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Se Questo è un Uomo di Primo Levi: riassunto, trama, commento e frasi per riflettere
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Se Questo è un Uomo di Primo Levi: riassunto, trama, commento e frasi per riflettere

Di Selena
pubblicato il 17 gennaio

Vi hanno assegnato il riassunto di Se Questo è un Uomo di Primo Levi e non sapete come fare? Niente panico, lo abbiamo svolto noi per voi!

Se Questo è un Uomo di Primo Levi: riassunto, trama, commento e frasi per riflettere

Se questo è un Uomo: riassunto breve

In occasione della Giornata della Memoria o in un qualsiasi momento dell’anno i professori potrebbero assegnarvi la lettura e poi il riassunto del libro Se questo è un Uomo di Primo Levi. Si tratta di un romanzo scritto tra il 1945 e il 1947 che narra le drammatiche vicende vissute in prima persona dall’autore stesso nel campo di deportazione di Monowitz, un lager facente parte del complesso di Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale. Il libro Se Questo è un Uomo è di grandissima importanza perchè è una testimonianza reale e perenne di questa tragica pagina della storia dell’uomo. Essendo un’esperienza vissuta in prima persona, il racconto è brutale e violento, ma allo stesso tempo fondamentale per non dimenticare e non smettere di riflettere sulla Shoah e l’Olocausto. Vediamo allora insieme il riassunto di Se Questo è un Uomo.

Cercate un tema generale sull’Olocausto? Ecco le nostre tracce svolte per medie e superiori:

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Courtesy of Mondadori

Se Questo è un Uomo: la trama

La trama del libro di Primo Levi, Se Questo è un Uomo, è abbastanza semplice ed è suddivisa in diciassette capitoli che narrano della vita dei deportati in attesa di trasferimento. Siamo nel campo di concentramento italiano dove si trova Primo Levi prima di essere trasportato nel lager di Monowitz. Qui gli ebrei deportati e tutti gli altri prigionieri sono privati di ogni diritto umano e subiscono violenze inaudite.

Riassunto Se Questo è un Uomo

Il romanzo comincia nel 1943: è il 13 dicembre quando Primo Levi, autore e protagonista, viene catturato dai nazisti. L’uomo è un partigiano ebreo che si trova nel campo italiano di Fossoli, vicino a Modena in attesa di essere trasportato ad Auschwitz, precisamente a Monowitz, un lager satellite. Il racconto del viaggio verso il campo di concentramento è straziante e dettagliato: c’è un treno pieno zeppo di persone che affrontano questo viaggio disumano e molti non sopravvivono. Una volta giunti ad Auschwitz i prigionieri vengono divisi tra di loro per sesso, età e condizioni fisiche.

Se Questo è un Uomo, riassunto: la vita nel lager

Primo Levi, giunto nel campo di concentramento racconta le regole del lager e la struttura del campo. Come prima cosa i prigionieri vengono lavati, rasati e viene loro tatuato sul braccio un numero che sarà, da ora in poi, il loro “nome”. Levi è il numero 174517. La vita nel lager è difficilissima: diventa complicato persino capirsi perché tutti parlano lingue diverse. Altro problema fondamentale descritto da Levi è l’assenza di cibo: procurarsi da mangiare non è un diritto e tanti non riescono ad avere nemmeno una minima razione di cibo. Primo Levi racconta poi la situazione igienica del lager: la pulizia è praticamente inesistente e, come sottolinea l’autore, non prendersi cura di se stessi è il primo passo verso la depersonalizzazione e la morte. Sporchi, malnutriti, impossibilitati a parlare, i prigionieri perdono qualsiasi tipo di attaccamento o fiducia nella vita.

Riassunto Se Questo è un Uomo: l’infermeria e il Block 45

Primo Levi durante la sua “vita” nel campo di concentramento rimane ferito ad un piede e viene trasportato al Ka-Be, abbreviazione per Krankenbau: “ospedale”. Altro non è in realtà che un’infermeria da campo e sebbene anche qui le condizioni di sopravvivenza siano orribili, Levi per 20 giorni riesce a non lavorare e a non soffrire il freddo. Il suo pensiero infatti va continuamente ai suoi amici e agli uomini detenuti che continuano a morire come mosche in quelle condizioni di vita terrificanti. Terminata la convalescenza Levi viene assegnato al Block 45 dove trova il suo amico Alberto e gli racconta dei suoi incubi notturni ricorrenti che lo attanagliano e non gli permettono di dormire.

Levi si è rimesso e deve tornare a lavorare. Il suo compito è trasportare traversine di legno per costruire una ferrovia. Si tratta di un lavoro molto duro e di fatica che non è abituato a gestire, ma per fortuna, in tutto quell’orrore c’è anche chi mantiene un briciolo di umanità e così l’autore viene aiutato dal suo compagno di camerata. Lo spettro della morte è sempre presente, ogni giorno, anche quando splende il sole o si riesce a ottenere la doppia razione di cibo: il fumo ciminiere di Birkenau dove si bruciano i cadaveri è come un monito costante.

Riassunto Se Questo è un Uomo: i sommersi e i salvati

La vita nel lager è sempre più dura e nonostante tutto i prigionieri cercano di aiutarsi l’un l’altro scambiandosi beni di prima necessità anche se è una pratica molto rischiosa. Primo Levi fa così una distinzione tra i detenuti: i sommersi e i salvati. I primi sono coloro che rispettano le regole ufficiali e, per questo motivo, sono i primi a morire. I salvati invece sono uomini che lottano con tutte le loro forze per la vita e si aggrappano a essa con le unghie e con i denti, costi quel che costi, cercando di assumere una posizione di rilievo lavorativo come quella di Kapo, ossia il comandante e controllore degli altri prigionieri. Proprio per cercare di trovare un lavoro migliore nel campo, Primo Levi e il suo amico Alberto decidono di fare un esame di chimica per lavorare nel laboratorio appena creato dai tedeschi. Si tratta di un esame difficile perchè è in tedesco, ma superarlo significa avere un lavoro migliore e quindi una maggiore possibilità di sopravvivere.

Riassunto Se Questo è un uomo: i fatti dell’estate

Durante l’estate arrivano le notizie dei bombardamenti alleati che costringono  i lavori del campo a subire uno stop. La guerra sembra aver preso una piega diversa e le notizie che arrivano da una parte sollevano e danno nuova speranza ai prigionieri, dall’altra però la paura dei bombardamenti è costante. Questo umore altalenante viene però drammaticamente spezzato dall’arrivo di nuovi prigionieri e questo significa ripetere le selezioni per il crematorio. Anche Levi partecipa e le selezioni consistono in una corsa davanti a un funzionario tedesco che determina la sorte del prigioniero: vita o morte.

Riassunto Se Questo è un Uomo: il ritorno dell’inverno e l’arrivo dei russi

Torna l’inverno nel campo di concentramento e le condizioni di vita sono sempre più tragiche e difficili da sostenere. Levi però viene assunto nel laboratorio di chimica per cui aveva sostenuto l’esame e questo per lui significa trascorrere la giornata al caldo. Levi descrive poi la figura di Alberto Dalla Volta, un ebreo di Brescia, amico del protagonista che verrà poi impiccato, ma che prima di morire urlerà “Compagni, io sono l’ultimo” rimarcando il suo attaccamento alla vita e la sua volontà di non piegarsi alla vita del lager. Nell’arco di dieci giorni, poi. cambia tutto a causa dell’avanzata dell’Armata Rossa. I nazisti vogliono portare via i prigionieri sani e ucciderli nell’esodo: Primo Levi sarebbe tra questi, ma si trova in infermeria per la scarlattina e quindi non parte. Alberto invece, il suo amico, parte per la marcia della morte e di lui non si saprà più nulla. Primo Levi si salva così rimanendo in infermeria e sopravvivendo ai bombardamenti nascondendosi in una baracca e attendendo l’arrivo dei russi: è il 27 gennaio 1945.

Se Questo è un Uomo, commento

Questo libro di Primo Levi è una testimonianza brutale e veritiera di ciò che accadeva nei campi di concentramento giorno dopo giorno e delle terribili condizioni di vita cui erano sottoposti i prigionieri. Mi è piaciuto molto leggerlo e credo che, sebbene sia molto duro, possa essere considerato una pietra miliare della letteratura mondiale. La sua importanza, oltre alla testimonianza, è anche legata al fatto che purtroppo i sopravvissuti dei campi di concentramento sono sempre meno, morti a causa dell’età che avanza e quindi sentire in prima persona gli orrori della Guerra non è quasi più possibile. Grazie al libro di Primo Levi invece il ricordo di quegli orrori è impresso nero su bianco per sempre, per non dimenticare.

Le frasi più importanti di Se Questo è un uomo

  • Se dall’interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui.
  • Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. I momenti che si oppongono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono dalla nostra condizione umana, che è nemica di ogni infinito.
  • A noi non più vivi, noi già per metà dementi nella squallida attesa del niente.
  • E infine, si sa che sono qui di passaggio, e fra qualche settimana non ne rimarrà che un pugno di cenere in qualche campo non lontano, e su un registro un numero di matricola spuntato. Benché inglobati e trascinati senza requie dalla folla innumerevole dei loro consimili, essi soffrono e si trascinano in una opaca intima solitudine, e in solitudine muoiono o scompaiono, senza lasciar traccia nella memoria di nessuno…
  • Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest’offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.

(Foto copertina, Credits: Pixabay)

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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