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Disastro nucleare di Chernobyl: cosa è successo, effetti e confronto con la serie TV
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Disastro nucleare di Chernobyl: cosa è successo, effetti e confronto con la serie TV

Di Selena
pubblicato il 23 settembre

Il disastro nucleare di Chernobyl ha sconvolto il mondo intero: ecco cosa è successo, un riassunto degli eventi principali, le presunte cause e le conseguenze di questa catastrofe.

Disastro nucleare di Chernobyl: cosa è successo, effetti e confronto con la serie TV

Chernobyl, la storia del disastro nucleare: riassunto, cause e conseguenze

Il 26 aprile 1986 è una data ormai ben fissata nella memoria di tutti perché, proprio in quel giorno, avvenne il famoso disastro di Chernobyl presso la centrale nucleare Lenin, situata in Ucraina a 3 km dalla città di Pryp”jat’ e a 18 km da quella di Chernobyl. Questo disastro nucleare fu il più grave mai verificatosi nella storia ed è stato identificato come una catastrofe livello 7 insieme a quella della centrale di Fukushima nel marzo 2011. Su questo disastro ultimamente sono tornati ad accendersi i riflettori per via della serie TV Chernobyl, andata in onda su Sky qualche mese fa. Noi di ScuolaZoo quindi siamo qui oggi per raccontarvi cosa è successo a Chernobyl, quali sono state le presunte cause e le conseguenze di questo disastro nucleare così importante.

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Disastro di Chernobyl riassunto: cosa è successo e come è avvenuta l’esplosione

Sapere con certezza cosa accadde la notte del 26 aprile 1986 nella centrale nucleare di Chernobyl è piuttosto complicato. Le testimonianze si sono accavallate nel tempo e molti di coloro che hanno assistito direttamente all’incidente sono morti proprio per colpa dell’ondata radioattiva che li ha investiti. Quello che sappiamo su come si svolse proprio l’incidente è che il 25 aprile del 1986 era stato programmato lo spegnimento del reattore numero 4 per alcune operazioni di manutenzione. In quella giornata si decise di effettuare dei test per la sicurezza dei sistemi di raffreddamento simulando così uno scenario di mancanza dell’alimentazione elettrica esterna. Il test era già stato fatto su un altro reattore, senza problemi e tutto era andato per il meglio. Questa prova prevedeva la riduzione di potenza del reattore numero 4, ma improvvisamente il test venne interrotto in quanto una centrale elettrica della zona (che doveva essere pronta per dare nuovamente corrente alla centrale una volta finito il test) ebbe un guasto. Si decise quindi di fissare un nuovo orario per il test: all’una di notte. Purtroppo però gli operai che erano in turno in quel momento non erano stati preparati ed istruiti adeguatamente come quelli del turno del giorno.

Cosa è successo a Chernobyl: il primo errore all’interno del reattore numero 4

Il primo errore pare che sia legato alla fase precedente al test, ossia all’inserimento delle barre di controllo nel reattore troppo in profondità. Questo causò un crollo della potenza del reattore troppo veloce e di quantità troppo elevata che portò ad un aumento della CO2 e ad una elevata concentrazione di Xeno 135. Questi due elementi, combinati insieme, iniziarono a mascherare i dati relativi alla reale reattività del nucleo del reattore. Gli operai non erano però al corrente di questa cosa e quindi iniziarono a portare avanti la procedura per “livellare” la potenza portandola al livello necessario per eseguire il test. Quello che non sapevano quindi è che stavano lavorando con dati fallati. Vennero attivate delle pompe di alimentazione extra che portarono però ad un ulteriore crollo della potenza del reattore. Gli operai, per cercare di aumentare la potenza e quindi affrettare la conclusione di questo test decisero di estrarre tutte le barre di controllo manuale, ma ormai il reattore si trovava in una situazione molto instabile e pericolosa proprio per via della quantità eccessiva di xeno 135 e di acqua di raffreddamento.

Disastro di Chernobyl: il momento dell’esplosione e le cause

All’1 e 23 di notte inizio poi l’esperimento vero e proprio, staccando l’alimentazione delle pompe d’acqua e la turbina dal reattore. I tubi si riempirono di sacche di vapore, ma poiché il reattore era già stato portato in delle condizioni molto delicate, il nocciolo divenne sempre più instabile e sempre più pericoloso. Pare che dopo pochi secondi dal via al test gli operatori si resero conto che qualcosa non andava e attivarono l’arresto di emergenza del reattore, ma ormai era troppo tardi. La potenza del reattore cambiò di colpo e raggiunse 10 volte la potenza normale. Le barre di controllo iniziarono a rompersi bloccandosi e il combustibile iniziò a fondere. Le temperature altissime raggiunte dall’acqua all’interno del reattore reagirono con lo zirconio, l’elemento con cui sono realizzate le tubazioni degli impianti nucleari, e produssero grandissimi volumi di idrogeno. La pressione del vapore aumentò di colpo, portando all’esplosione delle tubature dell’acqua e allagando i sotterranei.

Chernobyl, l’esplosione del reattore numero 4

Era l’1:24 di notte: all’interno del nocciolo del reattore ci fu un’esplosione che fece saltare la piastra superiore in acciaio e cemento, pesante circa 1000 tonnellate, lasciando scoperto il nocciolo. Di conseguenza, venne distrutto il solaio e gran parte del tetto crollò causando la morte del primo operaio che rimase sepolto sotto le macerie. Intanto, il nocciolo del reattore rimasto scoperchiato, a contatto con l’ossigeno, creò una colonna di vapore ionizzato che si trasformò rapidamente in un incendio. Tutta la struttura della centrale di Chernobyl, così, lentamente prese fuoco diffondendo una quantità enorme di materiali radioattivi nell’atmosfera.

Cronologia breve disastro di Chernobyl: riassunto per punti

Vediamo quindi in modo rapido cosa successe sia durante l’esplosione che subito dopo:

  • 25 aprile – 1:00. Comincia il test di sicurezza.
  • 25 aprile – 14:00. Le autorità ucraine chiedono di non abbassare troppo la potenza del reattore per non sottrarne troppa alla rete elettrica, quindi il test viene posticipato.
  • 26 aprile – 00:00. Ricomincia il test con il turno notturno. Il supervisore è Aleksandr Akimov, che sostituisce Yuri Tregub, ma quest’ultimo decide di rimanere in quanto il personale del turno di notte è meno esperto e non del tutto preparato.
  • 26 aprile – 00:28. Si spostano le barre di controllo per ridurre, aumentare o controllare la reazione nucleare all’interno del nocciolo, ma c’è un improvviso crollo di potenza del reattore.
  • 26 aprile – 1:19. Gli operai decidono di escludere i sistemi di spegnimento automatico e, per far salire un po’ la potenza, rimuovono tutte le barre di controllo, tranne sei.
  • 26 aprile – 1:21. Le condutture cominciano ad esplodere e la pressione del vapore è in caduta libera.
  • 26 aprile – 1:23:40. Si cerca di inserire le barre di controllo nel reattore, ma vengono immerse in modo errato e diventano inefficaci. Akimov cerca di farle cadere dentro al reattore, ma invano.
  • 26 aprile 1:23:44. Il reattore arriva a una potenza 120 volte superiore a quella normale ed esplode, con il coperchio del reattore scagliato in aria. Il nocciolo è scoperto, le radiazioni si espandono nell’aria e scoppia un incendio.
  • 26 aprile 1:26. Scattano gli allarmi anti-incendio e arrivano i primi pompieri che cercano di domare le fiamme.

Disastro nucleare di Chernobyl: cause presunte

Ora che abbiamo visto cosa è successo (a grandissime linee anche se vi è sembrata una spiegazione infinita) la notte dell’esplosione del reattore della centrale di Chernobyl è abbastanza “facile” capire che le cause del disastro sono svariate. Se da una parte infatti si dà la colpa agli operai che lavoravano nell’impianto, c’è anche da dire che secondo alcuni studi c’erano delle debolezze di progettazione nel reattore in questione e, soprattutto, le barre di controllo che vennero inserite nel reattore avevano degli errori di progettazione. Nel complesso, quindi, anche se è difficile attribuire un’unica responsabilità, le indagini hanno permesso di capire come vi sia stata una somma di fattori di rischio esagerata con tanti errori, mancanze e problemi di progettazione generali. Va detto poi che gli operatori non erano nemmeno a conoscenza dei problemi tecnici del reattore e il personale dell’impianto in turno quella notte non era qualificato per quell’esperimento.

Conseguenze del disastro di Chernobyl 

Le conseguenze del disastro di Chernobyl con l’esplosione del reattore nucleare numero 4 furono devastanti. Come prima cosa ovviamente, venne rilasciato nell’aria un elevato quantitativo di materiale radioattivo. Il rapporto sulle conseguenze del disastro nucleare redatto dal Chernobyl Forum infatti parla di livelli di materiale radioattivo elevatissimi, soprattutto sullo strato superficiale del terreno. Questi sono stati poi assorbiti da piante e funghi, entrando nella catena alimentare. Inoltre nella zona contaminata si scatenarono incendi che portarono ad un rilascio di ulteriore pulviscolo radioattivo. Pare che l’incidente di Chernobyl abbia rilasciato una quantità di radiazioni pari a 400 volte quella delle radiazioni rilasciate quando venne lanciata la bomba su Hiroshima.

Quante persone sono morte per il disastro nucleare di Chernobyl?

Per quanto riguarda poi le vittime umane del disastro di Chernobyl, il numero specifico è molto variabile. In un rapporto del Chernobyl Forum, al quale ha preso parte anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero dei morti certo, in un primo momento, sembrava essere solo di 65 persone: due lavoratori morti sul colpo, uno per trombosi coronarica, 28 sono morti nei mesi successivi e 19 sono morti negli anni successivi. Tuttavia fra la popolazione dell’epoca si sono registrati 4000 casi di tumore alla tiroide in più, un aumento esponenziale. Ma aumentarono anche i casi di leucemia, di anomalie genetiche, malformazioni alla nascita, aborti spontanei, riduzione della fertilità… Tuttavia è difficile imputare quanti di questi casi siano legati e dovuti proprio all’esplosione di Chernobyl e quanti invece siano malattie oncologiche non legate all’incidente. Venne però stilato un rapporto alternativo a quello del Chernobyl Forum che, pur concordando sulla stima dei 65 morti sicuri, parla di moltissime persone vittime di effetti collaterali delle radiazioni come tumori, malattie e malformazione arrivando addirittura a 5 milioni di persone contaminate con 5000 morti in più stimati, per arrivare quindi ad un totale di 9000 persone che avrebbero perso la vita in questo incidente.

Conseguenze disastro di Chernobyl: la nube tossica anche in Europa

La contaminazione provocata da questo incidente di Chernobyl non interessava soltanto l’area circostante, ma a seconda delle condizioni atmosferiche e dei venti, si diffuse un po’ ovunque arrivando ovviamente anche in Bielorussia, Ucraina e Russia. Ma non solo: anche molte nazioni europee come l’Italia, la Germania, la Slovenia, l’Austria, la Svizzera, la Grecia, la Danimarca, la Finlandia, la Norvegia, la Romania e la Bulgaria vennero investite da questa nube tossica e radioattiva seppur in modo minore. Nonostante in un primo momento le fonti ufficiali vollero minimizzare questo impatto della nube radioattiva sul nostro territorio, successivamente i dati resi noti dalla Lega per l’ambiente segnalarono la presenza preoccupante di elementi radioattivi su molte aree del nostro paese. Le autorità, in extremis, vietarono così il consumo di latte e insalata.

Chernobyl: la serie tv di Sky

Nel 2019 è andata in onda su Sky Chernobyl, una miniserie TV creata e scritta da Craig Mazin e diretta da Johan Renck. Cinque episodi che raccontano la storia del disastro dopo 30 anni e che, soprattutto, vanno ad indagare la vita delle persone che hanno cercato di salvare il possibile dal disastro nucleare. Tutte le vicende raccontate dalla serie TV si basano sui racconti degli abitanti di Pripyat raccolti da Svetlana Alexievich, scrittrice premio Nobel con il romanzo Preghiera per Chernobyl. Nel cast troviamo Jared Harris, Stellan Skarsgård, Emily Watson, Paul Ritter, Jessie Buckley, Adam Nagaitis, Con O’Neill, Adrian Rawlins, Sam Troughton, Robert Emms, David Dencik, , Mark Lewis Jones, Alan Williams.

Per scoprire le differenze tra realtà e serie TV, leggete qui:

(Fonte Immagini Pixabay)

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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