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Riassunto sbarco sulla luna: cosa sapere a 50 anni dall’allunaggio
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Riassunto sbarco sulla luna: cosa sapere a 50 anni dall’allunaggio

Di Selena
pubblicato il 15 luglio

Tutto quello che avreste voluto sapere sullo sbarco sulla luna in occasione del 50esimo anniversario della missione dell’Apollo 11.

Riassunto sbarco sulla luna: cosa sapere a 50 anni dall’allunaggio

Anniversario dello Sbarco sulla Luna: cosa sapere e riassunto

Era il 20 luglio 1969 quando l’Apollo 11 portò i primi uomini sulla Luna: erano le 20:17 e Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sul suolo lunare dopo 6 ore dall’allunaggio. I due trascorsero due ore circa fuori dalla navicella, raccogliendo diverso materiale lunare da portare sulla Terra per essere studiato. Michael Collins, pilota del modulo, rimase in orbita e non scese mai sulla Luna pur essendo così vicino. Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario proprio dell’allunaggio dell’Apollo 11 e poiché si tratta di una ricorrenza molto importante, che potrebbe essere anche oggetto di qualche verifica o tema del nuovo anno scolastico 2019/2020, è importante cercare di sapere quanto più possibile su questo importante accadimento che ha cambiato la storia dell’uomo. Se chiedete infatti ai vostri genitori, molto probabilmente si ricorderanno di una lunghissima serata trascorsa davanti al televisore del vicino di casa o del bar (all’epoca non ce n’era uno in ogni casa come oggi) ad assistere alla diretta di questo importante avvenimento. Scopriamo allora insieme le cose più importanti e il riassunto dell’allunaggio dell’Apollo 11, le curiosità sullo sbarco sulla Luna, comprese le teorie complottiste per cui questo evento non è mai accaduto, perché vanno a screditate e anche come mai l’uomo non è più andato sulla luna da allora.

Non perdete anche delle tracce svolte sullo Sbarco sulla luna:

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Riassunto dello Sbarco sulla Luna, cosa sapere

Come vi avevamo già anticipato Neil Amstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins erano i membri dell’equipaggio dell’Apollo 11, la missione spaziale che ha portato i primi uomini sulla Luna proprio il 20 luglio 1969, giorno dell’allunaggio. Qualche ora dopo la mezzanotte, il primo uomo a mettere piede sul suolo lunare fu Neil Armstron, seguito, 19 minuti dopo, da Aldrin, mentre Michael Collins rimase in orbita attorno alla luna mentre i due erano sulla Luna. La missione terminò il 24 luglio con un ammaraggio. Lo sbarco sulla Luna avvenne in un periodo storico particolare, quando gli Stati Uniti d’America erano nel cuore della cosiddetta Guerra Fredda con l’Unione Sovietica. Quando proprio quest’ultima nel ’57 lancio lo Sputnik 1, un satellite artificiale che dimostrò al mondo la potenza dell’Unione Sovietica, iniziò la cosiddetta “corsa allo spazio”. Il presidente Dwight Eisenhower diede vita alla National Aeronautics and Space Administration, la Nasa, e diede una notevole spinta allo sviluppo del programma Mercury che aveva come obiettivo quello di portare un uomo nello spazio. Nel 1961, il 12 aprile gli americani vennero però anticipati da Gagarin, primo astronauta dell’Unione Sovietica a fare un giro attorno alla luna. Fu una sconfitta per l’orgoglio statunitense che arrivò a questo successo soltanto il 5 maggio del 1961 con Alan Shepard. Poiché si considerava intollerabile che l’Unione Sovietica fosse più avanzata degli USA nel mondo dell’Aeronautica spaziale, l’America mise in pratica con particolare enfasi il cosiddetto programma Apollo che aveva proprio lo scopo di far atterrare l’uomo sulla Luna. Si fecero diverse prove tecniche e si studiarono diversi moduli di comando, navicelle spaziali e moduli di servizio che potessero proprio portare gli astronauti in orbita lunare, permettergli di scendere sulla superficie del satellite e tornare indietro. Tutte queste tecnologie vennero sviluppate nell’ambito del famosissimo programma Gemini anche se, dopo l’incendio dell’Apollo 1 del 1967, in cui morirono tre astronauti, il programma subì una battuta d’arresto. Si riprese comunque dopo poco: ci furono diverse missioni fino ad arrivare all‘Apollo 11 che nel luglio del 1969 portò gli Stati Uniti ad ottenere il loro successo con il primo uomo sulla Luna. Successo, tra l’altro, raggiunto per un pelo: tre giorni prima del lancio dell’Apollo 11, infatti, i sovietici lanciarono in orbita il Luna 15, che, però, si schiantò durante la discesa a causa di un malfunzionamento. L’Apollo 11 venne lanciato da un razzo dalla piattaforma di lancio 39A del Kennedy Space Center il 16 luglio 1969. Il 19 luglio alle 17:20 passò dietro la luna ed entrò nell’orbita lunare preparandosi così all’atterraggio nel sud del mare della tranquillità, sito di atterraggio scelto perché aveva la conformazione più adatta ad una discesa in sicurezza.

Curiosità sullo sbarco sulla luna: cosa sapere per il 50esimo anniversario

Le curiosità legate allo sbarco della Luna sono tantissime. Ad esempio:

  • forse non tutti sanno che dopo 5 minuti dall’inizio della discesa sulla Luna il computer di navigazione dell’Apollo 11 iniziò a dare una serie di allarmi, indicando che il computer di guida rischiava l’overflow. Dalla zona di controllo di Houston, l’ingegnere che si occupava della manutenzione dell’Eagle, il modulo per l’allunaggio, decise di procedere con la discesa perché il sistema operativo era progettato per ignorare queste condizioni ed era un allarme a bassa priorità.
  • Altra curiosità riguarda il fatto che gli astronauti, prima di scendere sulla superficie della Luna, dovevano cercare di dormire, con uso di tranquillanti, all’interno del modulo lunare. Ma i due non dormirono e, invece di uscire alle 6:20, gli astronauti decisero di procedere con la prima attività extraveicolare alle 22 e 12 minuti. Il dottor Barry, che da Houston controllava le condizioni di Armstrong, decise di dare l’ok e quindi i preparativi per la passeggiata lunare iniziarono in anticipo.
  • Altra curiosità riguarda il fatto che l’Apollo 11 doveva atterrare sul mare della tranquillità. Ma quando Armstrong guardò fuori dalla cabina vide che il luogo prescelto era in realtà in una zona piena di sassi situata in un cratere di 91 metri. Prese così il controllo della navetta e trovò un appezzamento di terra libero quando si trovava solo a 30 metri dalla superficie e quindi quando avevano propellente solo per altri 90 secondi. Alla fine l’Eagle si posò sulla superficie della Luna alle 20:17 domenica 20 luglio con soltanto circa 25 secondi di carburante rimanente dei serbatoi.
  • La frase poi storica che ha detto Armstrong quando fece il primo passo sulla luna fu “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità”. Inizialmente, però, la particella “a” che in italiano significa “un” non venne percepita dalla radio che riportò la frase nella versione generica “Questo è un grande passo per l’uomo ma grande per l’umanità”.

Sbarco della Luna falso: le teorie complottiste 

Sicuramente avrete sentito che molte persone sostengono che l’operazione di allunaggio dell’Apollo 11 non sia mai esistita. Secondo quella che viene chiamata la teoria del complotto lunare o in inglese “Frottola della luna” gli allunaggi sono stati falsificati dalla NASA insieme al governo degli Stati Uniti per battere finalmente l’Unione Sovietica nella conquista dello Spazio. La prima volta che compare questa teoria è il 1976 con il libro di Bill Kaysing in cui si sostiene che la tecnologia degli anni ’60 non poteva essere così avanzata da permettere all’uomo di arrivare sulla Luna. Sarebbe stato tutto un film e a girare le scene delle missioni sarebbe stato il regista Stanley Kubrick alla Norton Air Force, la base di San Bernardino. Sono tante però le realtà concrete che vanno a smontare questa teoria. Prima di tutto Kaysing sostiene che Kubrick girò questi firmati sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento di suo fratello Raul col Partito Comunista. Eppure il regista non aveva un fratello ma solo una sorella minore. Inoltre la messinscena per dare vita alla missione dell’Apollo 11 sarebbe stata troppo complessa sia per la quantità di reperti sia per le testimonianze delle persone coinvolte. Umberto Eco, del canto suo, ha dichiarato che gli unici interessati a voler smontare la teoria dell’allunaggio degli americani potevano essere i russi, ma proprio loro non hanno mai detto nulla a riguardo e potevano controllare se lo sbarco era avvenuto veramente perché avevano già inviato delle telecamere in orbita. Senza contare poi tutti gli scienziati che negli anni hanno indagato su questa tesi del complotto lunare esaminando oltre 10 principali tesi del complotto e, una a una, sono state tutte rifiutate. Inoltre, la sonda giapponese Selene, nel 2007, ha fatto una serie di rilievi proprio dove era sbarcato Apollo 15, in una missione successiva che ha portato l’uomo sulla Luna: le immagini sono una perfetta corrispondenza con le foto scattate dagli astronauti dell’epoca.

Perché l’uomo non è più andato sulla luna?

Un’ultima domanda che si pongono in molti è perché dal dicembre del 1972 l’uomo non è mai più tornato sulla luna. Questa è uno di quegli interrogativi che si pongono soprattutto i critici che mettono in dubbio la veridicità della missione dell’Apollo 11. I motivi per cui non siamo più tornati sulla Luna si collegano direttamente a a quelli del perché siamo andati. L’Apollo 11, come abbiamo già detto, è stata la svolta in un gioco di potere tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Una volta completata l’ultima missione, quella dell’Apollo 11, i fondi vennero ridotti e poi spostati: il Governo non aveva più interesse in queste missioni, aveva già vinto sull’Unione Sovietica. Inoltre la tragedia dell’Apollo 1 e l’incidente dell’Apollo 13 (famoso al mondo per la frase: “Houston, abbiamo un problema”) ha fatto sì che la decisione far tornare l’uomo sulla Luna diventasse via via sempre più lontana, anche perché, più che altro, sembra inutile visto che la luna si è scoperta essere un corpo roccioso sterile senza risorse sfruttabili.

(Fonte Immagini Pixabay)

Selena
Sono Selena, giornalista pubblicista appassionata di serie TV e di musica. Scrivo da quando ero bambina e, di nascosto, mi impossessavo della vecchia macchina da scrivere di mia mamma! Lavoro da 10 anni nel mondo del giornalismo e da qualche tempo conduco anche un programma radio.
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