soggetto? Cosa rappresenta? Ma, sopratutto, come mai pur essendoci ed esistendo è in grado di generare così tanta sofferenza e di distruggere così tante vite? Per Ungaretti è la figura “attonita” il quale “sbarra gli occhi” davanti agli orrori della guerra. Al contempo Dio non ha un valore puramente simolico, ma è una figura anche fortemente umanizzanta in grado di sentire, così come qualsiasi essere umano, la profonda angoscia che la guerra ha portato sulla terra. Al contempo, la lirica trasmette il riferimento al Supremo e alla sofferenza che lo stesso ha vissuto e percepito, la quale però può essere affrontata e superata. Infatti è la natura stessa, creata da Dio, a fornire agli uomini quel senso vitale che permette loro “di accogliere gocciole di stelle e la piaura muta” e davanti a codesta bellezza di ” riavere”, ovvero di rinascere profondamente. Ungaretti, dunque, ci presenta la figura di un Supremo che ha un valore simbolico, ma che percepisce e sente la “sofferenza” della guerra come qualsiasi uomo.

Sesta domanda: Analizza, dal punto di vista formale, il tipo di versificazione, la scelta e la disposizione delle parole

Dal punto di vista metrico, Il porto seporto è emblematica della produzione poetica ungarettiana. Il linguaggio poetico di Ungaretti è essenziale infatti la lirica è composta da versi liberi e brevissimi, spezzettati da pause frequenti come a cercare la rarefazione della parola isolata. La parola è la protagonista assoluta, è una parola “nuda” e pura, pronunciata nel silenzio. Significativa in questa lirica è l’assenza di punteggiatura. La lingua nuova della poesia noventesca si libera infatti dalle regole del discorso del linguaggio tradizionale e il discorso, che un tempo era affidato alla sintassi e alla punteggiatura, è ora comunicato attraverso il silenzio degli spazi bianchi.

Se volete altre info su Ungaretti come la bio, le trovate qui:

(Credits Immagini: Wikipedia)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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