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Rappresentanti degli studenti: i “politici” del futuro?
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Rappresentanti degli studenti: i “politici” del futuro?

Di Marco Pappalardo
pubblicato il 20 novembre

Nei mesi scorsi le scuole sono state invase da manifesti, volantini, slogan, assemblee e tutto ciò che caratterizza il periodo di campagna elettorale: non parliamo di elezioni qualunque, ma di quelle dei rappresentanti di istituto e di classe! Ecco come le ha vissute il nostro prof.

Rappresentanti degli studenti: i “politici” del futuro?

Alla conquista della scuola: cosa significa essere rappresentanti

Ormai i giochi sono fatti: in tutti gli istituti le elezioni dei rappresentanti studenteschi sono finite. Le campagne elettorali di classe e d’istituto sono uno spettacolo nuovo ogni anno e rimango stupito dal modo sempre diverso ed entusiasta con cui gli studenti affrontano questo momento. Alcuni si sentono dei politici nati, altri ci provano, altri imitano quelli “veri”, altri ancora lo fanno quasi per divertimento, eppure questi ragazzi, indistintamente, per ottenere voti ci mettono tutto il loro impegno.
Serve anche una buona dose di coraggio, che non tutti hanno: chi si tira indietro, chi vorrebbe candidarsi ma è timido e chi è troppo sfacciato. Gli studenti, che lo facciano realmente per i compagni o per sé, si assumono sulle spalle tante responsabilità e speranze che non possono deludere.
Il giorno della presentazione è decisivo per le sorti dei candidati e della scuola, ed il look è un elemento fondamentale: passiamo da chi si veste come per la festa del diciottesimo con tanto di cravatta o tacchi a chi punta sul trasandato alternativo con i capelli arruffati, ma gli abiti firmati, infine chi prova ad essere semplicemente se stesso o se stessa puntando tutto sulla capacità di parola. Per qualcuno c’è davvero in gioco un sogno, per altri solo un assaggio di politica, per altri ancora la ricerca della visibilità e del successo personale, per pochissimi – fortunatamente – il cattivo odore dei peggiori politici dei partiti.

weekend di formazione R.I.S

Elezioni di classe tra potere e colazioni promesse

Per i rappresentanti di classe, nei primi anni, è un mondo nuovo tutto da scoprire e le candidature sono poche e selezionate. Crescendo, anno dopo anno, si scopre il gusto del “potere” della rappresentanza e i candidati aumentano. Si creano alleanze, concorrenze, si fanno riunioni segrete nei bagni, qualcuno propone persino la colazione per tutti una volta eletto! La frase «Io non vi prometto nulla, ma sappiate che potrete sempre contare su di me!» è uno slogan fisso.

Campagna d’istituto: riusciranno gli studenti a portare la carta igienica nei bagni?

Più solenni, invece, le elezioni dei rappresentanti d’istituto, vissute come una vera e propria campagna elettorale. È un contesto molto interessante e mi piace ascoltare il modo in cui si presentano a tutta la scuola, preparandosi il discorso da fare (Prof., ma secondo lei va bene? Ha qualche suggerimento da darmi, qualche frase ad effetto) con al seguito un gruppo di sostegno formato dai compagni-amici (con tanto di striscioni  e applausi interessati), esercitando l’oratoria e la retorica (accompagnate da simpatici video ed immagini ad effetto). Per vincere quella che è una vera e propria competizione si punta ai voti degli studenti del biennio, ancora inesperti e facili da convincere, quelli che non frequenteresti perché troppo piccoli,  ma che per quel periodo diventano i tuoi migliori amici. Anche il classico fascino della ragazza o del ragazzo del triennio (in politica funziona meno) è un’arte per ottenere voti. L’impegno pubblico più frequente e dal successo assicurato è «Più carta igienica per tutti nei bagni!».

Rappresentanti scolastici: pensieri di un prof.

I risultati delle elezioni sono usciti, gli studenti eletti sono ufficialmente in carica e si sono già svolte le prime assemblee. Nei rappresentanti, mi sento speranzoso: non sono solo degli studenti che hanno a cuore, insieme ai libri e allo studio, la vita della classe e della scuola, ma anche possibili “alleati” per coinvolgere tutti, inclusi coloro che si tengono a distanza.
In questi ragazzi vedo l’opportunità di rendere concreta quella cittadinanza attiva, responsabile e alla ricerca del bene comune, di cui tanto si parla e si legge e vedo la necessità di dargli la giusta autonomia nello svolgere questo compito, incoraggiandoli e assicurandoli che ci sono ogni qualvolta ne abbiano bisogno.

(Foto: Assemblea ScuolaZoo con i nostri R.I.S. – Per saperne di più, leggi:  Chi sono i rappresentanti d’Istituto ScuolaZoo?)

 

Marco Pappalardo
Ufficialmente Prof. di Lettere in un Liceo di Caltagirone in provincia di Catania. Quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista (collaboro con Avvenire, Credere, La Sicilia, Mondo Erre, Dimensioni Nuove, siti vari), scrittore (di ben 25 libri e libretti diversi tradotti in più lingue), educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire. Da poco è stato pubblicato il mio romanzo "Diario (quasi segreto) di un Prof." (Edizioni San Paolo).
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