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Dichiarazione universale dei diritti umani: stati firmatari, articoli e commenti sul documento ONU
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Dichiarazione universale dei diritti umani: stati firmatari, articoli e commenti sul documento ONU

Di Alice Giusti
pubblicato il 10 dicembre

Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale dell’ONU approvò un documento di importanza storica fondamentale: per la prima volta venivano sanciti diritti validi per tutti gli esseri umani.

Dichiarazione universale dei diritti umani: stati firmatari, articoli e commenti sul documento ONU

Giornata Mondiale dei Diritti Umani: tutto sulla dichiarazione ONU del 10 dicembre 1948

Il 10 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dei diritti umani e può darsi che in classe o in vista della Maturità vi abbiamo assegnato un tema, una ricerca o un approfondimento sulla Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale dell’ONU. Parlare dei diritti fondamentali che ogni uomo e donna dovrebbe avere è argomento di estrema attualità, perché in molte parti del mondo perfino la vita e la dignità delle persone vengono calpestate quotidianamente e bisogna sempre ricordarsi che questi diritti vanno sempre difesi e non dati per scontati visto che ci sono sempre possibili minacce ai valori democratici acquisiti solo dopo tante battaglie. A distanza di oltre 70 anni, quindi, il valore simbolico e giuridico della Dichiarazione ONU continua a essere fondamentale e non ci resta che scoprire quando e come è nata e quali sono gli articoli fondamentali.

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Storia della Dichiarazione universale dei diritti umani: quando e come è nata?

L’adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani aveva uno scopo ben preciso: evitare il ripetersi delle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale e garantire il rispetto dei diritti fondamentali di uomini e donne a livello internazionale da lì in poi. All’indomani del 1945, infatti, il mondo era ancora sconvolto dalle barbarie accadute durante il conflitto mondiale, in particolare dall’Olocausto, e questo ha portato gli Stati vincitori a creare, sulle ceneri della vecchia Società della Nazioni, un’organizzazione intergovernativa a carattere internazionale che potesse favorire e garantire la pace e la cooperazione tra i popoli: l’ONU, nata ufficialmente il 24 ottobre 1945. A un paio di anni di distanza, viene poi creata dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite una commissione dei Diritti Umani composta da membri provenienti da otto stati, selezionati in base al criterio della più ampia rappresentatività geografica, e presieduta da Eleanor Roosevelt (vedova del Presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt e attivista politica e per i diritti umani da tempo), per redigere un documento che sancisse i diritti inalienabili di ogni essere umano senza distinzione di razza, sesso, religione e ideologia politica.

Quanti sono gli Stati Firmatari?

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stata firmata da tutti i 58 stati che allora erano parte dell’Assemblea Generale dell’ONU. Nei dettagli, 48 stati votarono a favore (tra cui l’Italia), 8 si astennero e 2 non parteciparono alla riunione. Nessuno però voto contro.

Qual è la struttura e il valore della Dichiarazione universale dei diritti umani?

La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento storico di assoluta importanza perché per la prima volta ha sancito universalmente – cioè in tutto il mondo – quelli che sono i diritti fondamentali di ogni essere umano. I suoi articoli sono ispirati ad alcuni documenti preesistenti come:

  • Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino approvata nel 1789 durante la Rivoluzione francese
  • Quattordici punti di Woodrow Wilson (1918)
  • Pilastri delle Quattro Libertà voluti da Franklin Delano Roosevelt nella Carta Atlantica (1941)

La Dichiarazione è composta da un prembolo e da 30 articoli che sanciscono diritti che appartengono a ogni essere umano e possono essere divisi in due aree: i diritti civili e politici e i diritti economici, sociali e culturali. Il testo è disponibile non solo nelle cinque ufficiali dell’ONU (cinese, francese, inglese, russo e spagnolo), ma in tutte le lingue necessarie affinché sia comprensibile da tutti. Per alcuni Stati il documento non avrebbe un valore giuridicamente vincolante, ma molti dei diritti enunciati sono diventati oggi vincolanti in quanto parte del diritto consuetudinario internazionale. Inoltre, la Dichiarazione è stata utilizzata come base per la stesura di importanti documenti più dettagliati come il Patto internazionale sui diritti civili e politici ed il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

Articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani

Gli articoli che compongono la Dichiarazione sono quindi i seguenti:

  • Preambolo: è la parte che precede l’elenco dei diritti ed elenca i motivi che hanno reso necessaria la creazione della Dichiarazione.
  • Articoli 1-2: sanciscono che «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti» e che tutti i diritti enunciati nella Dichiarazione sono applicabili a tutti senza distinzione di sesso, razza, religione e ideologia politica.
  • Articoli 3-4: diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona ed eliminazione di qualsiasi forma di schiavitù.
  • Articolo 5: divieto di tortura o di essere sottoposti a qualsiasi punizione crudele, inumana o degradante.
  • Articoli 6-11: tutte le persone sono persone giuridiche, sono uguali di fronte alla legge, hanno diritto di accesso alla giustizia e a un equo processo. La loro condotta è considerata reato solo se questo è previsto dalle leggi vigenti a livello nazionale e internazionale. Vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
  • Articoli 12-17: sono i diritti dell’individuo nei confronti della comunità (diritto alla privacy e alla corrispondenza privata, diritto ad avere una cittadinanza, a sposarsi e avere una famiglia, a muoversi liberamente, ad avere una proprietà privata e a cercare asilo se perseguitato nel proprio Stato).
  • Articoli 18-21: sono i diritti fondamentali quali diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, libertà di opinione e di espressione, libertà di riunione e di associazione pacifica, diritto di partecipare al governo del proprio paese.
  • Articoli 22-27: sono i diritti economici, sociali e culturali (diritto al lavoro e a un’uguale retribuzione per lo stesso lavoro, a una giusta remunerazione e alla riunione in sindacati, diritto al riposo e allo svago, diritto ad avere un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, diritto all’istruzione, diritto alla vita culturale).
  • Articoli 28-30: articoli conclusivi nel quale si sancisce che gli individui hanno anche dei doveri e che nessuno Stato, gruppo o persona può interpretare la Dichiarazione per impedire o distruggere i diritti in essa enunciati.

Potete consultare QUI il testo completo della Dichiarazione universale dei diritti umani.

(Foto Credits: Pixabay)

Alice Giusti
Aspirante Jane Austen sin dalla tenera età, vivo con la valigia sempre pronta. Oggi Londra, domani Parigi, viaggio fisicamente o con la mente, basta un po’ di buona musica, un classico o una serie tv storica per farmi sognare. Appassionata di tutto ciò che è British, per vivere scrivo e mi piace talmente tanto che alla fine, mi sa, scrivo per vivere.
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