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Parafrasi: cosa vuol dire, come si fa ed esempio svolto
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Parafrasi: cosa vuol dire, come si fa ed esempio svolto

Di Chiara Greco
pubblicato il 28 gennaio

Le cose da fare per scrivere una parafrasi perfetta: che cos’è, gli step da seguire e gli errori da non fare assolutamente.

Parafrasi: cosa vuol dire, come si fa ed esempio svolto

Come si fa una parafrasi: consigli e suggerimenti per un compito perfetto

Quando si studia una poesia è molto facile che il vostro prof d’italiano vi chieda di fare la parafrasi del testo. Ma di cosa si tratta e che cosa significa fare la parafrasi? Solitamente, quando un testo poetico è scritto in maniera complessa rispetto all’italiano moderno serve tradurlo in un linguaggio più vicino al nostro così da poterlo comprendere meglio. Insieme alle domande di comprensione e al commento, la parafrasi fa parte dell’analisi del testo. Sapere come si fa, capire in che modo strutturarla è utile per tutti gli studenti. Quindi se avete bisogno di chiarimenti in merito o volete togliervi tutti i dubbi sulla parafrasi allora siete nel posto giusto.

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Parafrasi di un testo poetico: di cosa si tratta

La parafrasi è una pratica di riscrittura di un testo, che viene “tradotto” dal linguaggio in cui è stato scritto ad uno più vicino a quello che viene parlato nei nostri giorni. Solitamente la parafrasi si fa con i testi scritti in linguaggio arcaico ma si può ricorrere a questo tipo di trasposizione del testo quando è scritto in linguaggio complesso.

Come fare la parafrasi: i 5 passaggi necessari spiegati bene

Fare una parafrasi non è così complesso: basta prestare la giusta attenzione al testo e capire il tipo di linguaggio che viene utilizzato. I passaggi da fare assolutamente sono questi:

  • leggere il testo e inquadrare il tipo di linguaggio utilizzato dall’autore
  • trovare il significato dei termini sconosciuti o tipici di quel linguaggio
  • convertire tutti i termini antichi con quelli di uso più comune
  • riformulare la sintassi laddove sia richiesto
  • scrivere tutto il testo in maniera chiara e fluida

Parafrasi: cosa non fare e gli errori più comuni

Fare la parafrasi è abbastanza facile, ma spesso si può cadere in alcuni errori che possono compromettere il vostro lavoro. Come evitarli? Basta sapere quali sono e il gioco è fatto:

  • leggete sempre il testo, anche se inizialmente non vi sembra assolutamente comprensibile: partire da una parafrasi senza la lettura è l’errore più banale e comune che ci sia
  • provare a tradurre i termini che conoscete basandovi sulla forma in cui sono scritte: non è detto che due parole simili abbiano lo stesso significato
  • non fate una traduzione alla lettera perché seppur la parafrasi deve essere molto vicina al testo originale ma non è detto che si debba riprendere la stessa struttura sintattica
  • evitate di aggiungere commenti e note personali: la parafrasi dev’essere una semplice trasposizione del testo scritta in un linguaggio più vicino al nostro, non un’analisi dettagliata di ciò che ha scritto il poeta
  • una volta conclusa la parafrasi, rileggete diverse volte il testo per capire se è sintatticamente e sematicamente corretto.

Esempio svolto di parafrasi: L’infinito di Leopardi

Come si svolge una parafrasi in maniera corretta e precisa? Ecco un esempio svolto per voi:

Testo originale

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa

Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Parafrasi

Mi è stato sempre caro questo colle solitario/ e questa siepe che mi impedisce di osservare l’interezza dell’estremo orizzonte. / Ma se mi siedo e osservo, immagino di scorgere spazi sterminati al di là di essa/ silenzi sovraumani e profondissima quiete, fino a che il cuore quasi non sussulta per lo spavento/ E non appena sento il fruscio del vento tra queste foglie / io paragono quel silenzio infinito a questo rumore: e all’improvviso nella mia mente affiora l’eternità / le stagioni passate, quella presente, viva con la sua voce / E il mio pensiero si perde in questa immensità ed è dolce per me naufragare in questo mare.

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(Credits immagini: Pixabay)

Chiara Greco
Abitante del mondo in tutte le sue forme e i suoi colori. Sono una studentessa, si spera, alla fine del suo percorso universitario in mediazione linguistica e culturale. Il mio hobby principale è cercare di rendere i miei sogni una realtà concreta, per questo ho deciso di buttarmi in questa avventura come scrittrice (ancora alle prime armi e che ha ancora tanto da imparare). Il filo delle mie passioni traccia trame e disegni impensabili e senza confini: scrittura, lettura, cucina, cinema, musica, scienza, fisica, viaggi
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